Bologna, progetto BETTI sull’IA: 2,4 milioni per la PA europea
01/10/2026
Bologna ospita il quarto workshop europeo del progetto BETTI, dedicato all’ingresso dell’intelligenza artificiale nei processi organizzativi e nei servizi della pubblica amministrazione. L’incontro, articolato su due giornate, riunisce amministrazioni e partner di nove Paesi per confrontare strategie, strumenti digitali e modalità di utilizzo dell’IA nei servizi pubblici, con particolare attenzione a trasparenza, tutela dei dati, supervisione umana e responsabilità.
Dieci partner europei e un budget da 2,4 milioni di euro
BETTI, acronimo di Better governance for trustworthy AI, è finanziato nell’ambito del programma Interreg Europe e coinvolge 10 organizzazioni partner. Alla rete partecipano realtà di Italia ed Emilia-Romagna, Paesi Bassi, Francia, Romania, Estonia, Bulgaria, Bosnia ed Erzegovina e Finlandia.
Capofila del progetto è il Cise, Centro per l’Innovazione e lo Sviluppo Economico della Camera di Commercio della Romagna, che comprende i territori di Forlì-Cesena e Rimini. Il budget complessivo ammonta a circa 2,4 milioni di euro.
All’Emilia-Romagna sono destinati circa 183mila euro: 146mila euro provengono dal contributo Interreg, mentre altri 36mila sono assicurati dal cofinanziamento regionale. Le attività previste comprendono sperimentazioni pilota, adeguamento dei software e assistenza nelle fasi di test delle soluzioni adottate.
Regole e controllo umano al centro del confronto
Il progetto punta a fornire alle amministrazioni strumenti e competenze per utilizzare l’intelligenza artificiale generativa in condizioni di sicurezza, equità ed efficacia. Tra i temi affrontati figurano la protezione dei dati, l’affidabilità dei sistemi, la trasparenza dei processi, la prevenzione delle discriminazioni e la definizione delle responsabilità quando algoritmi e applicazioni basate sull’IA vengono inseriti nelle attività della pubblica amministrazione.
Particolare attenzione viene riservata alla supervisione umana. L’obiettivo del confronto europeo è individuare modalità operative che permettano alle amministrazioni di utilizzare le nuove tecnologie mantenendo il controllo sulle decisioni e rendendo comprensibili ai cittadini i processi nei quali vengono impiegati strumenti automatizzati.
Durante i tavoli di Bologna i partner hanno messo a confronto le strategie digitali regionali e locali, i programmi di sviluppo già avviati e gli strumenti di digitalizzazione adottati nei rispettivi territori. Il workshop serve inoltre a raccogliere esperienze concrete e pratiche trasferibili tra le amministrazioni coinvolte.
Mazzoni: la pubblica amministrazione deve governare l’IA
Per l’assessora regionale all’Agenda digitale e legalità Elena Mazzoni, l’intelligenza artificiale rappresenta una trasformazione che la pubblica amministrazione deve essere in grado di governare attraverso regole definite e responsabilità pubbliche precise.
Secondo l’assessora, l’innovazione tecnologica deve contribuire a migliorare i servizi e a semplificare il rapporto tra cittadini e amministrazioni, mantenendo al centro diritti, trasparenza, equità, tutela dei dati e controllo umano. La Regione inserisce questo percorso nella strategia “Data Valley Bene Comune”, che collega Agenda digitale, sviluppo tecnologico e qualità dei servizi pubblici.
Nel progetto sono coinvolti anche soggetti regionali come Art-Er, Lepida e Community Network Emilia-Romagna. Il lavoro dei partner proseguirà attraverso il confronto sulle esperienze maturate nei diversi Paesi e sulle soluzioni utilizzabili dalle amministrazioni per introdurre l’intelligenza artificiale nei propri processi organizzativi senza perdere trasparenza e capacità di controllo.
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Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.