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Tortino Porretta, si cercano nuove strade per tutelare il lavoro dopo la chiusura dell’azienda storica

13/04/2026

Tortino Porretta, si cercano nuove strade per tutelare il lavoro dopo la chiusura dell’azienda storica

Si riaccende il confronto istituzionale sul futuro occupazionale legato alla vicenda della Giulian Corsini Snc, storica azienda di Porretta Terme conosciuta per la produzione del celebre Tortino Porretta. Nel corso del Tavolo metropolitano di Salvaguardia del patrimonio produttivo, riunito ieri, le parti coinvolte hanno esaminato le possibili soluzioni per accompagnare le lavoratrici verso nuove prospettive professionali dopo la cessazione dell’attività. Un passaggio delicato, che riguarda non soltanto la sorte di un marchio molto legato al territorio, ma anche la tenuta sociale di un’area già esposta a fragilità economiche e demografiche.

L’incontro è stato presieduto dal Capo di Gabinetto della Città metropolitana di Bologna, Stefano Mazzetti, con la partecipazione della Regione Emilia-Romagna, dell’Agenzia regionale per il Lavoro, della sindaca di Valsamoggia, dell’assessore alla Promozione e Sviluppo del territorio del Comune di Alto Reno, delle organizzazioni sindacali e dell’amministratore delegato della Dino Corsini Srl di Valsamoggia, società che sta concretizzando l’acquisizione del marchio Tortino Porretta. Assente, invece, la rappresentante della Giulian Corsini Snc, un’assenza che ha inevitabilmente segnato il clima della riunione, lasciando alle istituzioni e agli altri soggetti presenti il compito di ragionare sulle alternative oggi realisticamente percorribili.

Le ipotesi sul tavolo e il nodo della ricollocazione

L’obiettivo del confronto era chiaro: fare il punto sulle opzioni disponibili per salvaguardare l’occupazione dopo la chiusura della società di Alto Reno. Nel corso della discussione è stato ricordato che, nei mesi precedenti, era stata approfondita anche la fattibilità di un percorso di autoimprenditorialità, nella forma del workers buy out, con il supporto di Progetti di Impresa, il servizio per la creazione d’impresa promosso da Città metropolitana e Comune di Bologna. Una possibilità esaminata con attenzione, ma che le lavoratrici hanno scelto di non portare avanti.

Era inoltre emerso, nel mese di marzo, un possibile interesse esterno a rilevare l’attività, prospettiva che però non ha trovato uno sbocco concreto. Venute meno queste due strade, il Tavolo si è concentrato sulle occasioni occupazionali immediatamente attivabili, con l’intento di evitare che la vicenda si traduca in una dispersione definitiva di competenze e professionalità costruite nel tempo.

In questa direzione si inserisce la disponibilità espressa dalla Dino Corsini Srl, che ha manifestato l’intenzione di assumere le lavoratrici della ditta di Porretta Terme, oggi in NASPI, qualora siano interessate a lavorare a Valsamoggia, all’interno di una realtà industriale già strutturata. Si tratta di un’apertura concreta, che sposta la discussione dal piano delle intenzioni a quello delle opportunità effettive, pur lasciando aperto il tema non secondario della distanza territoriale e dell’impatto che un eventuale trasferimento lavorativo può avere sulla vita quotidiana delle persone coinvolte.

Il marchio resta, il territorio cerca una nuova prospettiva

Accanto alla disponibilità ad assumere, l’azienda di Valsamoggia ha confermato anche la volontà di rifornire di prodotti dolciari di propria produzione una possibile futura realtà basata a Porretta Terme. È un elemento che merita attenzione, perché suggerisce uno scenario nel quale il legame tra il marchio e il territorio potrebbe non interrompersi del tutto, pur dentro una trasformazione profonda del modello produttivo originario. Non si parla, almeno per ora, di una continuità industriale nel senso pieno del termine, ma di una possibile base commerciale o organizzativa che mantenga a Porretta una presenza riconoscibile legata al prodotto.

Parallelamente si attiverà per le lavoratrici il supporto di Insieme per il Lavoro, con l’obiettivo di offrire un ulteriore canale di ricollocazione. L’intervento di questo progetto amplia il ventaglio degli strumenti disponibili e prova a costruire una risposta più articolata, nella consapevolezza che non sempre una sola soluzione è sufficiente a riassorbire situazioni complesse, soprattutto in contesti territoriali periferici come quelli appenninici.

Al termine dell’incontro, Stefano Mazzetti ha espresso l’auspicio che le lavoratrici possano trovare presto una nuova collocazione, anche grazie al sostegno di Insieme per il Lavoro, sottolineando al tempo stesso il valore dell’apertura manifestata dalla Dino Corsini Srl. Le istituzioni, ha assicurato, continueranno a monitorare con grande attenzione l’evoluzione della situazione.

Ed è proprio questo il punto decisivo: la vicenda del Tortino Porretta non riguarda soltanto una cessazione aziendale, ma tocca un presidio produttivo che per anni ha rappresentato identità, occupazione e memoria economica di un territorio fragile, dove ogni perdita industriale lascia un segno più profondo che altrove.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to