Cefalee croniche, in Emilia-Romagna nasce il portale Emicare
12/06/2026
La Regione Emilia-Romagna mette in campo un nuovo portale dedicato alle cefalee croniche e un percorso di presa in carico articolato sul territorio, dal primo contatto con il medico di medicina generale fino all’accesso ai centri specialistici e alle terapie più avanzate.
Finanziamento da 841mila euro per il progetto regionale
Gli strumenti sono stati presentati l’11 giugno a Bologna, nella sede della Regione in viale Aldo Moro, dall’assessore alle Politiche per la salute Massimo Fabi insieme ad Alessandra Sorrentino, presidente dell’Alleanza cefalalgici. Alla conferenza stampa hanno partecipato anche le responsabili di tre dei quattro centri territoriali di riferimento: Simona Guerzoni, direttrice del Centro Cefalee dell’Azienda ospedaliero-universitaria di Modena, Sabina Cevoli, responsabile del Programma Cefalee e Algie facciali dell’Irccs Istituto delle Scienze Neurologiche di Bologna, e Maria Grazia Piscaglia, direttrice dell’Unità operativa di Neurologia di Ravenna.
Il progetto nasce grazie a un finanziamento biennale di 841mila euro concesso dal ministero della Salute dopo il riconoscimento della cefalea primaria cronica come malattia sociale. La Regione aveva approvato già nel dicembre 2023 il programma Innova-Er-Cef, costruito con il coinvolgimento delle Aziende sanitarie, dei professionisti del territorio e delle associazioni dei pazienti, a partire dall’Alleanza cefalalgici.
Il piano prevede la sperimentazione di nuovi modelli di assistenza, il potenziamento della telemedicina, l’aggiornamento dei Percorsi diagnostici terapeutici assistenziali e la realizzazione di un sito dedicato, pensato come punto di riferimento regionale per pazienti, medici e operatori sanitari.
Emicare, il sito per pazienti e professionisti
Il portale si chiama Emicare, nome che unisce il richiamo all’emicrania al concetto inglese di “care”, inteso come assistenza, attenzione e presa in carico complessiva della persona. Il sito offrirà una mappatura dei centri cefalee attivi in Emilia-Romagna, documenti clinici, linee guida, aggiornamenti sul progetto e materiali utili per orientarsi tra diagnosi, cure e servizi disponibili.
La costruzione del portale ha coinvolto direttamente anche persone che convivono con l’emicrania o con altre forme di cefalea. La scelta della Regione è stata quella di partire dall’esperienza concreta dei pazienti, per rendere più accessibili le informazioni e più chiaro il percorso da seguire quando il dolore diventa persistente, invalidante o resistente ai trattamenti abituali.
“Per troppo tempo, purtroppo, il mal di testa cronico è stato sottovalutato o considerato un disturbo minore, mentre per molte persone significa convivere quotidianamente con dolore, limitazioni e isolamento”, ha dichiarato l’assessore Fabi. La gestione della cefalea, ha aggiunto, deve inserirsi in una rete strutturata capace di collegare medicina territoriale, specialisti e strutture ospedaliere.
Quasi 7 cittadini su 10 hanno sofferto di cefalea
La cefalea primaria cronica è stata riconosciuta come malattia sociale nel 2020, con la Legge 81, per l’elevata diffusione nella popolazione e per la disabilità che può provocare. Secondo gli studi condotti in Emilia-Romagna, il 4% della popolazione soffre di cefalea cronica, mentre il 69%, cioè quasi sette cittadini su dieci, ha avuto almeno una volta nella vita un episodio di cefalea.
L’età media di esordio è di 26 anni: 25 anni per le donne e 28 per gli uomini. Tra il 25% e il 34% delle persone eccede inoltre nell’utilizzo di farmaci analgesici, un comportamento che può aggravare il quadro clinico e rendere più complessa la gestione della malattia. Le persone seguite a pieno titolo dai centri di terzo livello in Emilia-Romagna sono già oltre 10mila, con numeri in crescita.
Per Alessandra Sorrentino, convivere con l’emicrania significa affrontare una malattia neurologica invalidante, che può sottrarre tempo e qualità di vita quando non viene diagnosticata e trattata in modo corretto. Da qui la necessità di una rete che parta dal medico di assistenza primaria, coinvolga i neurologi del territorio e supporti i centri specialistici nella gestione dei casi più complessi.
Tre livelli di assistenza, dal medico ai centri specialistici
Il percorso regionale per le cefalee è organizzato su tre livelli. Il primo contatto avviene con il medico di medicina generale, che può gestire i pazienti con cefalea primaria seguendo le linee guida condivise. Secondo la Regione, questo passaggio consente di trattare con successo il 90% delle persone con cefalea.
Quando emergono complicazioni o dubbi diagnostici, il medico può richiedere la consulenza neurologica territoriale o il supporto di uno specialista in cefalee. Per i casi più gravi sono presenti centri di secondo livello in ogni provincia, da Piacenza a Rimini, in grado di garantire l’accesso a trattamenti avanzati.
Il terzo livello riguarda i programmi di maggiore specializzazione, distribuiti per area vasta: Parma per Parma e Piacenza, Modena per Modena e Reggio Emilia, Bologna per Bologna, Imola e Ferrara, Ravenna per la Romagna. Nei casi di cefalea primaria cronica e farmaco resistente, il paziente può essere indirizzato al Centro regionale per la neurochirurgia funzionale dell’Irccs delle Scienze Neurologiche di Bologna o ai centri di riferimento per la terapia del dolore.
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