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Gruppo Realco, 14 chiusure e 1.500 lavoratori a rischio: la Regione mantiene aperto il tavolo

16/02/2026

Gruppo Realco, 14 chiusure e 1.500 lavoratori a rischio: la Regione mantiene aperto il tavolo
Foto di CISL Emilia Romagna

Quattordici punti vendita destinati alla chiusura temporanea per arginare le perdite, una situazione economico-finanziaria definita grave e un bacino occupazionale che potrebbe coinvolgere fino a 1.500 addetti tra lavoratori diretti e indotto. È il quadro emerso a Bologna nel corso del tavolo di crisi dedicato al Gruppo Realco, convocato dalla Regione Emilia-Romagna, che ha assicurato il mantenimento di un monitoraggio costante sulla vertenza.

L’incontro ha confermato la complessità di una fase che intreccia procedura concorsuale, tensioni finanziarie e ricadute immediate sui salari. Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs hanno ribadito la necessità di un presidio sindacale serrato, con l’obiettivo di garantire tutele economiche e occupazionali e di ottenere piena trasparenza sul percorso avviato dall’azienda.

Salari, ammortizzatori e nodo tribunale

Al centro del confronto, l’urgenza di assicurare continuità reddituale ai lavoratori. Le organizzazioni sindacali hanno chiesto l’immediata autorizzazione del tribunale al pagamento dello stipendio di gennaio, come previsto dall’articolo 100 del Codice della crisi d’impresa, passaggio ritenuto determinante per evitare ulteriori tensioni sociali.

Parallelamente, è stata sollecitata l’attivazione degli ammortizzatori sociali per tutti i dipendenti coinvolti, senza esclusioni. In questa direzione è stata accolta con favore la disponibilità della Regione Emilia-Romagna a promuovere una convenzione con istituti bancari per anticipare i trattamenti di integrazione salariale, in attesa dell’erogazione diretta della cassa integrazione da parte dell’Inps. Una misura che può rappresentare un argine temporaneo alle difficoltà di liquidità delle famiglie interessate.

La direzione Realco ha comunicato un imminente incontro con i commissari nominati dal tribunale, chiamati a vigilare sulla procedura e a valutare le prospettive di continuità aziendale. Al momento, secondo quanto riferito dai sindacati, sarebbe presente una sola proposta vincolante: riguarderebbe 18 punti vendita, con l’esclusione della sede centrale e dei poli logistici.

Il rischio “spezzatino” e la richiesta di una soluzione unitaria

È proprio questo il punto su cui Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs hanno espresso maggiore preoccupazione. Una soluzione parziale, limitata a una parte della rete commerciale e priva di un disegno complessivo che includa logistica e struttura direzionale, rischierebbe di frammentare l’azienda, compromettendo la tenuta occupazionale e l’equilibrio industriale.

Le sigle sindacali hanno quindi sollecitato una proposta industriale unitaria, capace di salvaguardare l’intero perimetro aziendale. L’obiettivo dichiarato è evitare operazioni che, pur garantendo una continuità parziale, lascino scoperte ampie aree dell’organizzazione e centinaia di lavoratori senza prospettive.

La Regione ha confermato la riconvocazione tempestiva del tavolo alla luce degli sviluppi che emergeranno nei prossimi giorni. Per i sindacati la priorità resta la salvaguardia dei posti di lavoro e la chiarezza sul futuro del Gruppo Realco. Il presidio della vertenza proseguirà in ogni fase, con l’impegno a mantenere al centro la tutela del lavoro, la dignità delle persone e la continuità produttiva.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to