Investimenti, PNRR e futuro industriale: l’Emilia-Romagna alla prova del dopo-fondi
02/02/2026
La fase che si apre con l’avvicinarsi della conclusione del PNRR impone una riflessione profonda sulle politiche di sviluppo e sulla capacità dei territori di attrarre investimenti in un contesto internazionale sempre più instabile. È questo il filo conduttore dell’intervento di Filippo Pieri, ospite della trasmissione La finestra sui fatti, in onda su Radio Flyweb e condotta da Matteo Cimatti. Un’analisi lucida, che tiene insieme preoccupazioni concrete e una visione di medio periodo fondata sulle basi strutturali della regione.
Secondo Pieri, con l’esaurirsi delle risorse straordinarie europee sarà inevitabile individuare nuovi canali di finanziamento per sostenere gli investimenti. In questo scenario, l’Unione Europea è chiamata a svolgere un ruolo centrale attraverso politiche industriali capaci di accompagnare la transizione dei sistemi produttivi. A queste dovranno affiancarsi, con pari efficacia, le politiche nazionali e regionali, chiamate a tradurre le strategie sovranazionali in strumenti concreti per i territori.
Il nodo del nuovo Patto regionale per lavoro e clima
Il tema degli investimenti si intreccia con il percorso che dovrebbe condurre, entro febbraio o al più nei primi giorni di marzo, alla firma del nuovo Patto regionale per il lavoro e per il clima. Un passaggio considerato decisivo per definire priorità, impegni e responsabilità condivise. Tra i temi destinati a entrare nel cuore del confronto c’è anche la necessità di aprire l’Emilia-Romagna a nuovi mercati, riducendo le dipendenze da contesti economici oggi segnati da tensioni geopolitiche e da un’elevata volatilità.
Nel corso della trasmissione, Pieri ha richiamato l’attenzione sulla fase di rallentamento che sta attraversando l’attrattività degli investimenti in regione. Una dinamica che non nasce da fragilità interne, ma dal clima di incertezza generato da conflitti, dazi e instabilità globale, fattori che spingono molte imprese a rinviare o ridimensionare le scelte strategiche.
Basi solide e attrattività come patrimonio da difendere
Accanto a questa lettura prudente, l’analisi del segretario generale della CISL Emilia-Romagna lascia spazio a elementi di fiducia. L’Emilia-Romagna, ha ricordato, dispone di fondamenta robuste costruite nel tempo: un contesto normativo che ha favorito l’attrazione di investimenti e la creazione di lavoro, accompagnato da una legislazione specifica sull’attrattività delle persone e dei talenti.
Queste scelte hanno contribuito a rendere la regione competitiva non soltanto per le imprese, ma anche per le competenze. Un patrimonio che oggi va difeso e rafforzato attraverso un’azione corale, capace di superare le criticità senza disperdere quanto costruito negli anni. L’appello è a “remare tutti nella stessa direzione”, istituzioni, parti sociali e sistema produttivo, per affrontare una fase complessa senza rinunciare a una visione di sviluppo.
Lavoro e intelligenza artificiale: governare il cambiamento
Nel finale dell’intervento, Pieri ha accennato anche ai cambiamenti profondi che l’intelligenza artificiale sta imponendo al mondo del lavoro. La sfida, ha sottolineato, non è farsi travolgere dall’innovazione, ma governarla, accompagnando le trasformazioni con strumenti di formazione e contrattazione adeguati. Un tema che tornerà al centro delle prossime puntate della trasmissione, a conferma di un dibattito destinato a restare aperto.
Il quadro che emerge è quello di una regione chiamata a misurarsi con un passaggio delicato: meno risorse straordinarie, più incertezza globale, ma anche competenze, relazioni e politiche già sperimentate su cui costruire il futuro. La partita degli investimenti, nel dopo-PNRR, si giocherà su questa capacità di tenere insieme realismo e progettualità.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to