Emilia-Romagna, una democrazia che si muove: partecipazione, strumenti e nuove competenze
31/01/2026
L’Emilia-Romagna rafforza il proprio profilo di territorio attento alla partecipazione civica, trasformandola in una leva concreta di governo e di innovazione istituzionale. Con la nascita del Centro per l’innovazione e il coordinamento delle politiche di Partecipazione, oltre un milione di euro destinati a progetti locali, investimenti mirati su digitale e formazione e un portale completamente rinnovato, la Regione Emilia-Romagna sceglie di rendere il coinvolgimento dei cittadini più accessibile, strutturato e continuativo.
La Giornata della Partecipazione 2026, ospitata a Bologna in viale Aldo Moro e intitolata “La partecipazione fluida”, ha offerto l’occasione per fare il punto sulle azioni già realizzate: 43 progetti nel 2025, eventi sold out e una presenza ampia e trasversale che ha riunito amministratori locali, esperti, studiosi e operatori provenienti anche da altre regioni. Numeri che raccontano un interesse diffuso e una domanda crescente di spazi di confronto capaci di incidere sulle decisioni pubbliche.
Una strategia che punta sull’accessibilità
Nel suo intervento, il presidente Michele de Pascale ha richiamato la necessità di ripensare la partecipazione come infrastruttura stabile della vita democratica. In una fase segnata da un distacco crescente dalla sfera pubblica, la scelta regionale va nella direzione di tempi più flessibili, linguaggi rinnovati e strumenti in grado di intercettare bisogni diversi, con un’attenzione particolare alle generazioni più giovani. La partecipazione, in questa prospettiva, diventa un fattore di fiducia e qualità delle decisioni collettive, non un passaggio formale.
Sulla stessa linea il presidente dell’Assemblea legislativa Maurizio Fabbri, che ha sottolineato il valore educativo della democrazia praticata. La partecipazione richiede competenze che si apprendono nel tempo, attraverso esperienze diffuse nei territori, nelle scuole, negli enti locali e nel rapporto con il Terzo Settore. Una democrazia davvero inclusiva, ha ricordato, si misura anche dalla capacità di coinvolgere chi partecipa meno, per distanza geografica o per condizioni di fragilità.
Il Centro e gli strumenti operativi
Il nuovo Centro per l’innovazione e il coordinamento delle politiche di Partecipazione nasce con l’obiettivo di rendere più aperti e coerenti i processi decisionali regionali. La struttura si articola su due livelli: un coordinamento politico affidato al Gabinetto di Presidenza della Giunta e una rete di referenti tecnici all’interno delle Direzioni generali e delle Agenzie regionali, chiamati ad attivare percorsi partecipativi in dialogo con i territori.
A febbraio è atteso un nuovo bando regionale, con quasi un milione di euro a disposizione per progetti locali e assemblee deliberative. Accanto alle risorse, la Regione investe sulla formazione, coinvolgendo oltre mille persone in tre anni, e sull’utilizzo di strumenti digitali come consultazioni online e questionari, pensati per ampliare le occasioni di ascolto.
Un portale ripensato per attivare le comunità
Il rinnovamento del portale regionale dedicato alla partecipazione accompagna questa strategia. Non più solo uno spazio informativo, ma una piattaforma che connette, orienta e invita all’azione. Le sezioni tematiche, la grafica più chiara e la nuova area “Partecipa” permettono di individuare percorsi attivi, corsi di formazione e comunità di pratiche, offrendo una visione immediata delle opportunità presenti sul territorio. Una mappa interattiva dei processi partecipativi completa il quadro, rendendo visibile, a colpo d’occhio, dove e come si sta costruendo partecipazione.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to