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Scuola, Tribunale di Rimini sospende il no al trasferimento

12/06/2026

Scuola, Tribunale di Rimini sospende il no al trasferimento

Il Giudice del Lavoro di Rimini ha sospeso in via d’urgenza il provvedimento con cui l’Ufficio Scolastico Provinciale aveva respinto la domanda di trasferimento su posto comune presentata da una docente di sostegno, ordinando alle amministrazioni scolastiche di ammetterla alle operazioni di mobilità, sia pure allo stato con riserva.

Il nodo del servizio svolto sul sostegno

La decisione, adottata senza contraddittorio nella fase cautelare, interviene su un tema particolarmente sensibile per il personale scolastico: il riconoscimento del servizio prestato sul sostegno ai fini del completamento del vincolo quinquennale. Al centro del caso c’è la richiesta di una docente che chiedeva di poter partecipare alla mobilità su posto comune, dopo aver maturato anni di servizio anche attraverso contratti a tempo determinato.

L’amministrazione scolastica aveva rigettato l’istanza, ritenendo evidentemente non sufficiente il percorso maturato dalla lavoratrice. Il Tribunale, invece, ha accolto la richiesta urgente di sospensione del provvedimento, ordinando l’ammissione della docente alle procedure di mobilità. La partecipazione avverrà per ora con riserva, in attesa della definizione del giudizio nel merito.

Il passaggio centrale riguarda l’applicazione dell’orientamento espresso dalla Corte di Cassazione, secondo cui il quinquennio di servizio sul sostegno deve essere considerato compiuto includendo anche i periodi svolti con contratti a tempo determinato, quando questi abbiano riguardato la stessa prestazione lavorativa. Un principio che richiama direttamente il divieto di discriminazione tra lavoratori precari e lavoratori assunti a tempo indeterminato.

La posizione della Cisl Scuola Emilia-Romagna

Per la Cisl Scuola Emilia-Romagna, la pronuncia del Tribunale di Rimini rappresenta un segnale rilevante per molti docenti che hanno svolto anni di servizio pre-ruolo sul sostegno e che oggi chiedono il pieno riconoscimento di quel periodo nelle procedure di mobilità.

Secondo il segretario regionale Luca Battistelli, la decisione “apre la strada a una nuova fase in cui sarà possibile per molti docenti di sostegno transitare su posto comune valorizzando anche gli anni di servizio svolti in regime di precariato, nel rispetto dei principi affermati dalla giurisprudenza di legittimità e del diritto dell’Unione europea”.

Il sindacato sottolinea dunque la possibile ricaduta della decisione oltre il singolo caso esaminato dal giudice riminese. La questione riguarda infatti una platea di insegnanti che, prima dell’immissione in ruolo, hanno lavorato per anni su posti di sostegno con incarichi a termine, svolgendo mansioni identiche a quelle dei colleghi di ruolo.

Possibili effetti sulle future procedure di mobilità

La Cisl Scuola Emilia-Romagna, insieme ai propri legali, ha annunciato di essersi già attivata per assistere altri docenti in situazioni analoghe. L’obiettivo è ottenere l’applicazione del principio del pieno riconoscimento del servizio pre-ruolo anche nelle future procedure amministrative, evitando che gli anni prestati con contratti a termine vengano esclusi dal calcolo del quinquennio.

La decisione del Tribunale di Rimini resta, al momento, un provvedimento cautelare. Il suo peso effettivo dipenderà dall’esito del giudizio e dall’eventuale conferma definitiva della linea adottata nella fase d’urgenza. Resta però un atto giudiziario di rilievo, perché inserisce anche a livello territoriale un tema già affrontato dalla giurisprudenza di legittimità e dal diritto europeo.

Nel caso in cui l’impostazione venisse confermata, la pronuncia potrebbe diventare un riferimento per nuove azioni giudiziarie e per una diversa gestione delle domande di mobilità presentate dai docenti di sostegno. Al centro resta il principio che il lavoro effettivamente svolto, anche prima del ruolo, debba essere valutato in modo coerente quando mansioni e prestazioni coincidono.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.