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Legge sulla montagna, Panieri: «Aperture importanti, ma restano criticità per alcuni Comuni»

09/02/2026

Legge sulla montagna, Panieri: «Aperture importanti, ma restano criticità per alcuni Comuni»

Nel dibattito sulla nuova legge nazionale sulla montagna, la posizione dei territori torna al centro attraverso l’intervento di Marco Panieri, presidente di ANCI Emilia-Romagna, che ha commentato gli esiti del confronto istituzionale con il Governo. Un passaggio che, pur segnando avanzamenti significativi rispetto all’impianto iniziale del provvedimento, lascia aperte questioni rilevanti per diversi Comuni dell’Emilia-Romagna, in particolare nelle aree montane più fragili.

Le modifiche alla legge e il ruolo delle Regioni

Panieri ha espresso apprezzamento per il lavoro svolto dalla Regione Emilia-Romagna e dalla Conferenza delle Regioni, sottolineando come il confronto con l’esecutivo abbia consentito di correggere una prima impostazione normativa che avrebbe avuto effetti ancora più penalizzanti per molti territori. Le aperture ottenute, secondo ANCI, rappresentano un risultato da valorizzare, perché hanno ampliato in modo significativo il perimetro dei Comuni riconosciuti come montani, riportandolo su numeri quasi equivalenti a quelli precedenti alla riforma.

Tra gli elementi ritenuti centrali, viene evidenziato il mantenimento delle deroghe previste dalle leggi regionali, collegate all’elenco storico dei Comuni montani, a tutela di servizi essenziali spesso determinanti per la tenuta sociale ed economica di queste aree. Un passaggio che, insieme al vincolo per le Regioni di finanziare i Comuni esclusi dal nuovo elenco sulla base della classificazione precedente, introduce una forma di salvaguardia istituzionale ritenuta fondamentale.

Comuni ancora esposti e fragilità territoriali

Accanto al riconoscimento dei passi avanti, Panieri richiama però l’attenzione su un quadro che resta complessivamente critico per alcuni Comuni, in particolare nelle province di Bologna e di Forlì-Cesena. In queste aree, la perdita dello status di Comune montano rischia di tradursi in contraccolpi concreti sul piano delle risorse disponibili e della qualità dei servizi offerti ai cittadini, aggravando condizioni di fragilità strutturale già presenti. Un dato che, secondo ANCI Emilia-Romagna, non può essere sottovalutato, anche alla luce del fatto che la regione risulta tra le più penalizzate dai criteri introdotti dalla legge.

L’impegno della Regione e il lavoro di accompagnamento

In questo contesto viene giudicata politicamente chiara e istituzionalmente responsabile la scelta della Regione Emilia-Romagna di intervenire direttamente per riequilibrare gli effetti del provvedimento, annunciando il ripristino delle risorse sottratte ai Comuni esclusi attraverso fondi regionali. Una decisione che, nelle parole di Panieri, garantisce coesione territoriale da Rimini a Piacenza e rafforza il ruolo della Regione come presidio di equità.

Un contributo rilevante al lavoro di ascolto e mediazione viene inoltre attribuito al coordinamento tematico ANCI Emilia-Romagna sulla Montagna, guidato da Beatrice Poli, che ha assicurato un confronto costante con i territori e una rappresentazione puntuale delle criticità vissute dai Comuni montani. Guardando ai prossimi mesi, ANCI Emilia-Romagna annuncia un impegno diretto nel monitoraggio degli effetti concreti della legge, con l’obiettivo di sostenere le comunità più esposte e garantire che nessun territorio venga lasciato indietro in termini di servizi, risorse e opportunità di sviluppo.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to