Premio Emilia-Romagna Cultura 2025, Gualtieri e Migliori celebrano parola e immagine
13/02/2026
La voce della poesia che scava nel silenzio, lo sguardo della fotografia che trattiene il tempo: Mariangela Gualtieri e Nino Migliori sono i protagonisti dell’edizione 2025 del Premio “Emilia-Romagna Cultura”, riconoscimento promosso dalla Giunta regionale per valorizzare personalità capaci di interpretare e restituire l’identità culturale del territorio oltre i suoi confini geografici.
La cerimonia di consegna si è svolta il 12 febbraio 2026 nella Sala polivalente “Guido Fanti” della Regione, a Bologna. A conferire il premio, rappresentato da un piatto in ceramica realizzato dalla Bottega Vignoli di Faenza, è stata l’assessora alla Cultura Gessica Allegni, in un evento pubblico che ha intrecciato parola, immagine e memoria.
Una sala che diventa racconto visivo
Per l’occasione, lo spazio istituzionale è stato trasformato in una sorta di installazione narrativa. Due dittici di Nino Migliori, tratti dalla mostra fotografica “Crossroads - Via Emilia”, hanno dialogato con l’architettura della sala, restituendo il paesaggio della storica arteria regionale attraverso quello sguardo “bifronte” che da sempre caratterizza la ricerca del Maestro: da un lato documento, dall’altro interrogazione poetica della realtà.
La cerimonia è stata arricchita dall’intervento di Gianni Manzella, che ha tracciato un ritratto intenso di Mariangela Gualtieri, e dalla proiezione di una selezione di scatti di Migliori, commentati dallo storico e critico d’arte Paolo Kurkumelis insieme a Maurizio Marinelli della Fondazione Nino Migliori. Un percorso corale, capace di restituire la complessità di due figure che hanno segnato la cultura italiana con linguaggi differenti ma ugualmente radicali.
Due percorsi che hanno segnato la cultura contemporanea
Mariangela Gualtieri, 74 anni, nata a Cesena dove vive e lavora, è tra le voci più riconoscibili della poesia contemporanea italiana. Poetessa e drammaturga, ha costruito negli anni un’opera che intreccia scrittura e oralità, teatro e riflessione civile, mantenendo un legame profondo con l’Emilia-Romagna e al tempo stesso dialogando con platee nazionali e internazionali. Il premio riconosce la costanza con cui ha diffuso la poesia come esperienza condivisa, capace di toccare corde intime e collettive.
Nino Migliori, nato a Bologna nel 1926, si avvicina al traguardo dei cento anni – li compirà il prossimo 26 settembre – con una ricerca ancora viva. Considerato uno dei più versatili autori italiani nel campo della fotografia artistica, ha attraversato oltre sette decenni di sperimentazioni, dal neorealismo alle manipolazioni materiche, mantenendo una tensione continua verso l’innovazione. Il riconoscimento valorizza proprio questa fedeltà alla ricerca, premiata nel tempo con attestazioni e mostre in Italia e all’estero.
La scelta dei vincitori, formalizzata con una delibera dello scorso novembre, si inserisce nel solco tracciato nella precedente legislatura dall’allora assessore alla Cultura Mauro Felicori, ideatore del premio.
Nel suo videomessaggio, il presidente della Regione Michele de Pascale ha sottolineato come parola e immagine rappresentino due modalità complementari di interpretare il proprio tempo, generando emozioni profonde e contribuendo a definire il profilo culturale della comunità regionale. L’assessora Allegni ha parlato di un gesto di gratitudine verso due artisti che, con rigore e visione, hanno reso l’Emilia-Romagna una voce autorevole nel panorama culturale nazionale e internazionale.
Dopo la prima edizione del 2024, che aveva premiato la cantante lirica Raina Kabaivanska e l’architetto Dante Bini, il palmarès consolida l’identità del Premio Emilia-Romagna Cultura come spazio di memoria viva, luogo simbolico in cui la comunità riconosce e custodisce il valore della propria produzione artistica.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to