Emilia-Romagna investe sulle competenze STEM: nuove risorse per orientare i giovani e superare gli stereotipi
07/04/2026
Un investimento mirato, che guarda al futuro del lavoro e alla qualità delle scelte formative delle nuove generazioni. La Regione Emilia-Romagna ha stanziato 1,5 milioni di euro, attraverso risorse europee del Programma Fse+ 2021-2027, per rafforzare le attività di orientamento rivolte a studentesse e studenti, con un’attenzione particolare ai percorsi nelle discipline scientifiche e tecnologiche.
L’obiettivo è chiaro: accompagnare i giovani in una fase decisiva del loro percorso, offrendo strumenti concreti per comprendere le opportunità formative e professionali, favorendo una scelta consapevole e libera da condizionamenti culturali. In questo quadro, il tema della parità di genere assume un ruolo centrale, soprattutto nell’accesso alle lauree STEM, ancora oggi segnato da squilibri evidenti.
Orientamento e inclusione: il ruolo strategico dei percorsi estivi
Tra le azioni previste, trovano spazio i progetti “Ragazze Digitali ER” e i summer camp STEM, pensati per coinvolgere studenti e studentesse delle classi terze e quarte delle scuole superiori. I percorsi, che si svolgeranno nel periodo estivo, combinano attività laboratoriali, esperienze dirette e momenti di confronto con il mondo universitario e produttivo.
Nel caso di “Ragazze Digitali”, l’attenzione è rivolta in modo specifico alle studentesse, con l’intento di favorire un avvicinamento concreto alle discipline scientifiche e informatiche. I camp, della durata compresa tra 40 e 52 ore, saranno ospitati sia nei principali poli universitari della regione sia in contesti diffusi, ampliando così l’accessibilità dell’iniziativa. Un elemento distintivo sarà la componente esperienziale, che permetterà alle partecipanti di misurarsi con applicazioni reali delle tecnologie e di visitare luoghi simbolo dell’innovazione regionale.
I summer camp STEM, aperti invece a studenti e studentesse, si concentrano sullo sviluppo di competenze trasversali e sulla conoscenza delle professioni emergenti. I percorsi, della durata di 36-44 ore, sono progettati per mettere in relazione le competenze scientifiche con le sfide attuali, dalla transizione ecologica a quella digitale, evidenziando la natura sempre più multidisciplinare delle carriere tecniche.
Una rete tra scuola, università e imprese
Accanto ai camp estivi, il piano prevede un’ampia offerta di seminari e webinar orientativi rivolti agli studenti del primo e secondo ciclo di istruzione. Incontri brevi ma strutturati, pensati per fornire una visione chiara dei percorsi formativi disponibili e delle opportunità professionali connesse, valorizzando le esperienze già maturate sul territorio.
Le progettualità saranno sviluppate da enti di formazione professionale in collaborazione con università, istituzioni scolastiche, centri di ricerca e imprese, rafforzando un modello di integrazione tra sistema educativo e tessuto produttivo. Un approccio che consente di allineare l’offerta formativa alle competenze richieste dal mercato del lavoro, riducendo il divario tra istruzione e occupazione.
Le candidature per accedere ai finanziamenti dovranno essere presentate entro il 7 maggio 2026 attraverso la piattaforma regionale dedicata. La suddivisione delle risorse prevede 350mila euro destinati al progetto “Ragazze Digitali” e oltre 1,1 milioni per i summer camp e le attività seminariali.
Alla base dell’iniziativa si colloca una visione che considera l’orientamento non come un momento isolato, ma come un processo continuo, capace di accompagnare i giovani nella scoperta delle proprie inclinazioni e nella costruzione di percorsi coerenti con le trasformazioni della società contemporanea.