Digitale Facile, la Regione proroga il finanziamento: sportelli attivi fino ad aprile 2026
14/01/2026
C’è un confine, spesso invisibile, che separa chi riesce a gestire una pratica online in dieci minuti da chi, davanti a una schermata con SPID, OTP e scadenze, si blocca e rinuncia. Non è solo una questione di età: c’entrano la dimestichezza, la fiducia, la paura di sbagliare, l’esperienza di una truffa sfiorata o subita. I punti “Digitale Facile” nascono per questo: trasformare il digitale da ostacolo a strumento, offrendo un accompagnamento concreto su attività che ormai incidono sul quotidiano quanto la posta o lo sportello fisico.
Con una delibera di Giunta, la Regione Emilia-Romagna ha deciso di finanziare anche nel 2026 l’attività dei punti di facilitazione digitale, utilizzando i residui del progetto “Digitale Facile in Emilia-Romagna” e mettendo a disposizione risorse aggiuntive per coprire le attività fino alla fine di aprile 2026 per le amministrazioni che presenteranno richiesta. La rete era stata avviata e sostenuta a partire dal 2024 grazie ai fondi PNRR; ora viene mantenuta in funzione per evitare che un investimento costruito sul territorio si interrompa proprio mentre sta diventando, per molte persone, un riferimento stabile.
Cosa si fa negli sportelli: meno burocrazia, più autonomia e difese contro le truffe
L’elenco degli obiettivi è tutt’altro che teorico: imparare a usare la PEC, orientarsi con lo SPID, riconoscere una truffa online, muoversi nel web con maggiore sicurezza. I punti di facilitazione digitale funzionano come luoghi dove si risolve un problema specifico e, se possibile, si acquisisce un metodo: capire come accedere ai servizi pubblici dal proprio pc, gestire credenziali e password, leggere con attenzione richieste “urgenti” che spesso sono esche, distinguere un sito affidabile da una pagina costruita per ingannare.
L’assessora regionale all’Agenda digitale Elena Mazzoni sottolinea la continuità dell’impegno e annuncia due elementi che segnano un passaggio di fase: la disponibilità dei fondi anche per attività di formazione rivolte ai minorenni dai 14 anni e l’avvio di azioni mirate con il coinvolgimento delle scuole superiori. La scelta intercetta una realtà concreta: la familiarità con lo smartphone non coincide automaticamente con competenze digitali utili, soprattutto quando entrano in gioco identità digitale, privacy, sicurezza e responsabilità.
Risorse, volontari e copertura territoriale: una rete che prova a non lasciare indietro nessuno
Il progetto, finanziato con il PNRR e successivi bandi regionali, ha già messo a disposizione delle realtà emiliano-romagnole oltre 8 milioni di euro, finalizzati all’apertura dei punti di facilitazione in quasi 400 sedi fisiche. La rete, nel 2025, conta 275 sportelli e circa 700 facilitatori volontari impegnati nel tutoraggio e nella formazione delle persone: numeri che spiegano l’ambizione di capillarità e, insieme, la necessità di un coordinamento forte, perché l’aiuto sia davvero accessibile e non episodico.
Anche la distribuzione provinciale riflette questa logica: Bologna con 75 sedi, Modena e Reggio Emilia con 47 ciascuna, Ferrara con 16, Parma e Piacenza con 12 ciascuna; nelle province romagnole Ravenna conta 25 sedi, Forlì-Cesena 22, Rimini 19. Per informazioni e orientamento restano disponibili il sito dell’Agenda Digitale dell’Emilia-Romagna (con mappa provinciale) e il numero verde 800 141 147, utile anche per chi preferisce partire da una telefonata prima di presentarsi allo sportello.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to