Bologna, tre alloggi ERP per donne vittime di violenza
08/07/2026
Il Comune di Bologna destina per il 2026 tre alloggi ERP di sua proprietà alla mobilità intercomunale, con una misura pensata anche per donne vittime di violenza o in uscita da percorsi di violenza, quando il trasferimento in un altro Comune risulta necessario per garantire sicurezza personale e familiare.
Tre case disponibili per nuclei fino a quattro persone
Gli alloggi messi a disposizione rientrano nel patrimonio di Edilizia Residenziale Pubblica del Comune di Bologna e saranno utilizzati nell’ambito della mobilità intercomunale. La disponibilità riguarda due appartamenti per nuclei composti da una o due persone, con superficie tra 28 e 56 metri quadrati, e un alloggio per nuclei da tre o quattro persone, con superficie compresa tra 56,01 e 79 metri quadrati.
La misura riguarda situazioni in cui il cambio di Comune può diventare una condizione di protezione, in particolare per donne che devono allontanarsi dal contesto territoriale legato alla violenza. La mobilità potrà essere attivata anche per esigenze dell’assegnatario legate all’avvicinamento a luoghi di cura.
Le richieste potranno essere presentate entro il 30 ottobre presso il Servizio Sociale Territoriale del Comune di residenza. La domanda deve essere avanzata dalla donna vittima di violenza o in fuoriuscita da un percorso di violenza, in accordo con il nucleo familiare.
Requisiti, valutazione e priorità per minori e disabilità
Per accedere alla mobilità intercomunale è necessario essere in carico al Servizio Sociale Territoriale e/o ai Centri Antiviolenza competenti. La misura è rivolta a donne assegnatarie di alloggio ERP oppure componenti di un nucleo già assegnatario, nei casi in cui l’assegnatario sia autore di violenza domestica.
In presenza di una condanna, anche non definitiva, è prevista la decadenza dall’assegnazione dell’alloggio ERP per l’autore della violenza domestica, mentre il diritto al subentro nella titolarità spetta agli altri componenti del nucleo familiare. Tra i requisiti rientrano inoltre esigenze di sicurezza personale della donna o di altri familiari, quando sia necessario lasciare il territorio in cui si è sviluppato il contesto della violenza.
Sarà data priorità ai nuclei con minori a carico o con la presenza di una persona con disabilità. Le domande saranno valutate dall’Ufficio Politiche Abitative e dal Servizio Sociale Territoriale dei Comuni o delle Unioni interessate.
Il Protocollo metropolitano per l’autonomia abitativa
L’iniziativa rientra nelle azioni previste dal Protocollo di Intesa per la promozione dell’autonomia abitativa delle donne vittime di violenza, sottoscritto da Città metropolitana di Bologna, Comuni e Unioni di Comuni, Regione Emilia-Romagna, Aziende Casa, sindacati, associazioni dei proprietari e degli inquilini e Centri Antiviolenza del territorio metropolitano.
La misura si collega anche al Piano per l’uguaglianza di Genere metropolitana 2021-2026, che promuove pari opportunità di accesso alle politiche pubbliche e interventi concreti per sostenere l’autonomia abitativa delle donne che escono dalla violenza.
La vicesindaca Emily Clancy ha definito l’avviso un passaggio di concreta attuazione del Protocollo metropolitano, sottolineando che la possibilità di trasferirsi in un altro Comune può rappresentare una condizione essenziale per ricostruire la propria vita in sicurezza. Garantire una casa, ha spiegato, significa rafforzare autonomia, libertà e diritto a un percorso reale di protezione.
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