Giornate FAI di Primavera: in Emilia-Romagna 53 luoghi aperti tra arte, storia e tradizioni
12/03/2026
Palazzi storici, chiese, monasteri, ville nobiliari, biblioteche e laboratori artigiani. Nel fine settimana di sabato 21 e domenica 22 marzo l’Emilia-Romagna aprirà le porte di 53 luoghi ricchi di storia, molti dei quali raramente accessibili al pubblico, grazie alla 34ª edizione delle Giornate FAI di Primavera, l’iniziativa nazionale dedicata alla valorizzazione del patrimonio culturale e paesaggistico italiano.
L’appuntamento, organizzato dal Fondo per l’Ambiente Italiano, rappresenta da oltre trent’anni una delle manifestazioni culturali più partecipate del Paese. Dal 1993 a oggi quasi 13 milioni e mezzo di visitatori hanno potuto conoscere oltre 17.000 siti tra città, borghi e territori spesso lontani dai circuiti turistici più battuti. Anche questa nuova edizione promette percorsi insoliti e storie sorprendenti, restituendo al pubblico luoghi che custodiscono memorie, architetture e tradizioni locali.
La presentazione del programma regionale si è svolta l’11 marzo nella sede della Regione a Bologna, alla presenza dell’assessora alla Cultura e Paesaggio Gessica Allegni, della presidente FAI Emilia-Romagna Carla Di Francesco, della referente regionale Barbara Rossi e del capo delegazione FAI Bologna Pietro Acri.
Cultura condivisa e volontariato: il cuore delle Giornate FAI
Il successo dell’iniziativa si fonda su una rete di partecipazione diffusa. In Emilia-Romagna operano 10 delegazioni FAI, 12 gruppi territoriali e oltre 22.000 aderenti, affiancati da 8 gruppi giovani e da 4 gruppi “ponte tra culture”, impegnati nell’organizzazione di visite guidate anche in diverse lingue, tra cui inglese, polacco, georgiano, russo, arabo e ucraino.
Il contributo dei volontari rappresenta un elemento essenziale dell’evento. A livello nazionale sono oltre 7.500 le persone coinvolte nell’accoglienza dei visitatori e nell’organizzazione dei percorsi di visita. Accanto a loro operano circa 17.000 studenti, gli “apprendisti ciceroni”, giovani delle scuole secondarie che, dopo un percorso di formazione guidato dai docenti, accompagnano il pubblico alla scoperta dei luoghi aperti per l’occasione.
Per l’assessora regionale alla Cultura Gessica Allegni, le Giornate FAI costituiscono un momento particolarmente significativo per il rapporto tra cittadini e patrimonio storico. L’iniziativa unisce istituzioni pubbliche, volontari e proprietari di beni privati in un progetto comune che permette di valorizzare luoghi spesso poco conosciuti, offrendo nuove occasioni di conoscenza e partecipazione.
I luoghi aperti in Emilia-Romagna
Il programma regionale prevede 53 siti visitabili distribuiti in tutte le province. Il pubblico potrà accedere a complessi religiosi, dimore storiche, castelli, archivi, musei e botteghe artigiane che raccontano secoli di vita culturale e sociale del territorio.
Nella provincia di Bologna, tra i luoghi visitabili figurano la Chiesa di Santa Maria Incoronata, il Complesso di San Giovanni in Monte e Palazzo Dall’Armi Marescalchi, oltre a dimore storiche come Villa Talon ad Argelato, Palazzo Bentivoglio Odorici a Budrio e Villa Ranuzzi Cospi a Bagnarola di Budrio.
A Ferrara saranno aperti, tra gli altri, Palazzo Paradiso, Palazzo Todeschi e l’ex Mercato Ortofrutticolo del Novecento, mentre nel territorio di Ravenna i visitatori potranno accedere a luoghi simbolo come il Palazzo di Teodorico e la Basilica dei Santi Giovanni e Paolo.
Tra le tappe della provincia di Modena spiccano la Biblioteca Estense Universitaria e il Castello di Guiglia, mentre a Parma saranno visitabili il Conservatorio Arrigo Boito, il Palazzo Ducale del Giardino e il Palazzo dei Ministeri.
In provincia di Piacenza apriranno al pubblico il Monastero di San Sisto, la Rocca di San Giorgio Piacentino e il Castello di San Giorgio, mentre nel territorio di Forlì-Cesena sarà possibile visitare la storica Stamperia Pascucci di Gambettola, esempio di tradizione artigiana romagnola.
A Reggio Emilia, infine, i percorsi includono l’ex Ospedale Psichiatrico Giudiziario e il celebre Palazzo Bentivoglio di Gualtieri, che ospita il Museo dedicato ad Antonio Ligabue.
In tutta Italia saranno 780 i luoghi aperti in 400 città, visitabili con contributo libero. Un patrimonio diffuso che per due giorni diventa accessibile a tutti, trasformando piazze, palazzi e monasteri in spazi di racconto collettivo della storia italiana.