Emilia-Romagna e San Marino: un Accordo per rafforzare cooperazione, servizi e sviluppo
21/01/2026
Consolidare la cooperazione istituzionale, integrare politiche e servizi, rafforzare la capacità di risposta dei territori. È lungo questa direttrice che si colloca il nuovo Accordo di collaborazione tra la Regione Emilia-Romagna e la Repubblica di San Marino, firmato a Bologna dal presidente Michele de Pascale e dal segretario di Stato per gli Affari Esteri Luca Beccari.
L’intesa nasce da una volontà condivisa: dare forma più stabile e strutturata a un rapporto storico di prossimità, fondato su relazioni consolidate e su una crescente interdipendenza economica, sociale e infrastrutturale. Non un atto simbolico, ma un passaggio che mira a rendere l’azione pubblica più coordinata ed efficace, con ricadute concrete per cittadine, cittadini e imprese dei due territori.
Un dialogo istituzionale che guarda alle sfide comuni
La firma dell’Accordo rappresenta un avanzamento significativo nel percorso di dialogo tra Emilia-Romagna e San Marino. La giornata si è aperta con un incontro bilaterale tra de Pascale e Beccari, occasione di confronto sui principali ambiti di cooperazione e sulle prospettive di sviluppo condiviso. L’obiettivo dichiarato è mettere a sistema competenze, strumenti e buone pratiche, valorizzando le specificità di ciascun territorio e costruendo risposte comuni a sfide che non si fermano ai confini amministrativi.
Sanità, protezione civile, sostegno alle attività economiche, infrastrutture, trasporti, gestione dei servizi idrici: sono ambiti in cui l’integrazione è già una necessità quotidiana. L’Accordo offre una cornice stabile per rafforzare questa integrazione, anche attraverso il ricorso a programmi europei e collaborazioni internazionali, con l’attenzione rivolta a risultati misurabili e duraturi.
Contenuti e strumenti dell’Accordo
Il nuovo Accordo definisce un quadro organico di cooperazione in numerosi settori strategici. Accanto al sostegno alle imprese e alla collaborazione sanitaria e socio-sanitaria, trovano spazio la tutela dell’ambiente e dell’agricoltura, la gestione dei rifiuti, la ricerca scientifica e l’innovazione tecnologica. Centrale è anche il riferimento alla protezione civile, tema che richiede coordinamento operativo e capacità di risposta rapida.
Particolare rilievo assume la dimensione europea: l’intesa promuove la partecipazione congiunta a progetti di cooperazione territoriale e rafforza le basi conoscitive per la pianificazione e il monitoraggio del territorio, anche attraverso la condivisione di dati e strumenti tecnologici. Sono previsti protocolli attuativi settoriali, tavoli tecnici congiunti e una Commissione mista incaricata di seguirne l’attuazione e proporre eventuali aggiornamenti.
Con una durata quinquennale, l’Accordo punta a garantire continuità e concretezza alla cooperazione, trasformando una relazione storica in una piattaforma operativa capace di accompagnare lo sviluppo e la coesione delle comunità coinvolte.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to