Bologna, richiesti 273 nuovi posti nelle Case Residenza Anziani
04/09/2026
Sono 273 i nuovi posti richiesti nelle Case Residenza per Anziani non autosufficienti (CRA) nell’ambito dell’avviso pubblico coordinato dal Comune di Bologna, a fronte di un tetto massimo di 278 posti disponibili. La procedura, pubblicata il 9 luglio 2026, ha coinvolto per la prima volta sei distretti dell’area metropolitana attraverso un accordo integrato finalizzato ad ampliare l’offerta residenziale destinata alle persone anziane non autosufficienti.
Sei distretti insieme per aumentare i posti nelle CRA
Il Comune di Bologna ha assunto il ruolo di capofila della rete territoriale, nata da un percorso avviato nel gennaio 2026 all’interno della Conferenza Territoriale Sociale e Sanitaria Metropolitana di Bologna. Alla procedura hanno partecipato i distretti Città di Bologna, Appennino Bolognese, Pianura Est, Pianura Ovest, Reno Lavino Samoggia e Savena Idice.
La richiesta di 273 posti, rispetto ai 278 messi complessivamente a disposizione dal bando, porta la procedura vicino alla piena copertura del contingente previsto. Il prossimo passaggio sarà rappresentato dalla valutazione delle proposte presentate e dalla verifica del possesso dei requisiti necessari per ottenere l’accreditamento provvisorio.
Una volta terminati i controlli, i nuovi posti potranno entrare progressivamente nella rete dei servizi residenziali sociosanitari. L’obiettivo della programmazione metropolitana è aumentare la disponibilità di soluzioni per le persone anziane che necessitano di assistenza continuativa, riducendo allo stesso tempo le differenze nell’offerta tra le diverse aree della Città metropolitana.
Madrid: «La programmazione integrata sta dando risultati»
L’assessora al Welfare e Salute del Comune di Bologna, Matilde Madrid, ha collegato il numero delle manifestazioni di interesse ricevute alla capacità di collaborazione costruita tra amministrazioni, servizi sanitari e gestori. Secondo l’assessora, le 273 richieste rappresentano un segnale di fiducia nel sistema di accreditamento metropolitano e nel modello di programmazione condivisa.
Il percorso punta a garantire criteri comuni e livelli di servizio omogenei nei diversi territori coinvolti, costruendo una rete in grado di rispondere alla domanda delle famiglie attraverso una maggiore disponibilità di posti residenziali e una gestione coordinata delle risorse.
Ora la verifica dei requisiti per l’accreditamento
La conclusione della raccolta delle manifestazioni di interesse apre ora la fase amministrativa dedicata all’esame delle candidature. Soltanto dopo la verifica dei requisiti e la valutazione delle proposte sarà possibile definire il numero effettivo di posti che entreranno nel sistema di accreditamento provvisorio.
Marilena Pillati, vicepresidente della Conferenza Territoriale Sociale e Sanitaria Metropolitana di Bologna, ha attribuito il risultato al lavoro congiunto sviluppato nel primo semestre del 2026 tra gli enti competenti in ambito sociale e sanitario. L’indicazione è quella di proseguire con una pianificazione coordinata, così da rendere maggiormente uniforme l’accesso ai servizi nei diversi distretti metropolitani.
L’ampliamento previsto riguarda un settore particolarmente delicato della rete assistenziale: le CRA accolgono persone anziane non autosufficienti che necessitano di assistenza sanitaria e sociosanitaria continuativa. Con il nuovo accreditamento, la rete metropolitana punta quindi ad aumentare la capacità ricettiva e a offrire alle famiglie maggiori possibilità di accesso alle strutture presenti sul territorio.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to