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Emilia-Romagna, 100mila euro per valorizzare i dialetti del territorio

20/02/2026

Emilia-Romagna, 100mila euro per valorizzare i dialetti del territorio

C’è un patrimonio che non si conserva nei musei ma nella voce delle persone, nelle inflessioni familiari, nei racconti tramandati attorno a un tavolo. È il patrimonio dei dialetti, trama linguistica che attraversa l’Emilia-Romagna e ne custodisce memorie, paesaggi, mestieri, identità collettive. La Regione ha deciso di rafforzarne la tutela con un nuovo bando da 100mila euro, approvato dalla Giunta in attuazione della legge regionale 16/2014.

Le risorse sono destinate a sostenere progetti di salvaguardia e valorizzazione delle parlate locali, con l’obiettivo di promuovere iniziative capaci di coniugare ricerca, produzione culturale e trasmissione intergenerazionale. Un investimento che riconosce ai dialetti una funzione culturale attuale, legata alla coesione sociale e alla pluralità espressiva del territorio.

Chi può partecipare e come presentare domanda

Il bando è rivolto a una platea ampia di soggetti pubblici e privati senza scopo di lucro. Possono candidarsi Comuni, Unioni di Comuni, Province e la Città metropolitana di Bologna, ma anche associazioni culturali e organizzazioni con sede legale in Emilia-Romagna iscritte al Registro unico nazionale del Terzo settore. Ammessi, inoltre, altri soggetti privati non profit che operino in ambito culturale secondo quanto previsto dal proprio statuto o atto costitutivo.

Ogni soggetto potrà presentare una sola domanda, esclusivamente in modalità telematica attraverso la piattaforma Elixforms. I termini sono già aperti: le candidature possono essere inviate dal 19 febbraio al 23 marzo 2026. I progetti finanziati dovranno essere avviati e completati entro il 31 dicembre 2026; restano escluse le iniziative già concluse al momento della presentazione.

Ricerca, scuola e produzione culturale: le linee guida

Saranno valutate le proposte coerenti con le azioni previste dalla normativa regionale, a partire dalla promozione di studi e ricerche sui dialetti locali, anche in collaborazione con Università, centri di ricerca ed esperti del settore. Spazio anche a percorsi didattici rivolti alle scuole e alle nuove generazioni, con particolare attenzione allo scambio tra giovani e anziani, vero snodo della trasmissione linguistica.

Il bando sostiene inoltre manifestazioni, spettacoli, produzioni artistiche, iniziative editoriali e discografiche, progetti televisivi e multimediali dedicati alle lingue dell’Emilia-Romagna e ai contesti culturali che vi si intrecciano. L’orizzonte è ampio: dal teatro in vernacolo alle pubblicazioni di raccolte lessicali, dai laboratori nelle classi alle produzioni audiovisive capaci di dialogare con i linguaggi contemporanei.

La valutazione terrà conto della qualità e coerenza delle proposte rispetto agli obiettivi della legge, della capacità di innovazione e della ricaduta nel presente, del coinvolgimento delle comunità locali e delle giovani generazioni, dell’impatto sul territorio anche attraverso il partenariato con istituzioni culturali e accademiche. Un peso significativo sarà attribuito alla sostenibilità economica complessiva, premiando i progetti in grado di attivare ulteriori risorse accanto al contributo regionale.

L’assessora alla Cultura, Gessica Allegni, ha sottolineato come i dialetti rappresentino una voce viva delle comunità, capace di tenere insieme memoria e contemporaneità. Il bando si inserisce in questa prospettiva: non un’operazione nostalgica, ma un sostegno concreto a percorsi che restituiscano centralità a una ricchezza linguistica diffusa, affidandola anche alla creatività delle nuove generazioni.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to