Arpae e Carabinieri, incontri tecnici per rafforzare i controlli ambientali in Emilia-Romagna
23/01/2026
Una collaborazione efficace tra chi controlla e chi accerta passa anche da un linguaggio comune, da procedure condivise e dalla conoscenza puntuale dei rispettivi strumenti operativi. Con questo obiettivo, su proposta del Comando Carabinieri per la Tutela ambientale e la Sicurezza energetica, Arpae ha avviato una serie di incontri con i reparti territoriali del Comando Legione Emilia-Romagna, pensati per mettere a fuoco ruoli, competenze e modalità di intervento quando la tutela dell’ambiente entra nel perimetro dell’attività di controllo e di polizia giudiziaria.
Il primo appuntamento si è svolto mercoledì 21 gennaio 2026 a Bologna; seguiranno altri tre incontri, estesi al personale dell’Arma presente sull’intero territorio regionale, così da garantire un quadro omogeneo di conoscenze e prassi operative.
Dalla polizia giudiziaria agli ecoreati: procedure e responsabilità
Nella parte introduttiva, Arpae presenta l’organizzazione dell’Agenzia e le sue funzioni, con un’attenzione particolare al lavoro degli Ufficiali di polizia giudiziaria: una figura che, nei controlli ambientali, si muove in equilibrio tra competenze tecniche e adempimenti procedurali, dove la precisione documentale può incidere tanto quanto l’osservazione sul campo.
Uno dei nuclei più delicati riguarda l’applicazione della normativa sugli ecoreati e, nello specifico, il tema delle asseverazioni delle prescrizioni ambientali. Qui il confronto tra Agenzia e Carabinieri serve a chiarire passaggi, tempi e responsabilità: quando una violazione richiede prescrizioni tecniche, la capacità di costruire atti solidi e verificabili diventa determinante per l’efficacia dell’azione di controllo e per la tenuta dell’intero procedimento. Nel quadro operativo rientra anche la pronta disponibilità, elemento che consente di gestire con rapidità situazioni che non aspettano l’orario d’ufficio, dagli sversamenti alle criticità improvvise in impianti o reti.
Rifiuti, acque, emissioni e odori: i dossier tecnici al centro degli incontri
Dopo il quadro generale, gli interventi entrano nei campi specialistici dove più spesso si concentrano verifiche e contestazioni: gestione dei rifiuti, terre e rocce da scavo, inquinamento delle acque, emissioni in atmosfera, impatti odorigeni. Sono ambiti nei quali la norma richiede letture tecniche, misurazioni, interpretazioni di piani e autorizzazioni, oltre alla capacità di distinguere ciò che è difformità formale da ciò che comporta un rischio reale e documentabile per l’ambiente.
Nel corso degli incontri trovano spazio anche le presentazioni del Comando Tutela ambientale e sicurezza energetica e del Nucleo operativo ecologico (Noe) di Bologna, utili a chiarire come si articolano le funzioni interne dell’Arma quando l’attenzione si sposta sui reati ambientali e sulle attività di indagine.
Una rete di controllo più coordinata sul territorio
Questo ciclo di appuntamenti punta a un risultato concreto: rendere più fluida la collaborazione nelle attività di controllo, evitando sovrapposizioni e riducendo i margini di incertezza operativa, soprattutto quando occorre intervenire in modo rapido e con atti tecnicamente inattaccabili. Per l’Emilia-Romagna, territorio attraversato da filiere produttive complesse e pressioni ambientali diverse tra pianura, costa e Appennino, la coerenza delle procedure può fare la differenza tra un controllo formale e un’azione realmente efficace.
Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to