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Bologna, 29 Regioni europee unite sulla sicurezza idrica

17/09/2026

Bologna, 29 Regioni europee unite sulla sicurezza idrica

Ventinue territori di dieci Paesi europei si riuniscono a Bologna per affrontare insieme alluvioni, siccità, scarsità d’acqua e adattamento climatico. Il 16 e 17 settembre il Dama Tecnopolo ospita la prima Conferenza internazionale dell’Alleanza delle Regioni europee per la sicurezza idrica e l’adattamento ai cambiamenti climatici, rete nata sei mesi fa su iniziativa dell’Emilia-Romagna e cresciuta rapidamente rispetto ai 18 territori di nove Paesi che avevano aderito al momento della costituzione.

Al Dama Tecnopolo la prima Conferenza internazionale

L’appuntamento, intitolato “Water Resilience in a Changing Climate”, rappresenta il primo incontro annuale dell’Alleanza e porta a Bologna rappresentanti delle istituzioni europee, amministrazioni regionali e locali, ricercatori ed esperti. Al centro dei lavori ci sono l’attuazione della Strategia europea per la resilienza idrica, la prevenzione dei rischi e il ruolo delle Regioni nell’adattamento agli effetti del cambiamento climatico.

Ad aprire la Conferenza sono il presidente della Regione Emilia-Romagna Michele de Pascale, il sindaco di Bologna Matteo Lepore e, in videocollegamento, la presidente del Comitato europeo delle Regioni Kata Tüttő. Previsti anche videomessaggi del vicepresidente esecutivo della Commissione europea Raffaele Fitto, della commissaria europea Jessika Roswall e del ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin.

Il programma comprende inoltre una lectio magistralis dello scienziato e scrittore Giulio Boccaletti dedicata al rapporto tra resilienza idrica e crescita economica, insieme a interventi di esperti della Commissione europea, del Joint Research Centre, del Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine e del King’s College London.

Oltre 63 miliardi di danni da alluvioni in Europa

La Conferenza parte da dati che descrivono una pressione crescente sulle risorse idriche europee. Secondo le informazioni presentate dalla Regione Emilia-Romagna, più di venti Regioni europee sono state colpite da gravi alluvioni nell’arco degli ultimi quattro anni, con danni economici stimati in oltre 63 miliardi di euro. Entro il 2030, inoltre, metà dei bacini fluviali europei potrebbe essere interessata da episodi meteorologici estremi e periodi di siccità.

Le amministrazioni territoriali chiedono quindi un coinvolgimento diretto nella definizione delle politiche comunitarie. I dati dello State of Regions and Cities 2024 del Comitato europeo delle Regioni attribuiscono agli enti regionali e locali l’attuazione del 70% delle misure di mitigazione climatica e del 90% delle azioni di adattamento. A livello locale viene inoltre realizzato circa l’80% degli investimenti collegati a queste politiche.

De Pascale: più prevenzione e investimenti sull’adattamento

Nel suo intervento, de Pascale ha indicato la sicurezza idrica come una questione che coinvolge ambiente, agricoltura, attività industriali, infrastrutture ed economia. Il presidente ha richiamato anche l’esperienza dell’Emilia-Romagna, dove le alluvioni del 2023 e del 2024 hanno provocato, secondo i dati regionali, danni superiori a 8,5 miliardi di euro.

La richiesta rivolta alle istituzioni europee è quella di rafforzare gli investimenti preventivi, facilitare l’accesso ai finanziamenti per l’adattamento e sostenere ricerca, innovazione e cooperazione tra territori. Le esigenze cambiano infatti sensibilmente tra le diverse aree europee: alcune devono gestire alluvioni e precipitazioni estreme, altre affrontano scarsità d’acqua, siccità e processi di desertificazione.

Anche Lepore ha richiamato le alluvioni che hanno colpito Bologna nel 2023 e nell’ottobre 2024, indicando la cooperazione europea come uno strumento attraverso cui sviluppare competenze, interventi e strategie di lungo periodo sulla gestione delle risorse idriche.

Il Political Board e il piano di attività 2026-2027

Nel pomeriggio del 16 settembre è previsto il Political Board dell’Alleanza, riservato ai rappresentanti dei territori aderenti. La riunione comprende una tavola rotonda tra amministratori provenienti da diversi Paesi e la discussione sui Terms of Reference e sul Piano di attività 2026-2027.

Tra i territori rappresentati figurano regioni e amministrazioni di Grecia, Croazia, Austria, Repubblica Ceca, Spagna, Francia, Belgio, Germania e Polonia, oltre alle Regioni italiane Emilia-Romagna, Basilicata e Puglia. Il confronto punta a definire una struttura stabile di collaborazione capace di collegare le esigenze territoriali con le politiche elaborate a livello europeo.

Tre task force al lavoro dal 17 settembre

La seconda giornata, giovedì 17 settembre, si svolgerà nella sede della Regione Emilia-Romagna. La riunione tecnica sarà dedicata ai piani operativi delle tre task force dell’Alleanza: la prima si occuperà di regolamenti e programmi europei, la seconda dello scambio di esperienze, competenze e formazione, mentre la terza concentrerà il proprio lavoro sulle possibilità di finanziamento.

Le task force sono coordinate dalle Regioni di Murcia e Valencia e dall’Emilia-Romagna. Nel pomeriggio è prevista anche una visita all’Opificio delle Acque e al sistema dei canali di Bologna.

L’Alleanza era stata costituita il 4 marzo 2026 a Bruxelles su iniziativa dell’Emilia-Romagna. Tra i suoi obiettivi figurano il rafforzamento della prevenzione contro alluvioni e siccità, la modernizzazione delle reti idriche, lo sviluppo di infrastrutture verdi e blu, l’utilizzo di Big Data e supercalcolo per l’analisi climatica e la condivisione di sistemi di allerta, modelli di governance e pratiche per la ricostruzione dei territori colpiti da eventi estremi.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.