Uffici di prossimità: la Regione Emilia-Romagna apre ai Comuni per portare la giustizia sul territorio
21/01/2026
Avvicinare i servizi giudiziari alle persone, riducendo distanze fisiche, tempi e costi. È questa la logica che guida il nuovo invito della Regione Emilia-Romagna rivolto ai Comuni e alle Unioni di Comuni interessati ad attivare nel proprio territorio un Ufficio di prossimità. Si tratta di sportelli che consentono ai cittadini di accedere a una serie di servizi giudiziari senza doversi recare fisicamente in Tribunale, rafforzando il principio di una giustizia più accessibile e diffusa.
L’invito ha carattere esplorativo e non produce effetti automatici: l’attivazione degli Uffici resta subordinata alla sottoscrizione di uno specifico Accordo istitutivo tra Regione, Tribunale competente ed ente locale, secondo uno schema già definito. Il quadro finanziario complessivo destinato alla Regione ammonta a 2,15 milioni di euro, risorse che permettono di sostenere l’avvio e il funzionamento delle strutture.
Cosa sono gli Uffici di prossimità e a chi si rivolgono
Gli Uffici di prossimità sono promossi dal Ministero della Giustizia nell’ambito del progetto regionale Digiter, finanziato attraverso il Programma operativo complementare Pon Governance e Capacità Istituzionale 2014–2020. La loro funzione è chiara: offrire orientamento ai cittadini, supporto nella compilazione delle pratiche e nella predisposizione di atti che le parti possono redigere senza l’assistenza di un legale, oltre ai servizi di deposito telematico.
Si tratta di attività che intercettano soprattutto bisogni concreti e quotidiani, spesso legati a procedure civili di base, e che risultano particolarmente utili per le persone fragili o per chi vive in aree lontane dalle sedi giudiziarie. Come ha spiegato l’assessora regionale alla Legalità Elena Mazzoni, sui venti Uffici di prossimità potenzialmente attivabili ne restano ancora circa quindici disponibili, dopo le verifiche avviate con gli enti che avevano manifestato interesse già nel 2019.
Requisiti, impegni e scadenze per i Comuni
Possono presentare candidatura esclusivamente i Comuni e le Unioni di Comuni, incluso il Circondario imolese. Gli enti dovranno garantire la funzionalità dell’Ufficio attraverso proprie risorse umane e la messa a disposizione di locali idonei. È previsto inoltre che, se un Comune aderisce a un’Unione, non possa presentare domanda singolarmente.
La Regione, in collaborazione con gli uffici giudiziari, si farà carico dell’allestimento degli sportelli, della formazione degli operatori, dell’infrastrutturazione informatica necessaria e delle attività di comunicazione verso la cittadinanza. Agli enti locali viene richiesto di assicurare un periodo di apertura adeguato, con l’impegno a valutare l’estensione del servizio fino al target medio regionale di 120 giorni annui.
Le manifestazioni di interesse dovranno essere inviate entro giovedì 12 febbraio, esclusivamente tramite posta elettronica certificata. L’iniziativa si inserisce in una strategia più ampia di rafforzamento della giustizia di prossimità, che punta a rendere i diritti più accessibili e meno condizionati dalla distanza geografica o dalle difficoltà organizzative.
Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to