Truffe agli anziani a Bologna: arrestato un 43enne in flagranza
27/01/2026
A Bologna, un intervento mirato della Squadra Mobile ha interrotto una truffa appena consumata e ha fatto emergere, nello stesso arco di poche ore, un ulteriore tentativo di raggiro con modalità analoghe. In manette è finito un uomo italiano di 43 anni, pluripregiudicato, già arrestato in passato per truffe ai danni di persone anziane e sottoposto agli arresti domiciliari fino a marzo 2025. L’operazione si inserisce in un’attività di monitoraggio più ampia che la Polizia di Stato sta portando avanti nelle zone cittadine dove il fenomeno si manifesta con maggiore frequenza, tra cui Bolognina, Porto e Navile.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, tutto parte da segnalazioni arrivate alla linea 113: tentativi di raggiro che, per struttura e toni, richiamano un copione ormai noto, basato su pressione psicologica, urgenza costruita ad arte e presenza fisica di un incaricato per il ritiro di denaro e preziosi. Elementi che, messi insieme, trasformano una telefonata in un vero e proprio assalto emotivo.
I movimenti sospetti e il pedinamento tra più vie della città
Nei pressi di via Procaccini, gli agenti notano un uomo che si muove con atteggiamento guardingo all’interno di un complesso condominiale, impegnato in una conversazione telefonica particolarmente animata. Da lì, gli spostamenti sono rapidi: via di Vincenzo, poi via Serlio, quindi l’autobus verso la zona di via del Porto. La dinamica è significativa perché suggerisce una regia a distanza, con indicazioni che arrivano in tempo reale e che orientano il “delegato” verso gli indirizzi individuati.
Giunto in prossimità di un condominio, l’uomo viene osservato mentre citofona con insistenza, chiedendo ripetutamente a una donna di aprire. Una volta entrato, dopo pochi minuti scende le scale in fretta, evitando l’ascensore, e tenta di allontanarsi. È in quel momento che scatta il blocco: agenti in borghese, appostati, intervengono immediatamente e lo fermano.
Il raggiro telefonico, i beni recuperati e il secondo tentativo sventato
All’interno dello stabile, i poliziotti rintracciano una donna di 58 anni, residente nel condominio, visibilmente scossa e in stato confusionale, ferma sull’uscio di casa. Racconta di essere stata contattata da un presunto appartenente all’Arma dei Carabinieri, che le avrebbe prospettato un problema grave: una rapina commessa con un’auto a targa clonata, coincidente con la sua. Il passo successivo è il classico ricatto psicologico: per “evitare guai”, le viene chiesto di raccogliere contanti e monili e consegnarli a un “collega” incaricato del ritiro.
La donna, agitata e spaventata, consegna 1.650 euro in contanti e diversi gioielli in oro. La prontezza dell’intervento consente di recuperare tutto: il denaro e i preziosi vengono trovati nella disponibilità dell’arrestato e restituiti alla vittima.
Gli accertamenti, inoltre, evidenziano un ulteriore tentativo poco prima, sempre nella stessa mattinata, in via Procaccini, ai danni di un uomo di 55 anni. Anche qui lo schema è identico: chiamate intimidatorie, urgenza, richiesta di far entrare un incaricato. In questo caso, però, la vittima non cede e non consente l’accesso all’abitazione, facendo fallire il raggiro.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to