Sicurezza sul lavoro, Pieri (Cisl ER): “Non obblighi, ma diritti”
23/02/2026
“La sicurezza non è un adempimento burocratico, è una responsabilità collettiva e un diritto fondamentale”. Con parole nette Filippo Pieri, segretario generale della Cisl Emilia-Romagna, è intervenuto questa mattina ai microfoni di “La finestra sui fatti”, la rubrica settimanale in onda su Radio Flyweb, sollecitato dal giornalista Matteo Cimatti a commentare i più recenti dati Inail sugli infortuni nella regione.
Il quadro che emerge non registra scostamenti significativi rispetto al 2024, ma mette in evidenza criticità che non possono essere archiviate come semplici fluttuazioni statistiche. Tra queste spicca l’aumento del 10% degli infortuni in itinere, vale a dire quelli che si verificano nel tragitto casa-lavoro. Un dato che, secondo Pieri, impone un cambio di passo immediato sul fronte della sicurezza stradale.
Infortuni in itinere e morti sul lavoro: numeri che interrogano
“Occorre intervenire con decisione – ha sottolineato – a partire dal contrasto all’uso irresponsabile degli smartphone alla guida e dalla messa in sicurezza delle infrastrutture”. La mobilità quotidiana, sempre più frammentata e compressa nei tempi, espone lavoratrici e lavoratori a rischi che esulano dall’ambiente produttivo ma che rientrano pienamente nella sfera della tutela occupazionale.
Ancora più allarmante il capitolo degli infortuni mortali: nel 2025 le vittime in Emilia-Romagna sono state 92, quattro in meno rispetto all’anno precedente. Una riduzione che non consola. “È un dato inaccettabile – ha rimarcato Pieri – come sarebbe inaccettabile anche una sola morte sul lavoro”. Parole che riportano il dibattito al suo centro umano, oltre la dimensione numerica.
Preoccupa anche l’incremento delle malattie professionali, cresciute del 7,5%. Un segnale che richiama l’attenzione sulle condizioni di lavoro di medio-lungo periodo, sull’esposizione a fattori di rischio meno visibili ma altrettanto insidiosi, dalla movimentazione manuale dei carichi allo stress lavoro-correlato.
Formazione, scuole e controlli: la prevenzione come investimento
Per il segretario regionale della Cisl, la risposta non può limitarsi alla gestione dell’emergenza. Serve una strategia organica che metta al centro la prevenzione, a partire dalla formazione. “Procedure, dispositivi di protezione e momenti formativi servono a tutelare chi lavora e chi gli sta accanto. È fondamentale conoscere i rischi, adottare comportamenti responsabili, segnalare le situazioni pericolose”.
Un passaggio decisivo riguarda il coinvolgimento delle scuole. L’educazione alla sicurezza, secondo Pieri, dovrebbe diventare parte strutturale dei percorsi formativi. L’esperienza di “Spazio lavoro nelle scuole” rappresenta un esempio positivo, ma occorre fare un salto di scala. Nel Protocollo sulla salute e sicurezza sottoscritto con la Regione Emilia-Romagna nel 2022 era previsto, d’intesa con l’Ufficio scolastico regionale, un impegno preciso per portare momenti di confronto sul tema in tutti gli istituti.
Infine il capitolo dei controlli. “Le norme esistono – ha ricordato – ma per farle rispettare servono più ispettori e verifiche più capillari”. Senza un presidio costante, la cultura della sicurezza rischia di restare un principio condiviso solo sulla carta.
Il messaggio che Pieri affida ai giovani e a chi si affaccia al mondo del lavoro è semplice e diretto: entrare in azienda con attenzione, consapevolezza e rispetto significa contribuire alla costruzione di un lavoro sicuro, di qualità e sostenibile. Una prospettiva che non riguarda soltanto il presente, ma il futuro di intere comunità.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to