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“Digitale Facile” in Emilia-Romagna: 275 sportelli per usare PEC, SPID e navigare

16/01/2026

“Digitale Facile” in Emilia-Romagna: 275 sportelli per usare PEC, SPID e navigare

C’è una parte di quotidiano che, per molti, resta un ostacolo più che un vantaggio: aprire una PEC, attivare lo SPID, capire se un messaggio “urgente” è una truffa, prenotare una visita, scaricare un certificato, completare un pagamento online senza perdere mezz’ora tra schermate e password. La Regione Emilia-Romagna ha costruito, attorno a questi passaggi apparentemente banali, una rete di 275 punti “Digitale Facile”: sportelli di facilitazione digitale diffusi nelle province, pensati per semplificare il rapporto tra persone e tecnologie e per ridurre quella distanza che spesso coincide con burocrazia, insicurezza e rinuncia.

Dopo l’avvio finanziato dal PNRR a partire dal 2024, la Giunta regionale ha deciso di confermare l’impegno anche nel 2026, utilizzando i residui del progetto “Digitale facile in Emilia-Romagna” e mettendo a disposizione risorse aggiuntive per coprire le attività fino alla fine di aprile 2026, per le amministrazioni che ne faranno richiesta. La scelta è un segnale preciso: la transizione digitale, quando riguarda i servizi pubblici, non regge se una quota di cittadini resta esclusa per mancanza di competenze o per timore.

Cosa fanno gli sportelli: autonomia digitale e difesa dalle truffe

I punti di facilitazione digitale funzionano come luoghi di accompagnamento pratico. Si entra con un problema concreto e si esce, idealmente, con un metodo: usare i servizi online della Pubblica amministrazione e quelli privati con maggiore sicurezza, imparare a orientarsi nei portali, capire quali passaggi sono davvero necessari e quali no, riconoscere i segnali tipici delle frodi digitali. L’obiettivo dichiarato è far crescere l’autonomia, fino ad arrivare a gestire le pratiche dal proprio pc o smartphone, senza dipendere ogni volta da figli, vicini o patronati.

L’assessora regionale all’Agenda digitale Elena Mazzoni lega la proroga delle attività a una nuova fase: estensione della facilitazione e della formazione anche ai minorenni dai 14 anni, con azioni mirate che coinvolgono le studentesse e gli studenti delle scuole superiori. È un punto interessante, perché intercetta un paradosso ormai comune: ragazzi disinvolti con app e social, ma spesso poco preparati su identità digitale, privacy, credenziali, sicurezza, e sui meccanismi con cui le truffe sfruttano la fretta e l’ansia.

Risorse e numeri: sedi, facilitatori e distribuzione sul territorio

Il PNRR ha già sostenuto in regione, attraverso bandi, oltre 8 milioni di euro, destinati all’apertura dei punti di facilitazione digitale in quasi 400 sedi fisiche, con la presenza di oltre 700 facilitatori volontari impegnati nel tutoraggio e nella formazione. È una rete ampia, che punta a essere raggiungibile anche fuori dai capoluoghi, proprio dove l’accesso ai servizi digitali rischia di diventare più fragile.

La distribuzione provinciale dei punti evidenzia una presenza capillare: Bologna conta 75 sedi (Comune e Unioni del territorio), Modena 47, Reggio Emilia 47, Ferrara 16, Parma 12, Piacenza 12, Ravenna 25, Forlì-Cesena 22, Rimini 19. L’impianto organizzativo poggia sui Comuni e sulle Unioni, con la Regione che sostiene e coordina il quadro strategico dentro l’Agenda Digitale regionale.

Per orientarsi, resta disponibile la mappa sul sito dell’Agenda Digitale dell’Emilia-Romagna e il numero verde 800 141 147, utile per chi preferisce una prima informazione “analogica” prima di muoversi online.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to