Caricamento...

Emilia Romagna 24 News Logo Emilia Romagna 24 News

Emilia-Romagna, approvata l’Agenda Digitale 2025-2029 tra sanità, IA e servizi smart

26/03/2026

Emilia-Romagna, approvata l’Agenda Digitale 2025-2029 tra sanità, IA e servizi smart

L’Emilia-Romagna ha scelto di mettere il digitale al centro della propria programmazione politica e amministrativa, approvando in Assemblea legislativa l’Agenda Digitale 2025-2029, il documento che raccoglie priorità, strumenti e investimenti destinati a orientare la trasformazione tecnologica del territorio nei prossimi anni. Non si tratta soltanto di un aggiornamento della precedente agenda, ma di un passaggio che prova a consolidare una visione più ampia del rapporto tra innovazione, servizi pubblici e coesione sociale. 

L’impianto del piano regionale si muove lungo una linea precisa: il progresso tecnologico deve produrre effetti concreti sulla vita quotidiana di cittadini, imprese e professionisti, alleggerendo procedure, migliorando l’accesso ai servizi e riducendo distanze che, in molte aree, restano ancora evidenti.

Dentro questa cornice trovano spazio la semplificazione burocratica attraverso un sistema unico di servizi digitali, il potenziamento del Fascicolo sanitario elettronico, lo sviluppo della telemedicina, nuove piattaforme per l’edilizia pubblica e interventi per garantire connettività diffusa in scuole, ospedali, biblioteche, piazze, impianti sportivi e centri di aggregazione da Piacenza a Rimini.

Gemelli digitali, dati predittivi e una nuova frontiera per le politiche pubbliche

Tra gli aspetti più significativi del documento c’è l’uso sempre più strutturato dei dati e dei modelli digitali come strumenti di supporto alle decisioni pubbliche. L’Agenda prevede infatti l’introduzione di gemelli digitali, tra cui Amartya, definito come il gemello digitale della popolazione regionale, pensato per simulare l’evoluzione della povertà e valutare l’impatto delle politiche di sostegno. È un cambio di passo rilevante, perché porta l’innovazione fuori dal perimetro della sola gestione tecnica e la colloca dentro la costruzione delle politiche sociali. 

Accanto a questo, il piano indica lo sviluppo di modelli predittivi capaci di monitorare lo stato dell’ambiente, dalla qualità dell’aria all’acqua, dal traffico alle criticità idrogeologiche. La stessa logica viene estesa ad altri settori: big data applicati al turismo, automazione in agricoltura per ridurre l’impatto ambientale e strumenti digitali a supporto della manutenzione e della gestione del territorio. In filigrana emerge una Regione che punta a usare la tecnologia non come vetrina, ma come leva operativa per anticipare problemi, calibrare interventi e rendere più solida la capacità di risposta pubblica. 

I quattro assi strategici e il nodo delle competenze

L’Agenda Digitale 2025-2029 si sviluppa lungo quattro aree di intervento: reti, infrastrutture e cybersecurity; competenze digitali; innovazione digitale della pubblica amministrazione; integrazione delle tecnologie digitali nelle imprese. A reggere l’impianto ci sono inoltre tre principi guida dichiarati con chiarezza: intelligenza artificiale affidabile, sviluppo digitale sostenibile e dati al servizio di territori e comunità. Il documento, inoltre, raccorda gli interventi regionali ai programmi europei e statali, nel tentativo di evitare una trasformazione frammentata o scollegata dai quadri di riferimento più ampi. 

Uno dei punti più delicati riguarda il tema delle competenze. La Regione riconosce apertamente che l’innovazione non può avanzare in modo equilibrato se una parte della popolazione resta indietro nell’uso consapevole delle tecnologie. Per questo viene rifinanziato il progetto “Digitale Facile”, con un milione di euro destinato a sostenere cittadine e cittadini meno esperti nell’accesso agli strumenti digitali, mentre sul fronte del divario di genere viene confermato il progetto “Ragazze Digitali”, rivolto alle studentesse delle scuole superiori per avvicinarle alle discipline STEM. Sono due segnali importanti, perché riconoscono che il digitale, senza alfabetizzazione e senza inclusione, rischia di allargare disuguaglianze che esistono già. 

Investimenti, infrastrutture e una Regione che punta a restare in testa

Sul piano economico, il triennio 2026-2028 prevede un incremento delle dotazioni per quasi 10 milioni di euro rispetto agli stanziamenti già programmati. Le risorse saranno indirizzate soprattutto verso le reti infrastrutturali gestite da Lepida, con particolare attenzione alle aree montane, e verso il progetto “Cellmon”, finalizzato alla realizzazione di tralicci nelle zone ancora prive di copertura di telefonia mobile. A questo si aggiungono 800mila euro per completare la connessione dei Comuni della costa e dei palazzetti dello sport attraverso la rete EmiliaRomagnaWiFi, oltre a un ulteriore milione di euro destinato agli enti locali per promuovere un uso utile ed efficiente dell’intelligenza artificiale e per definire gemelli digitali locali a supporto delle attività di manutenzione e gestione territoriale.

Il piano si inserisce in un contesto già favorevole. Secondo i dati richiamati nel documento, pubblicati dal Politecnico di Milano nel 2025, l’Emilia-Romagna registra il livello di digitalizzazione più alto tra le regioni italiane, con un indice DESI regionale pari al 59%, davanti a Trentino-Alto Adige e Lombardia. A rafforzare questo posizionamento c’è anche il marchio europeo “Regional innovation valley”, assegnato nel 2024 dalla Commissione europea.

È dentro questo scenario che la Regione prova ora a spingere ulteriormente sull’acceleratore, con l’idea che la competitività internazionale e la qualità dei servizi locali possano procedere insieme, purché il digitale resti ancorato a regole, diritti, trasparenza e capacità di governo pubblico. 

Non a caso l’assessorato all’Agenda digitale prevede l’attivazione di un Osservatorio permanente sull’impatto delle tecnologie digitali e dell’intelligenza artificiale e di un coordinamento interassessorile, mentre sul piano normativo è già annunciato il lavoro per una legge regionale sull’intelligenza artificiale orientata a promuoverne un utilizzo etico, responsabile e strategico. È qui che si gioca la parte più delicata della nuova agenda: non nell’enunciazione della tecnologia come soluzione universale, ma nella capacità di governarla con una visione pubblica all’altezza delle trasformazioni in corso.

Fabiana Fissore Avatar
Fabiana Fissore

Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.