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Scariche atmosferiche, imprese chiamate a verificare rischi e impianti

30/09/2026

Scariche atmosferiche, imprese chiamate a verificare rischi e impianti

Le imprese devono verificare che la valutazione del rischio di fulminazione sia aggiornata e che gli eventuali sistemi di protezione contro le scariche atmosferiche risultino adeguati, correttamente installati e sottoposti ai controlli previsti. Il tema rientra direttamente negli obblighi di salute e sicurezza sul lavoro e interessa edifici, strutture, impianti e attrezzature presenti nei luoghi di lavoro.

Il datore di lavoro deve valutare il rischio di fulminazione

Il principale riferimento normativo è il D.Lgs. 81/2008. L’articolo 84 stabilisce che il datore di lavoro deve assicurare la protezione di edifici, impianti, strutture e attrezzature dagli effetti dei fulmini attraverso sistemi realizzati secondo le norme di buona tecnica. L’articolo 86 prevede inoltre controlli periodici sugli impianti elettrici e sui dispositivi di protezione, con obbligo di verbalizzare gli esiti e conservarne la documentazione.

La valutazione del rischio non può limitarsi alla semplice presenza o assenza di un parafulmine. L’analisi deve considerare diversi elementi, tra cui le caratteristiche dell’edificio, gli impianti presenti, il numero e la presenza di persone, le possibili conseguenze di un evento, le caratteristiche dell’area e le modalità attraverso cui possono propagarsi correnti e sovratensioni.

Il riferimento tecnico è rappresentato dalla CEI EN IEC 62305, con particolare riguardo alla Parte 2, dedicata alla gestione e alla valutazione del rischio. La procedura consente di stabilire il livello di esposizione della struttura e di individuare le misure di protezione necessarie.

Nuove norme tecniche e aggiornamento delle valutazioni

Dal 2025 è entrata in vigore la nuova edizione della serie CEI EN IEC 62305:2024, che ha introdotto modifiche tecniche rispetto alla versione precedente. Quest’ultima, secondo quanto previsto dal CEI, potrà continuare a essere applicata fino al 31 ottobre 2027.

Per le aziende diventa quindi essenziale verificare con il tecnico competente se le valutazioni esistenti siano ancora adeguate. Un riesame può rendersi necessario quando intervengono modifiche edilizie o impiantistiche, installazione di nuovi sistemi tecnologici, variazioni nella destinazione d’uso dell’immobile oppure cambiamenti che incidono in maniera significativa sulle condizioni della struttura.

Quando servono LPS, SPD e altre misure di protezione

Se dalla valutazione emerge un rischio superiore ai livelli accettabili, l’impresa deve adottare specifiche misure tecniche. Tra queste possono rientrare sistemi di protezione contro i fulmini LPS, dispositivi di protezione contro le sovratensioni SPD, collegamenti equipotenziali e ulteriori soluzioni individuate dalle norme tecniche.

La CEI EN IEC 62305-3 disciplina la protezione delle strutture dai danni materiali e dai rischi per le persone, indicando requisiti per progettazione, installazione, ispezione e manutenzione. La necessità di installare un parafulmine deve quindi essere valutata caso per caso: alcune strutture possono risultare protette attraverso specifiche caratteristiche costruttive e impiantistiche, mentre altre richiedono interventi dedicati.

Documentazione e verifiche periodiche

La gestione del rischio deve essere accompagnata da una documentazione tecnica coerente con lo stato reale dell’immobile. Il fascicolo aziendale dovrebbe comprendere la valutazione del rischio di fulminazione, le relazioni tecniche, i calcoli effettuati, i progetti, le dichiarazioni di conformità previste, la documentazione relativa agli impianti di protezione e i verbali delle verifiche periodiche.

Un ulteriore riferimento è il DPR 462/2001, che disciplina nei luoghi di lavoro anche gli adempimenti relativi alle installazioni e ai dispositivi di protezione contro le scariche atmosferiche. L’INAIL svolge inoltre attività di verifica a campione sulla prima installazione degli impianti interessati.

Le aziende sono quindi chiamate a controllare periodicamente quando sia stata effettuata l’ultima valutazione, se siano intervenute modifiche alla struttura, se siano stati installati impianti come fotovoltaico, antenne o apparecchiature elettroniche e se i sistemi LPS e SPD risultino correttamente mantenuti. Gli esiti dei controlli devono restare disponibili per gli organi di vigilanza e le eventuali prescrizioni emerse devono essere gestite e risolte.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to