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Nuovo Accordo regionale per la Medicina generale: l’Emilia-Romagna ridisegna la sanità territoriale

08/02/2026

Nuovo Accordo regionale per la Medicina generale: l’Emilia-Romagna ridisegna la sanità territoriale

Una sanità territoriale più accessibile, integrata e capace di rispondere ai bisogni complessi della popolazione. È questa la traiettoria lungo cui si colloca il nuovo Accordo integrativo regionale per la Medicina generale, siglato tra la Regione Emilia-Romagna, le organizzazioni sindacali Fimmg, Cisl e Fmt, e presentato in conferenza stampa dal presidente Michele de Pascale e dall’assessore alle Politiche per la salute Massimo Fabi.

L’intesa rappresenta un passaggio rilevante nel processo di trasformazione dell’assistenza primaria, segnando il superamento progressivo del modello organizzativo individuale a favore di una struttura fondata sul lavoro in équipe, sul benessere professionale e su un’integrazione più stretta tra servizi sanitari, sociali e tecnologici.

Accessibilità e organizzazione delle cure

Il fulcro del nuovo assetto è costituito dalle Aggregazioni funzionali territoriali (Aft), che diventano il perno obbligatorio dell’organizzazione della medicina generale su tutto il territorio regionale. Ogni Aft opera su una popolazione di riferimento ottimale di circa 30mila assistiti e garantisce l’accesso agli studi medici fino a 12 ore al giorno, dal lunedì al venerdì, indipendentemente dalla sede in cui operano i singoli professionisti.

Le Aft trovano il loro naturale punto di riferimento nelle Unità complesse di cure primarie, collocate in via prioritaria nelle Case della comunità, dove l’attività ambulatoriale è assicurata dalle 8 alle 20 con accesso diretto per l’intera popolazione. In questo contesto si rafforza la dimensione multiprofessionale: medici di medicina generale, pediatri, specialisti ambulatoriali, infermieri e assistenti sociali lavorano in modo coordinato per garantire continuità assistenziale e risposte più efficaci ai bisogni di salute complessi.

Percorsi clinici, digitalizzazione e monitoraggio

Il nuovo accordo sposta il baricentro dell’assistenza dalla semplice erogazione di prestazioni alla gestione strutturata dei percorsi clinici. Centrale diventa la presa in carico della cronicità, attuata attraverso Piani e Patti di cura coerenti con il Piano nazionale della cronicità e basati su un approccio proattivo di population health management. Parallelamente, viene rafforzata l’appropriatezza prescrittiva mediante protocolli clinici condivisi e integrati nelle cartelle regionali.

La digitalizzazione assume un ruolo sistemico: ricetta dematerializzata, Fascicolo sanitario elettronico e patient summary diventano strumenti obbligatori, in linea con gli obiettivi del Pnrr, contribuendo alla riduzione degli adempimenti burocratici e al miglioramento della continuità informativa.

L’accordo introduce inoltre un sistema di monitoraggio fondato su indicatori di processo, esito e performance riferiti non più al singolo medico, ma all’intera Aft. Una quota della remunerazione viene collegata al raggiungimento di target di salute e appropriatezza, rafforzando la responsabilità condivisa e il lavoro di squadra.

Diritti, formazione e sostenibilità professionale

Un elemento qualificante dell’intesa riguarda la tutela dei diritti dei medici. L’organizzazione in Aft consente una distribuzione più equilibrata dei carichi di lavoro, favorisce la conciliazione tra vita professionale e privata e introduce misure concrete a sostegno della genitorialità, dalla copertura economica durante maternità e adozione alle sostituzioni agevolate.

La formazione continua viene riconosciuta come parte integrante dell’attività professionale e come diritto sostenuto dal sistema. La struttura in rete permette ai medici di aggiornarsi senza interrompere il servizio agli assistiti, grazie alla copertura garantita dall’équipe.

Il nuovo Accordo regionale delinea così un modello di assistenza primaria più solido, accessibile e omogeneo, capace di valorizzare le competenze professionali e di rafforzare la sanità territoriale come primo presidio di tutela della salute.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to