Reggio Emilia apre le “Finestre sul futuro”: la scuola che ascolta
di Redazione
21/10/2025
Un auditorium gremito di voci, emozioni e idee. È cominciata a Reggio Emilia, al Centro Internazionale Loris Malaguzzi, la prima giornata degli Stati generali dell’Educazione e della Formazione, promossi da Regione Emilia-Romagna, Comune di Reggio Emilia e Reggio Children.
Oltre 400 tra studenti, insegnanti e formatori hanno riempito la sala per la tre giorni dal titolo “Finestre sul futuro. Ogni aula è un domani in costruzione”, dedicata a ripensare la scuola a partire dalle esperienze di chi la vive ogni giorno.
La voce degli studenti: inclusione, ansia, partecipazione
“Come stai?” è la domanda simbolo scelta dall’assessora Isabella Conti per aprire i lavori. Una domanda che riassume un’esigenza concreta: fare della scuola un luogo capace di accogliere e ascoltare, non solo di istruire.
Sul palco si sono alternate le voci dei ragazzi e delle ragazze, tra riflessioni e testimonianze che hanno toccato temi come la salute mentale, la rappresentanza, l’inclusione e la libertà di espressione.
L’intervento più toccante è stato quello di Agata, studentessa con disabilità: “Mi ferisce essere giudicata per ciò che non posso fare, ma io penso e mi esprimo liberamente. La scuola deve dare a tutti la possibilità di partecipare”.
Il pubblico si è alzato in piedi, in un applauso lungo e collettivo che ha dato il senso più autentico della giornata.
Idee e proposte per la scuola che verrà
Il presidente della Regione Michele de Pascale ha definito gli interventi “ferite necessarie”, ricordando che la scuola deve accompagnare “la crescita personale e affettiva dei ragazzi, non solo quella didattica”.
Nel corso della giornata, condotta dalla divulgatrice Nogaye Ndiaye, si sono alternati interventi di esperti come Vanessa Roghi, Maura Gancitano e Daniele Biella, che ha evidenziato come la parola più associata alla scuola resti “ansia”, segnale di un disagio diffuso ma anche di una richiesta di cambiamento.
Il pomeriggio ha visto il Centro Malaguzzi trasformarsi in atelier di confronto e creatività, con laboratori e un talk conclusivo con Alice Urciolo e Matteo Saudino.
Giovedì e venerdì seguiranno altri due appuntamenti dedicati al futuro della scuola e al dialogo con le famiglie.
Reggio Emilia si conferma ancora una volta un laboratorio internazionale di pedagogia, dove la domanda “Come stai?” diventa il punto di partenza per costruire una scuola più umana, aperta e partecipata.
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