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Alluvioni Emilia-Romagna, oltre 14mila volontari nei soccorsi

15/10/2026

Alluvioni Emilia-Romagna, oltre 14mila volontari nei soccorsi

Oltre 14.300 volontari mobilitati, più di 10mila persone impegnate quotidianamente nelle operazioni di emergenza e un picco di 36.600 sfollati. Sono alcuni dei numeri dell'alluvione che ha colpito l'Emilia-Romagna nel maggio 2023, presentati durante una conferenza promossa dalla Regione e dall'Esercito italiano per analizzare il coordinamento dei soccorsi e le attività di ricostruzione. L'incontro ha esaminato anche la risposta alle nuove alluvioni del 2024, mettendo a confronto le esperienze di Protezione civile, Forze armate, Vigili del fuoco, amministrazioni locali e organizzazioni di volontariato.

Regione ed Esercito a confronto sulla gestione delle emergenze

La conferenza dedicata al Sistema Paese nella gestione delle emergenze ha riunito il presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale, il comandante militare Esercito Emilia-Romagna, colonnello Nicola Perrone, il commissario straordinario alla Ricostruzione, Fabrizio Curcio, e il direttore dell'Agenzia regionale per la Sicurezza territoriale e la Protezione civile, Massimo Camprini.

Al centro del confronto, le procedure di attivazione delle strutture operative, il coordinamento tra autorità civili e militari e l'organizzazione degli interventi nelle aree colpite da calamità naturali.

De Pascale ha richiamato la necessità di integrare prevenzione, gestione delle emergenze e ricostruzione in una strategia di lungo periodo. Secondo il presidente, i cambiamenti climatici impongono un aggiornamento degli strumenti di pianificazione e una maggiore capacità di anticipare le situazioni di rischio.

La Regione ha inoltre avviato una riorganizzazione delle proprie strutture per collegare maggiormente le attività di messa in sicurezza del territorio con quelle di gestione delle calamità e ricostruzione.

Alluvione 2023, oltre 10mila operatori impegnati ogni giorno

Durante l'emergenza del maggio 2023, il sistema nazionale di Protezione civile ha mobilitato personale e mezzi provenienti da numerose amministrazioni e organizzazioni operative.

Tra le oltre 10mila persone impegnate quotidianamente figuravano 1.141 Vigili del fuoco, 455 militari dell'Esercito e della Marina, 926 Carabinieri e 592 agenti della Polizia di Stato. A questi si aggiungevano 159 appartenenti alla Guardia di Finanza, 70 operatori della Guardia costiera e 442 della Croce Rossa.

Il dispositivo comprendeva inoltre 851 volontari nazionali, 764 volontari regionali e ulteriore personale operativo, affiancati da tecnici e funzionari di Comuni, Province, Prefetture e strutture territoriali.

I Vigili del fuoco hanno effettuato quasi 12mila interventi utilizzando 350 mezzi, tra cui sei elicotteri. Le Forze armate hanno impiegato 26 elicotteri, 109 mezzi, 45 gommoni, 22 escavatori e sette motopompe.

Nel momento di massima mobilitazione sono stati coordinati, nell'arco di una sola giornata, oltre 1.300 mezzi e 29 elicotteri. Carabinieri e Guardia di Finanza hanno assicurato anche servizi di presidio delle zone alluvionate per prevenire episodi di sciacallaggio.

Il contributo dei volontari e gli aiuti europei

Il volontariato ha rappresentato una componente rilevante dell'intervento. Complessivamente sono state mobilitate oltre 14.300 persone, delle quali 7.650 appartenenti ai coordinamenti dell'Emilia-Romagna.

Altri 5.130 volontari sono arrivati attraverso tredici colonne mobili provenienti da altre Regioni e dalle Province autonome di Trento e Bolzano, mentre 1.520 operatori facevano riferimento alle organizzazioni nazionali.

