Smog in Emilia-Romagna: bollino rosso e stop ai diesel Euro 5 in quattro province
25/02/2026
Da martedì 24 febbraio 2026 entrano in vigore le misure emergenziali per la qualità dell’aria nei comuni di pianura delle province di Piacenza, Parma, Reggio Emilia e Modena. L’attivazione segue il Bollettino “Liberiamo l’aria” del 23 febbraio 2026 e resterà valida fino a mercoledì 25 febbraio compreso, giorno di controllo e pubblicazione del nuovo bollettino.
Come funziona il bollettino “Liberiamo l’aria” e quando scattano i divieti
Il sistema regionale si basa su un meccanismo preciso: il bollettino viene emesso lunedì, mercoledì e venerdì (entro le ore 11) e indica se, a partire dal giorno successivo, si attivano le misure emergenziali (“bollino rosso”). Le misure scattano quando le previsioni del giorno di controllo e dei due successivi indicano il superamento della soglia di legge del PM10 in almeno una stazione della provincia interessata; restano poi in vigore fino al controllo successivo compreso e vengono revocate se, al controllo, non si ripresentano le condizioni.
In questa finestra (24–25 febbraio) l’impianto è quello già definito nel Piano regionale: alle misure “strutturali” – valide per tutta la stagione – si aggiungono le misure “emergenziali” nei territori dove il bollettino segnala criticità.
Cosa cambia nei Comuni interessati: traffico, riscaldamento, combustioni, liquami
Nei Comuni di pianura valgono le limitazioni strutturali alla circolazione nei centri abitati dal lunedì al venerdì, 8.30–18.30: stop ai diesel fino a Euro 4, alle benzina fino a Euro 2, a metano-benzina e GPL-benzina fino a Euro 2 e a ciclomotori/motocicli fino a Euro 2.
Quando scatta il bollino rosso, nei Comuni sopra i 30.000 abitanti, nell’agglomerato di Bologna e nei Comuni volontari, alle limitazioni si aggiunge anche lo stop ai diesel Euro 5 nella stessa fascia oraria 8.30–18.30.
Accanto alla mobilità, il pacchetto antismog insiste su comportamenti che incidono in modo diretto sulle emissioni: limiti alle combustioni all’aperto (falò e simili, con eccezioni come i barbecue), vincoli sull’uso di camini aperti e di alcuni impianti a biomassa legnosa quando esiste un sistema alternativo, indicazioni sulle temperature massime negli ambienti riscaldati. Le regole puntano a tagliare i picchi emissivi nei giorni più critici, quando l’atmosfera “trattiene” gli inquinanti.
Sul fronte agricolo, nei giorni di misure emergenziali è previsto anche il divieto di spandimento di liquami zootecnici senza tecniche considerate ecosostenibili, con deroghe legate a modalità che riducono le emissioni.
Un’ultima avvertenza pratica: i provvedimenti possono essere integrati da ordinanze comunali, quindi chi deve muoversi o programmare attività (cantieri, logistica, gestione del riscaldamento) fa bene a verificare le disposizioni locali oltre al bollettino regionale.
Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to