Operazione antiterrorismo: arrestato cittadino russo per documenti falsi
30/01/2026
Nelle prime ore della mattinata, la Polizia di Stato ha dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un cittadino russo, nato nel 1990, ritenuto responsabile del reato di possesso e fabbricazione di documenti di identificazione falsi. Il provvedimento, emesso dal GIP del Tribunale di Bologna su richiesta della Procura della Repubblica di Bologna, è stato eseguito al di fuori del territorio cittadino ed è il risultato di un’indagine avviata e sviluppata nel corso di diversi mesi.
L’attività operativa è stata condotta dalla Sezione Antiterrorismo della DIGOS di Bologna, con il coordinamento della Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione, in un contesto investigativo particolarmente delicato, legato a profili di sicurezza nazionale e internazionale.
I controlli del 2025 e i primi riscontri investigativi
L’indagine trae origine dal giugno 2025, quando, nel centro storico di Bologna, personale della DIGOS sottoponeva a controllo due cittadini russi, rispettivamente classi 1988 e 1990. Entrambi venivano trovati in possesso di documenti di identità falsi, formalmente validi per l’espatrio. In quella circostanza, il cittadino nato nel 1988 veniva arrestato in flagranza, mentre il connazionale più giovane veniva denunciato a piede libero.
Gli accertamenti successivi hanno consentito di far emergere un quadro ben più complesso. A carico di entrambi risultava infatti un mandato di arresto internazionale emesso dalle autorità della Federazione Russa e inserito nel sistema Interpol mediante Red Notice, con accuse che spaziano dall’affiliazione all’organizzazione terroristica “Imarat Kavkaz” alla partecipazione attiva a conflitti armati in territorio siriano, in un periodo segnato dalla massima operatività del gruppo jihadista noto come “Islamic State”.
La decisione sull’estradizione e l’analisi dei dispositivi
La Corte d’Appello di Bologna, pur convalidando gli arresti, non ha concesso l’estradizione verso la Federazione Russa, tenendo conto dell’attuale scenario geopolitico e delle condizioni generali del Paese richiedente. A seguito di tale decisione, i due cittadini stranieri sono rimasti sul territorio nazionale e sono stati indagati per reati di falso documentale.
Nel corso delle attività di polizia giudiziaria, sono stati sequestrati i dispositivi elettronici in uso agli indagati. L’analisi approfondita dei contenuti digitali ha permesso di delineare un quadro probatorio più articolato, ritenuto sufficiente dall’autorità giudiziaria per disporre la misura cautelare in carcere nei confronti del cittadino russo classe 1990.
L’altro soggetto, classe 1988, risulta tuttora detenuto a seguito di una condanna già pronunciata per il medesimo reato previsto dall’articolo 497 bis, comma 2, del codice penale.
L’operazione rappresenta un ulteriore tassello nell’attività di prevenzione e contrasto alle minacce di matrice terroristica, confermando il ruolo centrale dell’intelligence di polizia e della cooperazione giudiziaria nel monitoraggio di soggetti ritenuti ad alto profilo di rischio.
Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to