Giovani agricoltori, altri 28 milioni per il ricambio generazionale in Emilia-Romagna
19/02/2026
Un nuovo stanziamento da 28 milioni di euro rafforza la strategia della Regione Emilia-Romagna a sostegno dei giovani agricoltori. Il bando, in uscita nelle prossime settimane, punta a favorire l’insediamento di imprese guidate da under 40 e a consolidare un percorso di rinnovamento che negli ultimi anni ha inciso in modo significativo sulla struttura del comparto agroalimentare regionale.
L’obiettivo è chiaro: accompagnare l’ingresso di nuove competenze, sostenere l’imprenditorialità giovanile e rendere il sistema produttivo più solido di fronte alle trasformazioni economiche, climatiche e di mercato. La scelta si inserisce nella programmazione dello Sviluppo rurale 2023-2027, che destina complessivamente 100 milioni di euro al ricambio generazionale, di cui 60 milioni riservati al primo insediamento, con l’intento di favorire l’ingresso di oltre mille nuovi agricoltori.
I numeri di un investimento strutturale
I dati delle ultime annualità restituiscono la misura dell’interesse e della portata dell’intervento. Il bando 2024 ha consentito l’avvio di 221 nuove attività agricole, per un ammontare di aiuti pari a circa 12 milioni di euro. Il bando 2025, attualmente in fase di istruttoria, ha registrato 268 domande ammissibili per oltre 14,5 milioni di euro, con un fabbisogno complessivo che supera i 34,5 milioni.
Dal 2014 a oggi la Regione ha destinato oltre 167 milioni di euro al sostegno dei giovani imprenditori agricoli, rendendo possibile l’insediamento di 1.969 nuovi operatori, con un’età media di 29 anni. Un dato che racconta una generazione disposta a investire in agricoltura con competenze tecniche aggiornate, attenzione alla sostenibilità e capacità di interpretare i mercati.
La presenza dei giovani risulta particolarmente rilevante nelle aree montane, dove si concentra il 36% degli insediamenti sostenuti. Qui l’impresa agricola assume anche una funzione di presidio territoriale, contribuendo alla tenuta economica e sociale di contesti più fragili.
Competitività e valore aggiunto
L’impatto economico del ricambio generazionale appare evidente. Le aziende condotte da giovani hanno registrato un incremento del valore aggiunto del 61,8% e una crescita della produttività del lavoro del 61%. Indicatori che testimoniano una maggiore propensione all’innovazione, all’adozione di tecnologie avanzate e alla diversificazione delle attività.
L’assessore regionale all’Agricoltura, Alessio Mammi, sottolinea come il ricambio generazionale rappresenti una condizione necessaria per garantire qualità e competitività all’intero sistema agroalimentare. L’ingresso di nuove generazioni, osserva, rafforza la capacità delle imprese di creare valore e affrontare le trasformazioni in atto, mantenendo al tempo stesso un forte legame con il territorio.
Il nuovo bando da 28 milioni di euro prosegue in questa direzione, ampliando le opportunità per chi intende avviare un’impresa o proseguire un’attività familiare. Si tratta di un investimento che guarda oltre il dato finanziario: sostiene continuità produttiva, innovazione e coesione territoriale, contribuendo a delineare un’agricoltura capace di coniugare competitività e responsabilità ambientale.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to