Caricamento...

Emilia Romagna 24 News Logo Emilia Romagna 24 News

Disabilità, in Emilia-Romagna 9.800 posti ancora liberi

30/06/2026

Disabilità, in Emilia-Romagna 9.800 posti ancora liberi

In Emilia-Romagna restano quasi 9.800 posti di lavoro riservati per legge alle persone con disabilità e ancora non coperti, mentre gli iscritti agli elenchi del collocamento mirato in età lavorativa superano quota 37.400. È il dato che misura la distanza ancora aperta tra domanda e offerta, pur in un territorio dove le persone con disabilità attualmente occupate sono circa 34.000.

A Bologna la Conferenza regionale sull’inclusione lavorativa

I numeri sono stati presentati dalla Regione Emilia-Romagna e dall’Agenzia regionale per il lavoro in occasione della IV Conferenza regionale per l’inclusione lavorativa delle persone con disabilità, in programma a Bologna lunedì 29 e martedì 30 giugno nella Sala XX Maggio della Terza Torre, in viale della Fiera 8.

L’appuntamento rappresenta il passaggio conclusivo di un percorso di sei mesi che ha coinvolto istituzioni, mondo accademico, parti sociali, associazioni e soggetti impegnati nelle politiche del lavoro. Al centro del confronto ci sono gli strumenti per rafforzare l’inserimento occupazionale, la qualità dei percorsi e il rapporto con le imprese.

Alla Conferenza partecipano, tra gli altri, il presidente della Regione Michele de Pascale, il vicepresidente con delega alla Formazione professionale Vincenzo Colla e l’assessore regionale al Lavoro Giovanni Paglia. Per la Giunta regionale, il lavoro viene indicato come parte del progetto di vita e dell’autonomia personale, non come una misura separata dal percorso di inclusione sociale.

Un posto disponibile ogni quattro iscritti

Il dato più netto riguarda la proporzione tra posti scoperti e persone iscritte al collocamento mirato: in Emilia-Romagna c’è, in sostanza, un posto in obbligo disponibile ogni quattro iscritti. Le imprese soggette all’obbligo di assunzione hanno superato quota 18.000 nel 2025, per circa 43.700 posti riservati complessivi.

La capacità del sistema di coprire i posti previsti dalla legge è cresciuta: si è passati dal 69,8% del 2020 al 77,9% del 2025. Il miglioramento, tuttavia, non chiude la forbice, perché i nuovi iscritti in età lavorativa aumentano con un ritmo superiore rispetto alle disponibilità effettive nelle aziende.

De Pascale ha richiamato la necessità di andare oltre la logica assistenziale e di rafforzare percorsi personalizzati, formazione mirata e accompagnamento delle imprese. L’obiettivo dichiarato è costruire un mercato del lavoro nel quale le competenze delle persone con disabilità trovino spazi reali, superando resistenze culturali ancora presenti nel sistema economico.

Cooperative sociali in crescita, esoneri sotto osservazione

Tra gli strumenti più utilizzati e in maggiore espansione figurano le convenzioni con le cooperative sociali previste dall’articolo 22 della legge regionale 17/2005. Dal 2013 i posti attivati attraverso questo canale sono aumentati di oltre il 350%. Si tratta di un ambito che intercetta soprattutto le situazioni più complesse: l’82,6% delle persone avviate presenta una disabilità psichica o intellettiva.

Colla e Paglia hanno evidenziato anche una criticità: il ricorso frequente agli esoneri da parte delle imprese. Le aziende esonerate, che versano un contributo alternativo all’assunzione, sono aumentate del 116,4%, mentre i posti esonerati sono cresciuti del 121,7%. Per la Regione, serve un accompagnamento condiviso con il sistema imprenditoriale e le rappresentanze economiche, così da ridurre il ricorso al contributo sostitutivo e favorire inserimenti diretti, stabili e di qualità.

Contratti, scuola e nuova domanda di inclusione

Negli inserimenti lavorativi prevale ancora il tempo determinato, che riguarda il 74% dei casi. Il tempo indeterminato, però, cresce più rapidamente, segnalando un graduale miglioramento della qualità occupazionale. La sfida, secondo la Regione, non è soltanto aumentare il numero degli avviamenti, ma rendere più solidi i percorsi, adattandoli alle competenze, ai bisogni e alle condizioni delle singole persone.

Il tema riguarda anche la scuola. L’incidenza degli alunni con disabilità negli istituti statali è salita dal 3,6% al 4,4% nell’arco di cinque anni. Questo andamento indica che la domanda di inclusione lavorativa è destinata ad aumentare in modo strutturale, rendendo necessario un raccordo più forte tra istruzione, formazione professionale, servizi per l’impiego e imprese.

La Conferenza di Bologna mette quindi al centro una questione già misurabile nei numeri: il sistema regionale ha migliorato la copertura dei posti riservati, ma deve ora affrontare la crescita della domanda, la qualità degli inserimenti e l’uso degli strumenti che possono trasformare l’obbligo di legge in occupazione effettiva.

Annalisa Biasi Avatar
Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to