“Vetrina – Spazi che diventano impresa”: 90 mila euro per riportare i servizi nei centri storici
27/01/2026
Nei centri storici e nelle frazioni dell’area metropolitana bolognese esiste un patrimonio silenzioso: locali al piano terra che un tempo ospitavano botteghe, laboratori, piccoli esercizi e servizi quotidiani e che oggi risultano sfitti, dismessi o sottoutilizzati.
Non è soltanto una questione immobiliare, perché la serranda abbassata, quando si moltiplica, cambia l’aria di una via: riduce la presenza, indebolisce la rete di prossimità, sottrae occasioni di incontro e, di riflesso, incide su vivibilità e percezione di sicurezza. Su questo nodo interviene la Città metropolitana di Bologna con la Fase 2 del progetto “Vetrina – Spazi che diventano impresa”, una call rivolta ad aspiranti imprenditori, imprenditrici e micro-piccole imprese interessate ad aprire una nuova attività o una nuova sede sul territorio metropolitano, agganciando l’impresa alla rigenerazione urbana.
Il bando nasce da un percorso di ascolto avviato tra la fine del 2024 e il primo semestre del 2025 con associazioni imprenditoriali, Comuni e Unioni di Comuni, che ha messo in evidenza una criticità ricorrente: la presenza di unità immobiliari vuote anche in aree di pregio, con ricadute immediate sul tessuto urbano e sociale.
Come funziona il bando: contributi, criteri e settori ammessi
La misura mette a disposizione 90 mila euro complessivi e prevede contributi a fondo perduto pari all’80% della spesa ritenuta ammissibile, fino a un massimo di 10.000 euro per progetto. Saranno finanziate le prime nove imprese in graduatoria sulla base del punteggio ottenuto, in coerenza con l’impostazione selettiva del bando: non conta solo “aprire”, conta aprire bene, con un’idea credibile, sostenibile e utile al contesto.
La Fase 2 si innesta su un lavoro già svolto: la Fase 1, conclusa il 1 dicembre 2025, ha consentito a Comuni e Unioni aderenti di segnalare spazi potenzialmente idonei, costruendo un elenco di immobili candidabili. Le proposte, infatti, devono riferirsi esclusivamente a una delle unità individuate in quella prima mappatura e riguardano attività di prossimità nei settori del commercio, dell’artigianato (compreso l’artigianato artistico e di servizio) e dei pubblici esercizi.
A chi è rivolta la call e perché l’accompagnamento fa la differenza
Possono partecipare sia aspiranti imprenditori e imprenditrici, sia micro e piccole imprese già costituite secondo la definizione UE, indipendentemente dalla forma giuridica. La richiesta, però, va oltre la semplice descrizione dell’attività: il progetto deve dimostrare capacità di generare valore economico, sociale e urbano, contribuendo a rendere i contesti locali più attrattivi, vivibili e sicuri.
Accanto al contributo economico, uno degli elementi più interessanti è il percorso di accompagnamento imprenditoriale curato dal Servizio Progetti d’Impresa della Città metropolitana. In una fase storica in cui il rischio d’impresa è spesso schiacciato tra costi fissi, incertezza della domanda e fragilità finanziaria, l’accompagnamento può diventare un pezzo determinante: supporta la solidità del piano, aiuta a misurare il mercato reale, a ragionare su gestione e sostenibilità, evitando che un’idea promettente si perda nei dettagli operativi.
La candidatura si presenta esclusivamente online tramite il modulo sul sito istituzionale, con accesso SPID, entro le ore 23:59 del 23 marzo 2026. Per informazioni è disponibile l’indirizzo [email protected].
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to