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Indennità di Pronto Soccorso, sindacati contro la Regione: “Risorse inferiori al CCNL”

20/02/2026

Indennità di Pronto Soccorso, sindacati contro la Regione: “Risorse inferiori al CCNL”

Si è svolto oggi, nella sede della Regione Emilia-Romagna, il terzo incontro di confronto con le organizzazioni sindacali firmatarie del Contratto Collettivo Nazionale del Comparto Sanità sul tema dell’Indennità di Pronto Soccorso. Al centro del tavolo, la quantificazione e la ripartizione delle risorse destinate a un istituto economico previsto dalla normativa nazionale e recepito nel CCNL 2022-2024.

Il confronto, tuttavia, si è chiuso senza un’intesa. Cisl FP, Fials, Nursind e Nursing Up hanno espresso una posizione netta, denunciando un’impostazione regionale che, a loro giudizio, determinerebbe una distribuzione complessiva inferiore rispetto a quanto stabilito dal contratto nazionale.

Un ammanco da 4 milioni secondo le sigle

Secondo i calcoli presentati dalla Regione durante i precedenti incontri, e riesaminati nel corso della riunione odierna, emergerebbe una differenza di circa quattro milioni di euro rispetto alle risorse che i sindacati ritengono dovute sulla base degli stanziamenti previsti dal CCNL 2022-2024.

Le organizzazioni sindacali hanno richiesto chiarimenti formali in merito alla discrepanza. La documentazione portata oggi dalla Regione è stata giudicata insufficiente a spiegare in modo puntuale le ragioni della riduzione. Una valutazione che ha irrigidito il clima del confronto, già segnato da settimane di tensione.

L’Indennità di Pronto Soccorso riguarda una platea significativa di professionisti impiegati nei dipartimenti di emergenza-urgenza delle aziende sanitarie regionali, personale che opera in contesti caratterizzati da elevata complessità clinica, pressione organizzativa e carichi di lavoro intensi. L’istituto economico era già stato introdotto con il precedente contratto 2019-2021 e, secondo le organizzazioni sindacali, avrebbe dovuto beneficiare di un incremento coerente con le risorse progressivamente stanziate dalle Leggi di Bilancio.

Nessuna firma e ipotesi di mobilitazione

Alla luce delle divergenze emerse, Cisl FP, Fials, Nursind e Nursing Up hanno dichiarato la propria indisponibilità a sottoscrivere un verbale di accordo che, a loro avviso, penalizzerebbe i lavoratori interessati. La firma di un’intesa in queste condizioni equivarrebbe, sostengono, ad avallare una riduzione di fatto rispetto a quanto previsto dal contratto collettivo nazionale siglato dalle stesse organizzazioni e recepito anche a livello regionale tramite Aran.

Il prossimo incontro è stato fissato per il 6 marzo. In quella sede i sindacati si attendono una chiarificazione definitiva sull’ammontare complessivo delle risorse e sui criteri adottati per la ripartizione. In assenza di risposte ritenute soddisfacenti, le sigle firmatarie non escludono iniziative di mobilitazione, con l’obiettivo dichiarato di tutelare l’applicazione integrale del contratto.

La partita, dunque, resta aperta e si colloca in un contesto più ampio di attenzione alle condizioni di lavoro nei Pronto Soccorso, dove il riconoscimento economico rappresenta uno degli strumenti attraverso cui valorizzare professionalità chiamate quotidianamente a operare in prima linea.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to