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Aeroporti, l’Emilia-Romagna disegna una strategia unitaria per lo sviluppo del sistema regionale

04/03/2026

Aeroporti, l’Emilia-Romagna disegna una strategia unitaria per lo sviluppo del sistema regionale

Una visione di lungo periodo, una cornice normativa organica e una dotazione stabile di risorse: la Regione Emilia-Romagna mette mano al proprio sistema aeroportuale con un progetto di legge che punta a coordinare Bologna, Parma, Forlì e Rimini all’interno di un disegno equilibrato e interconnesso. Il testo, approvato dalla Giunta e ora atteso in Assemblea legislativa, rappresenta il primo intervento strutturato in materia aeroportuale e logistica a livello regionale.

L’obiettivo dichiarato è superare una logica frammentata, riconoscendo gli scali come infrastrutture strategiche per l’accessibilità del territorio, la competitività del sistema produttivo e la proiezione turistica internazionale. Con uno stanziamento di 4 milioni di euro l’anno, la Regione introduce strumenti economici e di governance destinati a incidere in modo concreto sull’organizzazione dei trasporti e sulla capacità di attrarre investimenti.

Un sistema integrato tra passeggeri, merci e territori

Il progetto di legge muove da un presupposto chiaro: il Marconi di Bologna svolge un ruolo internazionale consolidato, ma la crescita degli altri scali non va letta in contrapposizione. La sfida è costruire un sistema in cui ogni aeroporto contribuisca allo sviluppo regionale secondo le proprie caratteristiche, evitando sovrapposizioni e rafforzando le complementarità.

La norma promuove l’integrazione tra trasporto aereo, ferroviario, stradale e fluvio-marittimo, riconoscendo agli aeroporti la funzione di porte di accesso ai distretti industriali e alle principali filiere economiche. Una visione che riguarda tanto i flussi passeggeri quanto il traffico merci, con un’attenzione particolare al riequilibrio modale verso soluzioni più sostenibili.

Il presidente della Regione, Michele de Pascale, ha richiamato la necessità di coniugare crescita della mobilità internazionale e qualità dell’accoglienza, riducendo al contempo impatti ambientali e acustici. La prospettiva è quella di una cooperazione stabile tra i quattro scali, capace di generare ricadute occupazionali diffuse e di rafforzare il posizionamento dell’Emilia-Romagna nel contesto europeo.

Sul fronte economico e turistico, l’assessora Roberta Frisoni ha sottolineato il peso dei collegamenti internazionali per intercettare nuovi flussi verso città d’arte, Riviera, Appennino, distretti enogastronomici e Motor Valley. L’aeroporto, in questa lettura, diventa la prima infrastruttura di promozione territoriale.

Risorse, incentivi e nuova governance

La dotazione prevista ammonta a 4 milioni di euro annui. Due milioni sono destinati all’abolizione della cosiddetta council tax – l’addizionale comunale sui diritti d’imbarco – per gli scali con traffico inferiore ai 700mila passeggeri l’anno. Una misura pensata per rendere più attrattivi gli aeroporti di dimensioni minori, favorendo l’apertura di nuove rotte e l’ampliamento dei collegamenti.

Gli altri 2 milioni finanziano interventi a sostegno del trasporto merci su ferro: ferrobonus, riduzione dei costi delle tracce ferroviarie, incentivi alle manovre e alle operazioni nei terminal. L’assessora Irene Priolo ha evidenziato come la competitività delle filiere export dipenda dalla qualità delle connessioni con i mercati europei e globali, e come la logistica intermodale rappresenti un passaggio decisivo per migliorare efficienza e sostenibilità.

Accanto alle misure economiche, il disegno di legge istituisce una cabina di regia composta da Regione, Comuni sedi di aeroporti, gestori, Apt e Unioncamere Emilia-Romagna, con possibile integrazione di Mit, Enac ed Enav previo accordo con lo Stato. Il presidente nominerà i componenti, mentre la presidenza sarà affidata all’assessore competente per trasporti e mobilità o a un suo delegato.

È previsto inoltre un tavolo permanente sulla logistica sostenibile, con la partecipazione di associazioni datoriali, sindacati, Unioncamere e, a seconda dei temi trattati, del cluster Eric e di altri soggetti pubblici e privati. Uno strumento di confronto continuo che mira a rafforzare il coordinamento tra nodi intermodali, piattaforme logistiche e sistema produttivo.

La Regione sceglie così di dotarsi di una regia stabile e di un quadro strategico unitario, nella convinzione che la competitività territoriale passi anche dalla capacità di far dialogare infrastrutture, imprese e politiche pubbliche in un orizzonte coerente.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.