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Bologna, AIR-STEMI riduce gli eventi dopo l’infarto: 8,9%

01/09/2026

Bologna, AIR-STEMI riduce gli eventi dopo l’infarto: 8,9%

Una valutazione più precisa del flusso sanguigno nelle coronarie può aiutare i cardiologi a decidere quali arterie trattare dopo un infarto, evitando angioplastiche e stent non necessari. È quanto emerge da AIR-STEMI, studio clinico internazionale che ha coinvolto 1.823 pazienti e al quale ha partecipato anche la Cardiologia dell’Ospedale Maggiore dell’Ausl di Bologna. I risultati sono stati presentati il 29 agosto all’ESC Congress 2026 di Monaco di Baviera e pubblicati contemporaneamente sul New England Journal of Medicine.

AIR-STEMI confronta due strategie dopo l’infarto STEMI

Lo studio, coordinato dalla Regione Emilia-Romagna e guidato dall’Unità Operativa di Cardiologia dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Ferrara, diretta dal professor Gabriele Guardigli, ha interessato pazienti colpiti da infarto STEMI. Si tratta della forma di infarto provocata dalla chiusura improvvisa di una coronaria, una situazione che richiede un intervento rapido per ripristinare il flusso di sangue.

Dopo la riapertura dell’arteria responsabile attraverso angioplastica, spesso accompagnata dall’impianto di uno stent, molti pazienti presentano restringimenti anche in altre coronarie. Il problema clinico riguarda quindi la scelta delle ulteriori stenosi da sottoporre a trattamento.

AIR-STEMI ha messo a confronto la strategia basata sulla coronarografia tradizionale, che consente di valutare visivamente la gravità del restringimento, con un approccio che aggiunge una valutazione funzionale del flusso sanguigno. Quest’ultima permette di verificare se la stenosi osservata interferisca realmente con l’afflusso di sangue al muscolo cardiaco.

Eventi clinici all’8,9% contro il 13,7%

I 1.823 pazienti inclusi nella ricerca sono stati assegnati alle due differenti strategie dopo il trattamento efficace dell’arteria responsabile dell’infarto. Nel gruppo sottoposto alla valutazione funzionale, l’angioplastica è stata effettuata soltanto sulle ulteriori stenosi considerate effettivamente significative; le altre sono state gestite attraverso terapia medica.

Nel gruppo seguito con la strategia convenzionale, invece, la decisione di intervenire è stata presa sulla base della gravità del restringimento rilevata attraverso la coronarografia.

Il dato principale dello studio indica una differenza significativa tra i due gruppi: gli eventi clinici si sono verificati nell’8,9% dei pazienti trattati secondo la strategia AIR-STEMI, rispetto al 13,7% registrato nel gruppo guidato dalla sola angiografia.

L’approccio consente quindi di concentrare l’angioplastica sulle arterie nelle quali il restringimento ha una reale rilevanza funzionale. In questo modo possono essere evitati interventi e impianti di stent non necessari, limitando inoltre l’esposizione al mezzo di contrasto e i rischi associati alle procedure invasive.

Ospedale Maggiore nella rete cardiologica regionale

La Cardiologia dell’Ospedale Maggiore di Bologna ha partecipato allo studio con Giulia Bugani e Gianni Casella. Alla rete emiliano-romagnola hanno contribuito anche l’Ausl di Reggio Emilia e le Cardiologie di Rimini, Ravenna, Modena Baggiovara, Parma e Piacenza, insieme a collaborazioni nazionali e internazionali.

Ferrara ha ricoperto il ruolo di centro capofila e ospita anche il Core Laboratory angiografico, diretto dal professor Gianluca Campo. La struttura analizza le coronarografie provenienti dai centri partecipanti e, per i pazienti inseriti nella strategia sperimentale, effettua la valutazione funzionale e prepara il piano virtuale dell’angioplastica.

I risultati sono stati illustrati alla Hot Line 4 dell’ESC Congress 2026 da Simone Biscaglia, associato di Cardiologia dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Ferrara e Principal Investigator dello studio. Secondo Biscaglia, i dati mostrano che la strategia guidata dalla fisiologia consente di individuare con maggiore precisione le lesioni clinicamente rilevanti, riducendo procedure superflue e migliorando la gestione dei pazienti nella fase successiva all’infarto.

Il terzo studio emiliano-romagnolo pubblicato sul NEJM

AIR-STEMI fa parte della Ricerca Finalizzata 2021 e prosegue un percorso scientifico sviluppato dalla cardiologia dell’Emilia-Romagna sulla gestione dei pazienti colpiti da infarto.

Nel 2023 lo studio FIRE, dedicato alla rivascolarizzazione dei pazienti anziani con infarto e malattia multivasale, era stato presentato all’ESC e pubblicato sul New England Journal of Medicine. Nel 2025 lo stesso percorso era stato seguito da PIpELINe, concentrato sulla riabilitazione dopo l’infarto nei pazienti anziani fragili.

Con AIR-STEMI l’attenzione si sposta invece sulla fase acuta e sulla selezione delle coronarie da sottoporre a intervento. I tre progetti coprono così differenti momenti del percorso clinico, dalla scelta delle arterie da trattare alla rivascolarizzazione fino alla riabilitazione del paziente dopo l’evento cardiaco.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to