Editoria, l’Emilia-Romagna investe su fiere e mercati esteri
11/02/2026
C’è un tratto che distingue l’editoria emiliano-romagnola: la capacità di coniugare radicamento territoriale e apertura culturale. Un ecosistema composto da oltre 135 case editrici, in larga parte piccole e medie imprese, che negli anni ha costruito cataloghi articolati, attraversando narrativa, saggistica, libri per ragazzi, fumetto, manualistica e pubblicazioni specialistiche. Una filiera viva, che ora trova un sostegno strutturato attraverso tre nuovi avvisi approvati dalla Giunta regionale, con risorse complessive superiori ai 200mila euro per il 2026.
L’obiettivo è duplice: rafforzare la presenza nei principali appuntamenti fieristici, in Italia e all’estero, e favorire la circolazione internazionale delle opere pubblicate sul territorio.
Oltre 200mila euro per le fiere di settore
Il primo bando mette a disposizione 200mila euro per sostenere la partecipazione delle case editrici emiliano-romagnole alle fiere dell’editoria e alle manifestazioni specializzate, sia nazionali sia internazionali, in calendario nel corso del 2026. La scadenza per la presentazione delle domande è fissata al 6 marzo 2026.
Le fiere rappresentano, per gli editori, molto più di una vetrina. Sono luoghi di incontro con librai, agenti, distributori, traduttori e partner stranieri; spazi in cui si negoziano diritti, si costruiscono relazioni e si misurano le tendenze del mercato. Per le realtà di dimensioni contenute, tuttavia, i costi di partecipazione – tra affitto degli spazi, allestimenti, viaggi e logistica – possono incidere in modo significativo sui bilanci. Il contributo regionale interviene proprio su questo fronte, alleggerendo l’impatto economico e consentendo una presenza più continuativa nei circuiti professionali.
Un secondo avviso, con scadenza il 27 febbraio 2026, non prevede contributi diretti ma un vantaggio altrettanto concreto: la possibilità di partecipare al Salone Internazionale del Libro di Torino (14-18 maggio 2026) e alla Fiera “Più libri più liberi” di Roma, in programma a dicembre 2026, all’interno degli stand istituzionali regionali. Le case editrici selezionate saranno sollevate dalle spese di iscrizione, allestimento e gestione, che saranno sostenute dalla Regione. Una formula che punta a valorizzare in modo coordinato l’identità editoriale del territorio, offrendo al pubblico e agli operatori un’immagine compatta e riconoscibile.
Traduzioni e diritti: la strada per l’internazionalizzazione
Il terzo bando, con una dotazione di 25mila euro e scadenza al 5 maggio 2026, è dedicato alla traduzione delle opere in lingua straniera. Il sostegno riguarda le case editrici che, nel corso del 2026, stipuleranno contratti con editori di altri Paesi per la pubblicazione all’estero di titoli italiani editi in Emilia-Romagna.
La traduzione è uno snodo decisivo per l’export culturale. Significa entrare in nuovi mercati, dialogare con pubblici diversi, accrescere la reputazione degli autori e delle stesse case editrici. In un contesto in cui la competizione internazionale è intensa, un contributo mirato può favorire la conclusione di accordi e ridurre il rischio economico legato all’acquisizione dei diritti e alla produzione di edizioni straniere.
L’assessora regionale alla Cultura, Gessica Allegni, ha sottolineato come il settore editoriale rappresenti una componente essenziale dell’industria culturale e creativa regionale, capace di alimentare pensiero critico e identità culturale. L’impegno dichiarato è accompagnare le imprese nella crescita, sostenendo un patrimonio fatto di pluralismo, qualità e diversificazione.
Le misure varate delineano una strategia che tiene insieme promozione, presenza istituzionale e apertura ai mercati esteri. Per un comparto che vive di idee, relazioni e visione, il sostegno pubblico diventa leva per ampliare gli orizzonti senza perdere il legame con il territorio.
Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to