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Cisl Emilia-Romagna: “L’intelligenza artificiale non può scaricare il costo del cambiamento sul lavoro”

30/03/2026

Cisl Emilia-Romagna: “L’intelligenza artificiale non può scaricare il costo del cambiamento sul lavoro”

Il confronto sull’Agenda Digitale 2025-2029 dell’Emilia-Romagna entra in una fase più concreta e, insieme alle opportunità legate all’innovazione, porta con sé una domanda che riguarda direttamente imprese, pubbliche amministrazioni e lavoratori: in che modo l’intelligenza artificiale cambierà il lavoro nei prossimi anni.

Su questo terreno la Cisl Emilia-Romagna ha scelto una linea netta, favorevole allo sviluppo tecnologico ma attenta agli effetti sociali, occupazionali e territoriali che ogni trasformazione può produrre.

A ribadirlo è stato il segretario generale regionale Filippo Pieri, intervenuto nella trasmissione radiofonica “La finestra sui fatti”, condotta da Matteo Cimatti su Radio Flyweb, tornando sui contenuti sostenuti dal sindacato durante l’audizione in viale Aldo Moro dedicata al documento programmatico approvato dall’Assemblea legislativa.

Il punto centrale, nella lettura della Cisl, resta uno: la modernizzazione non può essere valutata soltanto in termini di efficienza, velocità o competitività, ma va misurata anche sulla sua capacità di tutelare la qualità del lavoro e di ridurre, non ampliare, gli squilibri già presenti.

Osservatorio sull’AI e tutela del lavoro

Tra gli elementi accolti con maggiore favore dal sindacato c’è l’annunciata costituzione di un Osservatorio permanente sull’impatto delle tecnologie digitali e dell’intelligenza artificiale. Per la Cisl si tratta di uno strumento necessario, perché consente di osservare gli effetti reali dell’innovazione e di intervenire prima che i problemi diventino strutturali.

Il timore espresso da Pieri riguarda soprattutto tre possibili derive: la sostituzione di lavoratori con sistemi automatizzati, l’aumento dei carichi e delle pressioni nei luoghi di lavoro, e una crescita delle diseguaglianze che rischia di colpire persone e territori in modo diverso.

La posizione del sindacato non è di chiusura verso il cambiamento. Il passaggio digitale viene considerato inevitabile, ma proprio per questo richiede regole, strumenti di monitoraggio e una forte assunzione di responsabilità da parte delle istituzioni e delle parti sociali. In questa impostazione, la contrattazione viene indicata come uno degli snodi decisivi per governare il cambiamento senza lasciare che sia il lavoro a pagarne il prezzo più alto.

Pubblico impiego, formazione e rischio esternalizzazioni

Nel settore pubblico la Cisl chiede che l’innovazione sia inserita dentro un percorso di riorganizzazione serio e accompagnata da investimenti consistenti nella formazione dei dipendenti.

Per Pieri, senza questo passaggio il rischio è duplice: da un lato strutture che faticano a usare in modo efficace i nuovi strumenti, dall’altro il ricorso eccessivo all’esternalizzazione di servizi e competenze. In altre parole, la digitalizzazione della macchina pubblica non può limitarsi all’acquisto di tecnologie, ma deve prevedere anche una crescita professionale interna, capace di rafforzare il lavoro pubblico invece di svuotarlo.

È una questione che riguarda la qualità dei servizi e, insieme, la tenuta del sistema amministrativo. Un’innovazione gestita senza una visione organizzativa può infatti produrre dipendenza da soggetti esterni, aumentare le fragilità operative e rendere più difficile costruire competenze stabili dentro gli enti.

Imprese private, incentivi e clausole occupazionali

Per il settore privato, invece, il sindacato richiama l’attenzione su una frattura che potrebbe accentuarsi nel tempo: quella tra piccole e grandi imprese. L’adozione delle tecnologie digitali e dei sistemi di AI rischia infatti di premiare in misura maggiore le realtà già strutturate, lasciando più esposte le aziende con minori risorse economiche e organizzative. Accanto a questo, Pieri ha indicato altri punti di attenzione, legati all’aumento dello stress, al rafforzamento dei meccanismi di controllo sui dipendenti e ai possibili effetti sull’occupazione.

Per questa ragione la Cisl chiede che gli incentivi pubblici alle imprese siano legati a clausole occupazionali, così da impedire che il sostegno alla trasformazione digitale si traduca in licenziamenti o riduzioni di personale. La richiesta ha un significato preciso: l’innovazione, se sostenuta con risorse pubbliche, deve produrre benefici condivisi e non diventare un acceleratore di squilibri sociali.

Donne, over 50 e aree fragili: i divari da colmare

Nella valutazione della Cisl ci sono tre fronti su cui intervenire con urgenza. Il primo riguarda il divario di genere, perché oggi le competenze digitali avanzate restano meno diffuse tra le donne rispetto agli uomini. Da qui la richiesta di percorsi formativi dedicati, pensati per ampliare l’accesso femminile alle competenze che avranno un peso crescente nei processi produttivi e nei servizi.

Il secondo fronte riguarda le differenze generazionali. Il sindacato richiama in particolare il rischio che i lavoratori over 50 possano essere spinti ai margini del mercato a causa di una preparazione insufficiente rispetto ai nuovi strumenti. Il terzo nodo è territoriale: l’Emilia-Romagna continua a presentare aree interne e zone più fragili che scontano ritardi infrastrutturali, compresi quelli digitali. Senza un intervento rapido, osserva la Cisl, la transizione potrebbe procedere a velocità diverse, rafforzando un’asimmetria già visibile tra territori più forti e territori più esposti.

Secondo Pieri, una parte delle osservazioni avanzate dal sindacato è stata recepita dalla Regione, mentre altre potranno trovare spazio nella fase attuativa dell’Agenda Digitale. Il confronto, quindi, resta aperto. E si collega a temi più ampi che il sindacato considera decisivi per il futuro regionale, dal quadro europeo alla questione demografica, fino alla condizione dei territori fragili. Proprio su questo versante la Cisl intende riportare il dibattito dentro il perimetro del Patto per il lavoro e per il clima, nel tentativo di tenere insieme innovazione, coesione sociale e qualità dell’occupazione.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.