Sanità Emilia-Romagna, deficit 2025 ridotto a 54 milioni
04/05/2026
Il bilancio sanitario 2025 dell’Emilia-Romagna si chiude con un disavanzo di 54 milioni di euro, una cifra inferiore rispetto alla prima stima di 70 milioni e molto più contenuta rispetto al passivo registrato nel 2024, pari a 194 milioni. La Regione conferma così il percorso di risanamento dei conti della sanità pubblica, dopo l’annuncio del pareggio di bilancio previsto per il 2026 nei documenti preventivi già approvati dalla Giunta e dalle Aziende sanitarie.
Un passivo ridotto rispetto al 2024
Il dato definitivo del consuntivo 2025 segna, secondo la Regione, un miglioramento rilevante nel quadro economico del servizio sanitario regionale. Il disavanzo passa infatti dai 194 milioni di euro del 2024 ai 54 milioni del 2025, in un contesto definito complesso per il sistema sanitario, anche a causa del sottofinanziamento nazionale e delle incertezze legate al quadro economico internazionale.
La Regione attribuisce il risultato al lavoro condotto insieme alle Aziende sanitarie dell’Emilia-Romagna, con l’obiettivo di contenere la spesa senza compromettere il funzionamento dei servizi. La linea indicata dall’amministrazione è quella di mantenere centrale il servizio sanitario pubblico, garantendo il diritto universale alla cura e preparando il terreno al pareggio di bilancio nel 2026.
Il nodo del Fondo per la non autosufficienza
Sul bilancio resta aperta la questione del contributo del Fondo nazionale per la non autosufficienza relativo al 2025. Nelle scorse settimane il Governo ha comunicato alle Regioni che quelle risorse non potranno essere iscritte nel bilancio sanitario 2025, ma dovranno entrare nella contabilità dell’anno in corso.
Per l’Emilia-Romagna si tratta di circa 64 milioni di euro. La Regione sottolinea che i servizi collegati alla non autosufficienza sono già stati erogati e non sono stati interrotti, motivo per cui ha assicurato la copertura delle risorse mancanti. È inoltre in corso un confronto con il Ministero dell’Economia e con il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali per evitare effetti negativi in sede di verifica contabile. Anche la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome si è espressa contro la richiesta avanzata dal Governo.
Fabi: “Evitati tagli lineari ai servizi essenziali”
L’assessore regionale alle Politiche per la Salute, Massimo Fabi, ha collegato i numeri del bilancio all’impegno della Giunta per mantenere pienamente operativo il servizio sanitario pubblico. Secondo l’assessore, il risanamento è stato affrontato senza ricorrere a tagli lineari e indiscriminati, che avrebbero rischiato di indebolire i servizi essenziali e aumentare le diseguaglianze nell’accesso alle cure.
La Regione indica come assi di intervento la digitalizzazione, la medicina territoriale, la prevenzione e una riorganizzazione complessiva del sistema. Fabi ha richiamato anche l’introduzione dei ticket, definita come un sacrificio chiesto ai cittadini dopo che l’Emilia-Romagna era rimasta tra le ultime regioni a introdurli, con misure di tutela per le fasce più deboli.
Sulla mancata iscrizione delle risorse per la non autosufficienza nel bilancio 2025, l’assessore ha ribadito che la Regione coprirà i servizi già garantiti, auspicando una presa di coscienza nazionale sul finanziamento della sanità pubblica, considerata uno dei pilastri del Paese.
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