Cederna torna in biblioteca: un’antologia come bussola per il territorio
22/01/2026
C’è una scelta, in apparenza piccola e invece densissima di significati: donare un libro a tutte le biblioteche comunali dell’Emilia-Romagna. Non un titolo qualsiasi, ma un’antologia che parla di suolo, paesaggio, fragilità ambientale e degrado urbanistico. La Regione, insieme a Italia Nostra e agli autori del volume, porta sugli scaffali di 380 biblioteche un testo che somiglia a un promemoria pubblico: la tutela del territorio non è materia da specialisti, ma questione di civiltà amministrativa, educativa, culturale.
Il volume è “Antonio Cederna, un giro d’orizzonte. Scritti, discorsi parlamentari e proposte di legge”, curato da Andrea Costa e Sauro Turroni, edito da Biblion. Cederna — giornalista, archeologo, ambientalista, figura che ha segnato l’urbanistica italiana del secondo Novecento — torna così accessibile a chiunque voglia capire come si è formato, e come si è spesso deformato, il rapporto tra sviluppo e paesaggio lungo la Penisola. Non si tratta di nostalgia: i testi scelti, letti oggi, suonano come una lente che mette a fuoco errori ricorrenti, parole che avevano già trovato le crepe prima che diventassero frane.
Un gesto nato dopo le alluvioni: biblioteche come luoghi di resilienza
L’idea di rendere capillare questa raccolta prende forma nei giorni successivi alle alluvioni del 2023 in Emilia-Romagna, quando anche biblioteche e archivi finiscono dentro l’acqua e il fango, con perdite irreparabili e recuperi complessi, talvolta affidati a procedure lente e delicate. È qui che la donazione assume un peso simbolico raro: un libro che parla di prevenzione e difesa del suolo entra proprio in luoghi che l’alluvione ha attraversato, ferito, obbligato a ripartire.
Alla presentazione in Regione a Bologna, insieme al presidente Michele de Pascale e all’assessora alla Cultura Gessica Allegni, partecipano esponenti istituzionali e di Italia Nostra, oltre a uno dei curatori. Il messaggio che emerge è chiaro: leggere Cederna significa tornare a una grammatica del territorio fatta di analisi, responsabilità e scelte che tengano conto della geografia reale, non di quella immaginata su una planimetria.
Cosa contiene il volume e perché parla al presente
L’antologia, nata nel 2022 per il centenario della nascita di Cederna e ripubblicata in una seconda versione alla fine del 2025, conta 474 pagine. Dentro ci sono articoli scritti tra il 1949 e il 1993, interventi parlamentari e proposte di legge a sua prima firma. Nella nuova edizione compare anche un capitolo dedicato ad alluvioni e frane: un innesto che sposta l’opera dal piano della memoria a quello dell’urgenza contemporanea.
La donazione alle biblioteche è resa possibile anche dalla rinuncia a compensi e diritti da parte di editore e autori. È un dettaglio che non è solo economico: indica la volontà di trasformare il libro in bene comune, sottraendolo alla logica dell’oggetto per pochi e consegnandolo a quella, più faticosa ma più giusta, della disponibilità pubblica.
In controluce, questa operazione rimette al centro un’idea spesso trascurata: la prevenzione non nasce soltanto da cantieri e norme, ma anche da un immaginario collettivo più attrezzato, capace di distinguere tra uso del territorio e consumo del territorio. Le biblioteche, in questo senso, diventano un presidio culturale che parla al presente con strumenti concreti: pagine, documenti, parole che non addolciscono i conflitti, ma li illuminano.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to