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Imprese Emilia-Romagna, ricavi in calo dell’1,2% e investimenti giù del 24%

18/05/2026

Imprese Emilia-Romagna, ricavi in calo dell’1,2% e investimenti giù del 24%

Le micro e piccole imprese dell’Emilia-Romagna chiudono il 2025 con ricavi in calo dell’1,2% e investimenti in forte contrazione, scesi del 24%. È il quadro emerso questa mattina da TrendER 2026 – L’accento sull’impresa, l’appuntamento annuale promosso da CNA Emilia-Romagna in collaborazione con ISTAT per analizzare l’andamento delle aziende regionali con meno di 20 addetti.

Il campione: quasi 12mila imprese osservate

L’Osservatorio ha preso in esame un campione medio di 11.848 imprese, selezionate tra le aziende con contabilità presso CNA e rappresentative dell’universo delle micro e piccole imprese attive in Emilia-Romagna. Il dato sui ricavi conferma un peggioramento rispetto ai due anni precedenti: nel 2024 la flessione era stata dello 0,8%, mentre nel 2023 si era fermata allo 0,5%.

La voce più critica riguarda gli investimenti, che nel 2025 hanno registrato una diminuzione del 24%. In calo anche i consumi, scesi del 3,3%. L’unico indicatore in lieve crescita è quello delle retribuzioni, aumentate dell’1,3%, anche se il rapporto segnala un progressivo indebolimento nel corso dell’anno.

Per il presidente di CNA Emilia-Romagna, Paolo Cavini, i numeri descrivono un sistema produttivo che continua a resistere, ma fatica a programmare il futuro. Il rallentamento, ha spiegato, si inserisce in un contesto segnato da incertezza geopolitica, costo del denaro elevato, difficoltà di accesso al credito e trasformazioni profonde dei mercati.

Costruzioni e manifattura i settori più colpiti

Le difficoltà non interessano tutti i comparti con la stessa intensità. Le costruzioni risultano il settore più penalizzato, con ricavi in diminuzione del 9,2% nel quarto trimestre e del 6,5% sull’intero anno. Anche il manifatturiero resta in territorio negativo: meno 3% nel quarto trimestre e meno 3,8% nel 2025.

I servizi mostrano invece una tenuta migliore, con una crescita dello 0,6% nel quarto trimestre e dello 0,2% sull’anno. Dentro il manifatturiero, quasi tutti i comparti chiudono il 2025 in calo: il tessile-abbigliamento-calzature perde il 6,6%, il legno-mobile il 7,2%, la meccanica il 3,4%. Gli alimentari e bevande crescono nel quarto trimestre, ma archiviano comunque l’anno con una flessione del 2,2%.

Un elemento in controtendenza riguarda gli investimenti nel manifatturiero, cresciuti del 10,3% dopo il forte aumento già rilevato nel terzo trimestre, pari al 37,7%. Nel primo semestre, invece, la spesa per investimenti era risultata ancora leggermente negativa, con un calo del 2,7%.

CNA: credito, garanzie e politiche industriali per le piccole imprese

Cavini ha indicato il dato sugli investimenti come il più delicato, perché il rinvio di un acquisto, di un ampliamento o di un intervento tecnologico può ridurre la competitività di una piccola impresa, limitarne l’innovazione e indebolirne il ruolo nelle filiere. Da qui la richiesta di strumenti più semplici e accessibili, credito più vicino alle esigenze delle aziende, garanzie efficaci, tempi certi e politiche industriali capaci di raggiungere anche le realtà di minore dimensione.

Il segretario regionale di CNA Emilia-Romagna, Diego Benatti, ha definito TrendER uno strumento di conoscenza dell’economia reale. Dal 2005 l’Osservatorio segue l’andamento delle micro e piccole imprese regionali, realtà che spesso non emergono singolarmente nel dibattito pubblico, ma che insieme rappresentano una parte essenziale del lavoro, della produzione e della coesione sociale dell’Emilia-Romagna.

Roberta Palmieri, dirigente ISTAT dell’Ufficio Territoriale Area Nord Est, ha ricordato la funzione dell’Osservatorio, nato oltre vent’anni fa per produrre dati affidabili sulle performance delle micro e piccole imprese per settore di attività e territorio. La collaborazione vede ISTAT presidiare i metodi statistici e le fasi dell’indagine, mentre CNA Emilia-Romagna fornisce trimestre dopo trimestre i dati raccolti dalle imprese.

Caselli: economia bloccata dalle incertezze internazionali

Secondo Guido Caselli, direttore del Centro Studi di Unioncamere Emilia-Romagna, i dati raccontano un’economia intrappolata dalle conseguenze dei conflitti in corso e dalle ricadute sui mercati. Lo scenario colpisce in particolare le piccole imprese manifatturiere inserite in filiere esposte all’estero, penalizza le aziende delle costruzioni dopo la fine di incentivi e fondi del PNRR, e mette sotto pressione il terziario, alle prese con una clientela dal potere d’acquisto indebolito.

Marcella Contini, responsabile del Centro Studi CNA Emilia-Romagna, ha sottolineato il valore del campione analizzato con ISTAT, definendolo rappresentativo del cuore del sistema economico regionale. Per Contini, i dati indicano la necessità di orientare gli investimenti verso innovazione, digitalizzazione delle competenze, modernizzazione dei processi e sostenibilità.

La mattinata si è chiusa con la tavola rotonda “L’accento sull’impresa”, alla quale hanno partecipato Cavini e Davide Baruffi, assessore al Bilancio della Regione Emilia-Romagna. Baruffi ha parlato di un quadro di fatica e di una fase di sostanziale stagnazione, con previsioni per il prossimo triennio ancora segnate da elementi di contrazione.

L’assessore ha richiamato la necessità di una risposta coordinata tra Governo, istituzioni europee e Regione, anche attraverso strumenti capaci di sostenere la domanda interna e aiutare le imprese ad aprirsi a nuovi mercati. Il comparto delle costruzioni, ha osservato, può tornare a offrire un contributo rilevante all’economia regionale se adeguatamente accompagnato.

In chiusura, Cavini ha ribadito che la competitività dell’Emilia-Romagna passa dalla tenuta delle filiere e dal rafforzamento delle micro e piccole imprese, chiamate ad affrontare transizione digitale, sostenibilità, internazionalizzazione, costo dell’energia e nuove dinamiche dei mercati senza restare isolate.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.