La richiesta di assistenza internazionale ha attivato anche il Meccanismo europeo di Protezione civile. Nove Paesi hanno offerto supporto e sono stati accolti gli interventi di Slovacchia, Slovenia, Francia e Belgio.

Le prime squadre slovacche e slovene hanno raggiunto il canale Magni, a Ravenna, il 22 maggio 2023. Successivamente sono intervenuti gli operatori francesi e quelli belgi, questi ultimi destinati inizialmente a Conselice.

Il dispositivo europeo ha messo a disposizione 118 operatori e 55 mezzi, contribuendo alle attività di emergenza nelle aree maggiormente danneggiate.

Il picco di 36.600 sfollati e l'organizzazione dell'accoglienza

Una parte consistente della mobilitazione ha riguardato l'assistenza alle persone costrette ad abbandonare le abitazioni a causa degli allagamenti.

Il 20 maggio 2023 è stato registrato il picco di 36.600 sfollati. Per garantire una sistemazione temporanea sono stati attivati 54 centri di prima accoglienza, utilizzando palestre, edifici scolastici, centri civici e conventi.

Alla rete pubblica si sono aggiunte 52 strutture ricettive, tra alberghi, agriturismi e bed and breakfast. Sono state inoltre attivate dieci cucine mobili per assicurare la distribuzione dei pasti alle persone assistite e sostenere le attività nei territori interessati.

Alluvioni 2024, mille volontari e mezzi specializzati

La nuova ondata di maltempo dell'autunno 2024 ha richiesto un diverso impiego delle risorse operative, con particolare attenzione al soccorso acquatico, al pompaggio dell'acqua e alla rimozione di fango e detriti.

Sono stati mobilitati circa mille volontari, tra cui oltre 500 dell'Emilia-Romagna, quasi 200 appartenenti a organizzazioni nazionali provenienti da fuori regione e oltre 300 tra funzionari e volontari delle colonne mobili di altre amministrazioni territoriali.

Sul campo hanno operato anche circa 400 volontari specializzati delle colonne mobili interregionali, dotati di macchinari e attrezzature pesanti per gli interventi di ripristino.

Esercito, Carabinieri e Polizia di Stato hanno contribuito al supporto logistico, al controllo delle zone evacuate, alla gestione della viabilità e al recupero delle persone isolate, anche mediante l'utilizzo di elicotteri.

Rispetto all'emergenza del 2023, gli interventi hanno richiesto un impiego particolarmente rapido di idrovore, mezzi anfibi e squadre tecniche specializzate.

Ricostruzione, le ordinanze passano da 39 a 64

Durante la conferenza, il commissario straordinario Fabrizio Curcio ha illustrato l'evoluzione delle procedure per la ricostruzione pubblica e privata nei territori danneggiati.

Il lavoro della struttura commissariale ha previsto una valutazione delle condizioni territoriali, seguita dall'aggiornamento del quadro normativo e dall'attuazione delle nuove disposizioni.

Il numero delle ordinanze è passato da 39 a 64, con interventi destinati a semplificare le procedure e razionalizzare gli strumenti amministrativi per la ricostruzione.

Il colonnello Nicola Perrone ha ricordato che il contributo dell'Esercito nelle pubbliche calamità rientra nei compiti istituzionali delle Forze armate e viene attivato in coordinamento con le autorità civili, soprattutto quando le necessità operative superano le capacità ordinarie di intervento.

La presenza di reparti e strutture militari distribuiti da Piacenza a Rimini consente di mettere a disposizione personale, mezzi e competenze specialistiche in funzione delle caratteristiche dell'emergenza.

Il confronto tra Regione, Esercito e struttura commissariale ha riguardato infine la programmazione pluriennale degli interventi, la disponibilità delle risorse e il coordinamento istituzionale necessario per proseguire la ricostruzione e rafforzare la sicurezza del territorio emiliano-romagnolo.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.