Agricoltura emiliano-romagnola, più risorse per investimenti e ricambio generazionale
10/02/2026
Rafforzare la capacità di investimento delle imprese agricole, sostenere l’ingresso dei giovani e rendere più competitivo il sistema produttivo regionale: è questa la direttrice lungo cui si muove la proposta di rimodulazione approvata dalla Regione Emilia-Romagna nell’ambito del Complemento di programmazione per lo sviluppo rurale 2023-2027. L’intervento rientra nel settimo emendamento al Piano strategico nazionale della Politica agricola comune e nasce dall’esigenza di riallocare le risorse verso le misure che hanno registrato la maggiore partecipazione da parte delle aziende.
La scelta poggia su un dato difficilmente ignorabile: i bandi attualmente in istruttoria hanno raccolto richieste per oltre 467 milioni di euro, a fronte di una dotazione iniziale di circa 136 milioni. Un divario che segnala un fabbisogno aggiuntivo superiore ai 329 milioni e restituisce l’immagine di un comparto agricolo che, pur in un contesto complesso, continua a investire, progettare e innovare.
Quasi 39 milioni di euro per rafforzare gli interventi più richiesti
La proposta regionale consente di rendere disponibili quasi 39 milioni di euro di finanziamenti integrativi, frutto di risorse regionali, nazionali e cofinanziamenti. Le somme saranno destinate in via prioritaria allo scorrimento delle graduatorie dei bandi già emanati e al sostegno di nuovi investimenti. Una decisione orientata alla continuità amministrativa e alla massimizzazione dell’impatto delle politiche pubbliche, evitando che progetti valutati positivamente restino privi di copertura finanziaria.
La rimodulazione sarà presentata dal Ministero dell’Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste alla Commissione europea nei prossimi mesi. Attraverso una ricollocazione mirata delle risorse, l’obiettivo è rafforzare in particolare le misure che intercettano esigenze strutturali del settore: ricambio generazionale, benessere animale, resilienza climatica, servizi di consulenza e sostegno alle aree con svantaggi naturali.
Giovani agricoltori e competitività del sistema
Un capitolo centrale riguarda i giovani. Oltre 22 milioni di euro aggiuntivi permetterebbero di finanziare integralmente la graduatoria del bando attualmente in istruttoria e di sostenere nuovi insediamenti. Un investimento che guarda al futuro del settore e alla sua capacità di rinnovarsi. Come ha sottolineato Alessio Mammi, assessore regionale all’Agricoltura, i numeri testimoniano una domanda di investimenti senza precedenti e una vitalità che si traduce in progetti orientati a innovazione, sostenibilità e competitività, anche in presenza di tensioni sui mercati internazionali e di crescenti criticità climatiche.
Accanto ai giovani, la proposta prevede risorse aggiuntive per il benessere animale (11,8 milioni di euro), la prevenzione dei danni da eventi climatici estremi (4,8 milioni), il rafforzamento dei servizi di consulenza (1,7 milioni) e il sostegno alle aziende delle aree montane e svantaggiate (18,9 milioni). Interventi che mirano a garantire continuità produttiva, presidio del territorio e uno sviluppo più equilibrato delle aree rurali.
Il peso del ricambio generazionale nella programmazione regionale
I risultati delle precedenti programmazioni aiutano a comprendere la portata della scelta. Tra il 2014 e il 2022, la Regione ha destinato oltre 167 milioni di euro al sostegno dei giovani agricoltori, favorendo l’insediamento di 1.969 nuovi imprenditori con un’età media di 29 anni. Un dato significativo riguarda le aree montane, che concentrano il 36% degli insediamenti. Gli effetti economici sono altrettanto rilevanti: incremento del valore aggiunto aziendale del 61,8% e crescita della produttività del lavoro del 61%.
La programmazione 2023-2027 prevede una dotazione complessiva di 100 milioni di euro per i giovani, con 60 milioni dedicati al primo insediamento. Il bando 2024 ha già consentito l’ingresso di 221 nuovi agricoltori, mentre quello del 2025, in fase di istruttoria, registra un fabbisogno che supera i 34,5 milioni di euro. La rimodulazione proposta si inserisce in questa traiettoria, con l’obiettivo di tradurre la forte domanda in opportunità concrete e rafforzare la competitività dell’agricoltura emiliano-romagnola nel medio periodo.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to