Agroalimentare Emilia-Romagna, export a 5,8 miliardi nel 2026
24/09/2026
L’Emilia-Romagna sale al primo posto in Italia per esportazioni agroalimentari nel primo semestre del 2026. Tra gennaio e giugno le vendite all’estero del settore hanno raggiunto 5,8 miliardi di euro, con un incremento dello 0,5% rispetto allo stesso periodo del 2025 e una quota pari al 16,3% dell’export agroalimentare nazionale. La regione precede così Lombardia, ferma al 15,8%, e Piemonte, al 15,1%. Il dato arriva dopo un 2025 chiuso con oltre 11,5 miliardi di euro di esportazioni, in crescita del 9,7% su base annua, e conferma il peso della filiera regionale sui mercati internazionali.
Produzione agricola a 6,36 miliardi, spinta dalla zootecnia
Il quadro emerge dal Rapporto agroalimentare 2025, realizzato dalla Regione Emilia-Romagna insieme a Unioncamere Emilia-Romagna e presentato a Bologna. Nell’ultimo anno il valore della produzione agricola regionale ha raggiunto 6,36 miliardi di euro, il 4,5% in più rispetto al 2024.
La crescita è stata sostenuta soprattutto dalla zootecnia, il cui valore ha registrato un aumento del 16,8%, arrivando a circa 3,5 miliardi di euro. Il risultato è legato in larga parte all’andamento dei prezzi e alla crescita del valore del latte vaccino, sostenuto dal mercato dei formaggi Dop, oltre che delle carni bovine, del comparto avicunicolo e delle uova.
Più complesso il bilancio delle produzioni vegetali, che hanno raggiunto un valore di 2,7 miliardi di euro ma hanno segnato una flessione del 7,7%. A incidere sono stati gli effetti delle condizioni climatiche, insieme alle criticità fitosanitarie e alle dinamiche di mercato. Segnali positivi sono arrivati dal pomodoro da industria, con aumenti di superfici, rese e volumi, e da alcuni comparti della frutticoltura, tra cui ciliegie e actinidia.
Dop e Igp valgono quasi 4 miliardi di euro
Un ruolo centrale resta quello delle produzioni certificate. Le 46 Dop e Igp dell’Emilia-Romagna generano un valore stimato vicino ai 4 miliardi di euro. La sola componente alimentare rappresenta il 37% del valore nazionale delle produzioni Dop e Igp. Per il biennio 2025-2026 la Regione ha destinato 25 milioni di euro alla promozione internazionale dei prodotti certificati.
Prosegue inoltre la crescita dell’industria alimentare e delle bevande, che nel 2025 ha aumentato la produzione dell’1,4%. A fine anno risultavano attive 4.427 imprese con sede in Emilia-Romagna, pari al 7,7% delle aziende italiane del comparto e all’11,6% della base imprenditoriale manifatturiera regionale.
Sul fronte internazionale, il 70,3% delle esportazioni agroalimentari regionali è diretto verso i Paesi dell’Unione europea. Nel primo semestre del 2026 le vendite nell’area comunitaria sono cresciute del 3,5%. Tra i principali mercati aumentano Francia, con un +4,2%, e Spagna, con un +11,8%, mentre le esportazioni verso gli Stati Uniti registrano una contrazione del 4,1%.
Occupazione in ripresa e valore aggiunto oltre 10 miliardi
Il mercato del lavoro mostra due fasi differenti. Nel corso del 2025 gli occupati erano scesi da circa 129mila a poco meno di 127mila, con una riduzione intorno al 2,3%. I dati aggiornati al 30 giugno 2026 indicano però una ripresa: l’agroalimentare in senso stretto conta 148.164 addetti, 2.151 in più rispetto a giugno 2025, pari a un incremento dell’1,5%.
Il valore aggiunto del settore raggiunge 10,4 miliardi di euro, corrispondenti al 5,2% del Pil regionale. Considerando l’intera filiera allargata, gli addetti salgono a 395.653 e il valore aggiunto arriva a 24,8 miliardi, pari al 13,2% del totale regionale. Secondo il rapporto, ogni 100 euro prodotti dalle attività direttamente riconducibili all’agroalimentare ne vengono generati altri 143 dalle attività collegate.
Oltre un miliardo per lo Sviluppo rurale 2023-2027
Accanto ai risultati economici, il rapporto ricostruisce anche il quadro degli interventi pubblici. Nel 2025 la Regione ha destinato circa 86,7 milioni di euro ai settori agricoltura, caccia e pesca. Attraverso Agrea sono stati inoltre erogati circa 301 milioni di euro di pagamenti diretti a sostegno di circa 37mila aziende agricole.
La dotazione dello Sviluppo rurale 2023-2027 supera un miliardo di euro. Sono già stati attivati 91 bandi per oltre 933 milioni, con più di 571 milioni impegnati e 243 milioni erogati. Nei primi tre anni della programmazione i beneficiari delle risorse sono circa 19mila, tra cui circa 13mila ditte individuali.
Una parte dei finanziamenti è stata destinata alla gestione delle emergenze che hanno interessato il settore. Per i danni provocati dalle alluvioni del 2023 e del 2024 sono stati concessi oltre 25 milioni di euro di indennizzi alle imprese agricole, apistiche e zootecniche, mentre gli interventi gestiti dal Commissario straordinario hanno mobilitato più di 90 milioni.
Sul fronte sanitario sono stati attivati quattro bandi, per complessivi 11,1 milioni di euro, destinati al contrasto della Peste suina africana e al rafforzamento della biosicurezza degli allevamenti. Per l’emergenza legata al granchio blu, alle risorse statali si sono aggiunti 1,5 milioni di euro regionali per raccolta, trasporto e smaltimento della specie invasiva.
L’assessore regionale all’Agricoltura Alessio Mammi ha collegato i risultati alla capacità delle imprese di investire, innovare e mantenere competitività sui mercati, indicando tra le priorità regionali la tutela del reddito agricolo, il ricambio generazionale e il sostegno agli investimenti. Il presidente di Unioncamere Emilia-Romagna, Valerio Veronesi, ha invece evidenziato il peso economico della filiera e il contributo che il comparto continua a garantire all’occupazione e alla capacità esportativa della regione.
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