Flotilla, 40 amministratori bolognesi chiedono il rientro degli attivisti
23/05/2026
Circa 40 amministratrici e amministratori della Città metropolitana di Bologna hanno sottoscritto un appello pubblico per chiedere al Governo italiano di intervenire dopo il fermo di tre persone legate al territorio bolognese, Alessio Catanzaro del Comune di Budrio, Francesco Gilli del Comune di Grizzana Morandi e Ilaria Mancosu del Comune di Bologna, coinvolte nell’operazione umanitaria della Flotilla.
L’appello dei sindaci: riportare a casa gli attivisti
Nel documento, firmato dal sindaco di Bologna e della Città metropolitana Matteo Lepore insieme a numerosi primi cittadini del territorio, gli amministratori chiedono al Governo italiano di agire con tutti gli strumenti disponibili per garantire il rientro in sicurezza di Alessio, Francesco, Ilaria e delle altre persone partite dall’Italia.
Il testo definisce la loro detenzione da parte di Israele una violazione del diritto internazionale e condanna le operazioni compiute in acque internazionali contro le imbarcazioni della Flotilla. Gli amministratori parlano di persone partite per una missione umanitaria e chiedono che l’Italia rafforzi la propria posizione diplomatica, intervenendo a tutela dei cittadini coinvolti.
L’appello collega la vicenda alla situazione nella Striscia di Gaza, in Cisgiordania e in Libano, richiamando le responsabilità del governo israeliano e chiedendo una presa di posizione più netta da parte dell’esecutivo italiano.
Chieste sanzioni politiche ed economiche contro Israele
Nel documento i firmatari sollecitano anche l’adozione di sanzioni politiche ed economiche contro Israele, accusato di continuare azioni criminali a Gaza, in Cisgiordania e in Libano. Gli amministratori chiedono inoltre che il Governo italiano si impegni per ottenere la fine del blocco su Gaza.
Il passaggio più netto riguarda la condanna delle operazioni militari israeliane contro le persone presenti sulle imbarcazioni della Flotilla. Nel testo si fa riferimento anche alle dichiarazioni e alle posizioni di esponenti del governo israeliano, citando il ministro Ben-Gvir, indicate dagli amministratori come parte di un clima di incitamento alla violenza.
L’iniziativa politica punta quindi a tenere alta l’attenzione sulla sorte degli attivisti e, allo stesso tempo, sulla crisi umanitaria palestinese. Il documento usa parole molto dure, parlando di genocidio del popolo palestinese e di violenze contro il popolo libanese, chiedendo al Governo italiano una risposta che non si limiti alla sola assistenza consolare.
Tra i firmatari sindaci, consiglieri e assessori del territorio
La sottoscrizione raccoglie adesioni da diversi Comuni dell’area metropolitana. Oltre a Matteo Lepore, compaiono tra i firmatari Valentina Cuppi, sindaca di Marzabotto, Tommaso Tarabusi, sindaco di Castiglione dei Pepoli, Debora Badiali, sindaca di Budrio, Davide Dall’Omo, sindaco di Zola Predosa, e numerosi altri primi cittadini dell’Appennino, della pianura e dell’area imolese.
Hanno aderito anche amministratori e rappresentanti istituzionali come consiglieri metropolitani, assessori, capigruppo e figure impegnate nella Città metropolitana. L’elenco, secondo quanto comunicato dall’Ufficio stampa, resta in aggiornamento.
La mobilitazione conferma una presa di posizione politica ampia da parte del territorio bolognese, che chiede protezione per le persone coinvolte nella Flotilla e un intervento più incisivo dell’Italia nei confronti di Israele. Il documento, pubblicato il 21 maggio 2026, mette al centro la richiesta di riportare a casa gli attivisti e di aprire un’iniziativa diplomatica più forte sul piano internazionale.
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