Bologna ricorda Alfredo Albanese, ucciso dalle Brigate Rosse
15/05/2026
La Polizia di Stato di Bologna ha ricordato questa mattina, 14 maggio 2026, il Vice Questore Aggiunto Alfredo Albanese, ucciso dalle Brigate Rosse il 12 maggio 1980 a Mestre. La cerimonia commemorativa si è svolta alle 11 nella Caserma “C. Smiraglia” di via Leonetto Cipriani, dove è stato deposto un omaggio floreale al cippo in marmo dedicato alla memoria del funzionario di Polizia.
La cerimonia nella caserma di via Cipriani
Alla commemorazione hanno partecipato il Prefetto di Bologna, il Questore, la vedova Teresa Friggione Albanese, rappresentanti delle autorità civili e militari della provincia e dell’Associazione Nazionale della Polizia di Stato di Bologna. Il tributo floreale è stato deposto a nome del Capo della Polizia, Prefetto Vittorio Pisani, davanti al monumento collocato nel 2002 all’interno della caserma su iniziativa dell’ANPS bolognese.
Il momento di raccoglimento ha rinnovato il legame tra la Polizia di Stato e la memoria di Albanese, figura ricordata per il ruolo avuto nella lotta al terrorismo durante gli anni di piombo. A Bologna il suo nome è già parte della memoria istituzionale: alla sua figura è stata dedicata anche la centrale operativa della Questura.
Dalla Questura di Venezia alla guida dell’antiterrorismo
Alfredo Albanese entrò nell’Amministrazione della Polizia di Stato nel 1975 come Vice Commissario. Dopo il primo incarico alla Questura di Venezia, emerse rapidamente per capacità investigative e preparazione professionale, fino ad assumere la direzione della sezione antiterrorismo della Digos veneziana.
In quel ruolo lavorò su indagini particolarmente delicate, in collaborazione con il magistrato Pietro Calogero e con il generale Carlo Alberto dalla Chiesa. Le attività investigative riguardavano il terrorismo politico, il traffico internazionale di armi e gruppi eversivi, tra cui Brigate Rosse e Autonomia Operaia. Erano anni segnati da attentati, omicidi politici e azioni armate contro servitori dello Stato, magistrati, forze dell’ordine, giornalisti e rappresentanti delle istituzioni.
Il 12 maggio 1980 Albanese venne raggiunto da un commando delle Brigate Rosse mentre si trovava nei pressi della propria abitazione, a Mestre. Aveva 30 anni. Gravemente ferito nell’agguato, morì durante il trasporto al Policlinico Umberto I. Lasciò la moglie Teresa, allora incinta del loro primo figlio.
L’omicidio rivendicato dalle Brigate Rosse
L’assassinio fu rivendicato dalle Brigate Rosse. Le indagini successive permisero di identificare, arrestare e portare alla condanna molti dei responsabili. Per l’impegno dimostrato nel contrasto alla violenza terroristica e per il sacrificio compiuto nello svolgimento del proprio dovere, Alfredo Albanese fu insignito della Medaglia d’Oro al Valor Civile alla memoria.
Nel tempo, diverse istituzioni ne hanno conservato il ricordo attraverso intitolazioni, monumenti e spazi pubblici. Oltre alla centrale operativa della Questura di Bologna, una piazza gli è stata dedicata nella sua città natale, Trani.
Al termine della cerimonia il Questore ha espresso la vicinanza della Polizia di Stato alla famiglia Albanese, richiamando il valore del funzionario ucciso e il significato del suo sacrificio. Il ricordo dei caduti della Polizia, e in particolare delle vittime del terrorismo, resta per le istituzioni un patrimonio civile da custodire e trasmettere.
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