Caricamento...

Emilia Romagna 24 News Logo Emilia Romagna 24 News

Brasimone, la Spring School chiude la prima edizione: startup e ricerca al lavoro sul nuovo nucleare

25/04/2026

Brasimone, la Spring School chiude la prima edizione: startup e ricerca al lavoro sul nuovo nucleare

Si è chiusa al Centro ricerche ENEA del Brasimone la prima edizione della Spring School dedicata al nuovo nucleare, un’iniziativa di open innovation che ha messo insieme istituzioni, ricerca e imprese in uno dei luoghi simbolo dell’innovazione energetica dell’Appennino bolognese. Il progetto, promosso dalla Città metropolitana e dal Comune di Bologna insieme a ENEA e newcleo, ha coinvolto per una settimana startup e gruppi di ricerca provenienti dal mondo accademico e industriale, impegnati in un percorso intensivo tra scambio di competenze, progettazione e sviluppo di soluzioni ad alto contenuto tecnologico.

L’iniziativa, gratuita, si è concentrata su un tema che torna con forza al centro del dibattito sull’energia: il ruolo del nucleare di nuova generazione all’interno della transizione ecologica e della sicurezza energetica. Attorno a questo asse si sono mossi gli otto team partecipanti, chiamati a confrontarsi con sfide concrete in un contesto operativo che ha unito visione industriale e sperimentazione sul campo.

Otto team al lavoro tra tecnologia, robotica e progettazione avanzata

I partecipanti, con profili che spaziavano dalla ricerca energetica e nucleare alla robotica, dalle nanotecnologie alla progettazione avanzata, sono stati suddivisi in tre gruppi di lavoro, ciascuno dedicato a una specifica challenge. Durante la settimana hanno preso parte a sessioni di knowledge exchange, workshop tematici, momenti di networking e attività di mentoring tecnico, con il supporto diretto di ricercatori ed esperti di ENEA e newcleo già attivi nel Centro ricerche del Brasimone.

Non si è trattato soltanto di un confronto teorico. ENEA ha infatti messo a disposizione laboratori, strumentazioni, banchi prova e supporto tecnico per attività di verifica e validazione, offrendo ai gruppi anche un accompagnamento nell’individuazione di bandi, opportunità di finanziamento e possibili connessioni con il sistema delle imprese e con il mondo accademico. Un’impostazione che ha dato alla Spring School un taglio molto operativo, pensato non solo per elaborare idee, ma per verificare la reale capacità di trasformarle in progetti concreti.

La giornata conclusiva e il legame tra energia, territorio e sviluppo

Nella giornata finale i team hanno presentato i risultati del lavoro svolto, proponendo soluzioni innovative e confermando il potenziale di un’iniziativa costruita per mettere in relazione ricerca, industria e territorio. È proprio in questo intreccio che si colloca il valore strategico del progetto: il nuovo nucleare viene letto non solo come tema scientifico ed energetico, ma anche come possibile leva per attivare filiere ad alto valore aggiunto, creare indotto qualificato e rafforzare la competitività dei territori interni.

In un quadro internazionale segnato da una crescente pressione sulla sicurezza degli approvvigionamenti e dalla necessità di accelerare la decarbonizzazione, esperienze come quella del Brasimone vengono presentate come strumenti capaci di alimentare un ecosistema dell’innovazione radicato nei territori ma con una proiezione nazionale e internazionale.

L’Appennino come laboratorio di innovazione contro spopolamento e marginalità

Secondo Rosa Grimaldi, delegata alla Promozione economica e attrattività di Città metropolitana e Comune di Bologna, questa prima edizione ha mostrato in modo concreto quanto sia strategico investire nell’incontro tra competenze scientifiche, capacità imprenditoriali e dimensione territoriale. L’obiettivo, nelle intenzioni dei promotori, è rafforzare il posizionamento dell’Appennino come luogo di innovazione, capace di attrarre talenti, favorire la nascita di nuove imprese e costruire occasioni di sviluppo sostenibile.

Sulla stessa linea anche Marco Lamberti, responsabile del Centro ENEA del Brasimone e coordinatore della Spring School, che ha richiamato il lavoro portato avanti da oltre vent’anni nel sito appenninico sulle tecnologie per l’energia del futuro, in collaborazione con aziende e territorio. Il centro, nella visione espressa durante la chiusura dell’iniziativa, si conferma così come un hub capace di richiamare investimenti, competenze e progettualità utili alla crescita di una filiera energetica nazionale più avanzata e resiliente.

La Spring School si inserisce nelle politiche che la Città metropolitana di Bologna sviluppa attraverso BIS – Bologna Innovation Square per le aree interne, con un’attenzione esplicita al contrasto dello spopolamento e della marginalizzazione. I tre sportelli attivi sul territorio montano dal marzo 2024 – dedicati al vivere e lavorare in Appennino, all’imprenditoria e al green per le imprese – hanno coinvolto in un anno e mezzo circa 800 tra aziende, startup, giovani e residenti, contribuendo alla costruzione di una rete sempre più ampia tra enti locali, associazioni e sistema produttivo.

In questo quadro, lo sportello Imprenditoria svolge un ruolo centrale nel supporto alla nascita e allo sviluppo di nuove iniziative, accompagnando aspiranti imprenditori e imprese nei percorsi di innovazione, nell’accesso ai finanziamenti e nella connessione con l’ecosistema locale. La chiusura della prima Spring School Brasimone lascia così in eredità non solo i progetti sviluppati durante la settimana, ma anche un segnale politico e industriale preciso: l’Appennino può diventare terreno di sperimentazione avanzata, capace di legare ricerca, lavoro e sviluppo in un settore destinato a incidere sempre di più nelle scelte energetiche del futuro.

Annalisa Biasi Avatar
Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to