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Sciroppo di Teatro® 2026: torna per la quinta edizione con una novità il Family&Friend Pass

15/01/2026

Sciroppo di Teatro® 2026: torna per la quinta edizione con una novità il Family&Friend Pass
Foto di SciroppodiTeatro ATER.EMR

C’è un modo, molto emiliano e poco retorico, di parlare di benessere: mettere le persone nelle condizioni di stare insieme, senza che la socialità sia un lusso o un’eccezione. Sciroppo di Teatro® torna per la quinta edizione e sceglie di rafforzare proprio questo punto, trasformando l’accesso al teatro in un gesto semplice, ripetibile, condivisibile. L’idea resta quella che ha reso riconoscibile il progetto: pediatri e centri per le famiglie “prescrivono” il teatro come pratica di cura, un’occasione per bambini, bambine e adulti di ritrovarsi in uno spazio comune, dove si ascolta e si partecipa con il corpo, non soltanto con lo schermo.

Dietro la formula, c’è una regia ampia: Ater Fondazione con la Regione Emilia-Romagna – assessorati a Cultura, Welfare e Politiche per la salute – e il sostegno di Fondazione di Modena, Fondazione Marchesini Act, Coop Alleanza 3.0 ed EmilBanca. La conferenza stampa in Regione, a Bologna, ha confermato un dato che pesa più delle definizioni: la rete cresce e si stabilizza, segno che il progetto ha smesso di essere un esperimento e somiglia sempre di più a un servizio culturale diffuso.

Il Family&Friends Pass: 6 ingressi, 3 euro a testa e una logica di vicinato

La novità del 2026 è il Family&Friends Pass, che sostituisce il vecchio voucher personale. La differenza è netta: il pass consente l’accesso a uno spettacolo fino a sei persone, con un costo di 3 euro a testa. È pensato per le famiglie numerose, ma può essere usato anche da gruppi “misti”: amici, compagni di scuola, vicini. In sostanza, la prescrizione non si limita al nucleo domestico; diventa un invito a costruire piccole reti di prossimità, quelle che nella vita quotidiana contano più di quanto ammettiamo, soprattutto quando si tratta di crescere un bambino e non farlo sentire un’isola.

Gli assessori regionali Gessica Allegni, Isabella Conti e Massimo Fabi hanno legato questa scelta a un’idea precisa: portare le famiglie a teatro come investimento strategico, perché la cultura, quando è accessibile e praticata, produce benessere psicofisico, inclusione e senso di comunità. Natalino Mingrone, presidente di Ater Fondazione, ha spinto ancora più in là il ragionamento: il pass non serve soltanto a rendere più economico un biglietto, ma a spostare il progetto dalle agevolazioni individuali alle relazioni tra pari, con un effetto “sociale” che, se funziona, resta anche dopo lo spettacolo.

Oltre 90 spettacoli tra gennaio e aprile: sette province, 31 teatri, 30 Comuni

La stagione 2026 propone oltre 90 spettacoli da gennaio ad aprile, pensati per bambini e bambine tra i 3 e gli 11 anni, con un cartellone che attraversa linguaggi diversi: teatro di figura e narrazione, burattini, clownerie, teatro d’attore, videoproiezioni, musica dal vivo, opera lirica. Un dettaglio importante, spesso trascurato: gli spettacoli sono aperti a tutti anche senza la “ricetta”, quindi il progetto mantiene la sua porta dedicata – pediatri e centri famiglia – ma non crea un circuito chiuso.

I numeri della rete spiegano la capillarità: oltre 260 pediatri coinvolti (erano 150 alla prima edizione), 43 centri per le famiglie, 31 teatri in 30 Comuni distribuiti su sette province. Il calendario parte presto: nel Reggiano si apre il 6 gennaio a Correggio; nel Parmense e nel Modenese diversi debutti sono fissati l’11 gennaio; nel Forlivese-Cesenate e nel Riminese si entra nel vivo tra l’11 e il 18 gennaio; il Ravennate apre a Conselice il 18 gennaio e a Russi il 25; Bologna avvia più tardi, dal 1° febbraio, con appuntamenti che proseguono fino al 12 aprile 2026.

Nato nel 2021-22 come risposta all’isolamento della pandemia, Sciroppo di Teatro® oggi prova a tenere insieme due cose che spesso viaggiano separate: la qualità artistica e l’accesso reale, quello che dipende dai costi, dalle distanze, dalle abitudini familiari. La quinta edizione, con il pass “di gruppo”, sembra scegliere una strada coerente: se la cultura vuole diventare welfare, deve anche somigliare a un gesto quotidiano, non a un’eccezione da calendari pieni.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to