Comunità energetiche in Emilia-Romagna: crescono ma poche sono operative
27/04/2026
Sono 104 le Comunità energetiche rinnovabili attive in Emilia-Romagna a fine 2025, ma solo una parte ha raggiunto la piena operatività. È quanto emerge da un’indagine promossa dalla Regione e realizzata da Art-ER su un campione di 45 realtà già costituite, che restituisce una fotografia dettagliata di un sistema in espansione ma ancora in fase di consolidamento.
Sviluppo in corso: oltre metà ancora non condivide energia
Tutte le comunità analizzate risultano formalmente costituite, ma si trovano in stadi diversi di avanzamento. Il 56% non ha ancora avviato la fase di condivisione dell’energia ed è impegnato nelle procedure di riconoscimento presso il Gestore dei servizi energetici. Circa un quarto è già operativo, mentre il 20% è in attesa del via libera definitivo.
Nel complesso, le Cer censite al 31 dicembre 2025 sono 98, a cui si aggiungono sei realtà con sede legale fuori regione ma attive sul territorio. Quelle che hanno ottenuto il riconoscimento e possono accedere agli incentivi sono 28, di cui 22 con sede in Emilia-Romagna.
Obiettivi ambientali e sociali al centro
Le finalità delle comunità energetiche vanno oltre la semplice produzione di energia. Il 71% indica come priorità la riduzione delle emissioni e i benefici ambientali, mentre il 67% punta al contrasto della povertà energetica e alla diffusione della cultura energetica. Accanto a questi obiettivi, circa la metà delle realtà guarda anche al risparmio in bolletta e al rafforzamento delle relazioni sociali tra i membri.
Dal punto di vista territoriale, la presenza è concentrata lungo l’asse della Via Emilia, con una particolare incidenza nelle province di Modena e Forlì-Cesena, che insieme rappresentano il 42% del campione analizzato.
Strutture leggere e forte ruolo degli enti pubblici
Sul piano organizzativo prevale la forma dell’associazione non profit, scelta per la semplicità gestionale. Non mancano esperienze strutturate come cooperative o fondazioni, ma restano minoritarie. La governance è dominata da modelli “public driven”, promossi da enti locali, mentre le iniziative nate dal basso occupano il secondo posto e risultano residuali quelle legate a investitori privati.
Anche l’utilizzo dei ricavi riflette un orientamento sociale: il sostegno alle famiglie in difficoltà energetica è tra le destinazioni più indicate. Tuttavia, oltre il 60% delle comunità non ha ancora definito strategie di reinvestimento, soprattutto per quanto riguarda nuovi impianti.
Impianti piccoli e crescita ancora da completare
Le Cer già attive si caratterizzano per impianti di dimensioni contenute: nel 47% dei casi la potenza non supera i 200 kW. Anche la base sociale resta limitata, con metà delle comunità che conta fino a dieci membri. Guardando alle prospettive, il 76% punta ad ampliare il numero di partecipanti e il 69% ad aumentare la produzione e la condivisione di energia.
I tempi di sviluppo restano lunghi: servono in media due anni per arrivare alla costituzione. Le difficoltà si concentrano soprattutto nelle fasi operative, come la realizzazione degli impianti e l’accesso agli incentivi, mentre risultano meno critici gli aspetti tecnico-giuridici.
Finanziamenti e nuove risorse regionali
Per sostenere la crescita del settore, la Regione Emilia-Romagna ha stanziato negli ultimi due anni oltre 3,5 milioni di euro attraverso bandi dedicati. Attualmente è aperta una nuova misura da 2,5 milioni di euro per la realizzazione e il potenziamento di impianti rinnovabili a servizio delle comunità.
«L’indagine ci aiuta a capire come intervenire a sostegno delle comunità energetiche», ha dichiarato il vicepresidente regionale Vincenzo Colla, evidenziando la necessità di rafforzare strumenti tecnici e finanziari. Tra le priorità indicate dalle stesse Cer emergono la semplificazione burocratica e una maggiore stabilità degli incentivi, ritenute decisive per accelerare il percorso verso la piena operatività.
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Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.