Caricamento...

Emilia Romagna 24 News Logo Emilia Romagna 24 News

Cura alla persona, in Emilia-Romagna la sicurezza diventa uno standard condiviso per imprese e utenti

06/04/2026

Cura alla persona, in Emilia-Romagna la sicurezza diventa uno standard condiviso per imprese e utenti

Nel settore dei servizi alla persona, la sicurezza non può essere considerata un adempimento separato dal lavoro quotidiano. È parte della qualità del servizio, della reputazione dell’attività e della fiducia che clienti e utenti ripongono in chi opera a contatto diretto con il corpo e con la salute delle persone. È da questa impostazione che ha preso forma il seminario “Servizi di cura alla persona: sicurezza e tutela della salute degli utenti”, promosso il 23 marzo da CNA Emilia-Romagna e CNA Bologna insieme all’Unità operativa complessa di Igiene e Sanità Pubblica degli Ambienti di Vita dell’Ausl di Bologna e alla Regione Emilia-Romagna.

L’incontro ha acceso i riflettori su un tema che riguarda da vicino acconciatori, estetisti, tatuatori e professionisti del piercing: la nuova check list regionale di controllo, pensata per uniformare le verifiche sul territorio e per rendere più leggibile il quadro degli obblighi richiesti alle imprese. Si tratta di uno strumento tecnico, ma con effetti molto concreti sulla vita delle attività, perché chiarisce criteri, responsabilità e parametri di valutazione in un comparto dove la qualità del lavoro si misura anche nella capacità di prevenire rischi e garantire standard elevati.

Controlli uniformi e regole più chiare per le imprese

Per CNA, la check list rappresenta un passaggio importante sotto più profili. Da una parte consente di ridurre le aree di incertezza che spesso accompagnano l’attività delle piccole imprese, dall’altra valorizza chi opera correttamente e contribuisce a consolidare un rapporto più trasparente con gli enti deputati alla vigilanza. Il principio emerso durante il seminario è netto: controllare non significa colpire in modo indiscriminato, ma costruire criteri condivisi che permettano alle imprese di sapere con precisione su quali aspetti concentrarsi.

La presidente nazionale Estetisti CNA, Gianfranca Ghiro, ha definito la check list uno strumento utile perché aiuta a uniformare i controlli, a migliorare il servizio offerto e a prepararsi in modo più consapevole alle verifiche. Una lettura che sposta il baricentro del confronto tra imprese e organi ispettivi: meno contrapposizione, più chiarezza operativa. Sulla stessa linea si è espressa anche Carmen Di Iorio, presidente regionale Acconciatori CNA Emilia-Romagna, che ha parlato di un supporto prezioso per lavorare con maggiore serenità in un contesto segnato da obblighi tecnici e normativi sempre più articolati.

Dal principio sanitario alla pratica quotidiana nei saloni e negli studi

La parte tecnica del seminario ha chiarito con efficacia la filosofia che guida l’attività di vigilanza. Milena Belletti, direttrice dell’Unità Operativa Complessa Igiene e Sanità Pubblica degli Ambienti di Vita dell’Azienda Usl di Bologna, ha richiamato l’attenzione sui nodi più delicati emersi nell’esperienza sul campo: sterilizzazione, laser per depilazione, cosmetici e bigiotteria. Non si tratta di dettagli marginali, ma di ambiti nei quali errori, leggerezze o carenze organizzative possono avere ricadute dirette sulla salute degli utenti.

Nel merito è intervenuta anche Brigida Lilia Marta, dirigente medico e responsabile dell’Unità Operativa Semplice di Igiene e Sanità Pubblica degli Ambienti di Vita Est dell’Ausl di Bologna, spiegando che la vigilanza non va letta come una pratica burocratica fine a sé stessa, bensì come uno strumento di tutela della salute collettiva. Le ispezioni, è stato ricordato, vengono attivate sulla base di priorità legate al rischio, a eventuali segnalazioni o a richieste dei Comuni, ma seguono criteri omogenei validi su tutto il territorio regionale.

Sterilizzazione, laser, pigmenti e rifiuti: i punti più delicati

La check list affronta in modo articolato l’organizzazione delle attività del comparto. Vengono presi in esame la certificazione degli impianti, la conformità delle apparecchiature, la presenza e l’idoneità dei servizi igienici, la corrispondenza tra locali e planimetrie, il rispetto dei requisiti strutturali, la gestione dei rifiuti speciali e la regolarità della formazione professionale richiesta. È una lettura complessiva dell’impresa, che non separa il servizio reso al cliente dalla struttura tecnica e documentale che lo rende possibile.

Per il settore estetico, l’attenzione si concentra anche su cabine, microdermopigmentazione, corsi igienico-sanitari, uso corretto dell’autoclave, manutenzione delle attrezzature e conformità dei laser per depilazione. Nel tatuaggio e nel piercing la verifica entra nel dettaglio di ambienti, impianti elettrici, procedure di pulizia e sterilizzazione, rifiuti speciali, consenso informato e conformità dei pigmenti ai regolamenti europei. Sul fronte dei prodotti, la vigilanza si estende a cosmetici, inchiostri, pigmenti e bigiotteria, con controlli su etichette, conservazione, sterilità, atossicità e documentazione del produttore.

A rafforzare il quadro tecnico hanno contribuito anche gli interventi di Claudio Serratore, sui processi di sterilizzazione e sui test di controllo dell’autoclave, di Mara Giacometti, sulla gestione dei laser per depilazione, e di Riccardo Roncarati, sui profili legati alla sicurezza chimica e ai cosmetici. Per un comparto costruito sulla relazione diretta con la persona, la sicurezza resta parte integrante del servizio e non un elemento esterno. Disporre di regole chiare, verifiche uniformi e indicazioni trasparenti significa offrire alle imprese strumenti utili per lavorare meglio e ai clienti garanzie più solide sulla qualità e sull’affidabilità delle prestazioni ricevute.

Annalisa Biasi Avatar
Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to