Cesenatico, polpi in mare contro il granchio blu: test Octo-Blu
25/08/2026
Polpi di pochi giorni di vita e una femmina adulta sono stati rilasciati nell’Adriatico al largo di Cesenatico nell’ambito di Octo-Blu, il progetto sperimentale promosso e finanziato dalla Regione Emilia-Romagna con l’Università di Bologna. L’obiettivo è verificare se il polpo, predatore naturale del granchio blu, possa contribuire al controllo biologico della specie invasiva e ridurne l’impatto sull’ecosistema marino, sulla pesca e sugli allevamenti di molluschi.
Octo-Blu studia il polpo come predatore naturale
Il progetto è nato nel 2024 attraverso un accordo di collaborazione tra Regione Emilia-Romagna e Alma Mater, nell’ambito del Programma nazionale Feampa 2021-2027. La sperimentazione parte da una domanda precisa: capire se l’introduzione controllata di polpi possa rappresentare uno strumento biologico utile per contenere la presenza del granchio blu nelle acque dell’Adriatico.
Per arrivare alla fase dei rilasci, i ricercatori hanno lavorato per quasi due anni sul comportamento delle due specie. Sono state analizzate le caratteristiche riproduttive e alimentari del crostaceo e, parallelamente, sono state sviluppate tecniche per l’allevamento e la riproduzione del polpo in ambiente controllato.
Le attività hanno consentito di raccogliere dati sulla relazione tra predatore e preda, migliorare le procedure di allevamento e ottenere le prime schiuse. Da qui il passaggio dalle vasche universitarie all’ambiente marino, seguito da una fase di monitoraggio destinata a valutare l’adattamento degli esemplari e gli eventuali effetti sulla popolazione di granchio blu.
I primi rilasci tra giugno e agosto
Le prime operazioni in mare sono state effettuate l’11 e il 17 giugno in prossimità di barriere artificiali sommerse, con il supporto logistico del Club Nautico di Riccione. Le attività sono poi proseguite nel mese di agosto con nuove uscite al largo di Cesenatico.
A guidare la sperimentazione sono il professor Oliviero Mordenti, docente del Dipartimento di Scienze mediche veterinarie dell’Università di Bologna, e il ricercatore Antonio Casalini, responsabili scientifici dello studio. A una delle operazioni ha partecipato anche l’assessore regionale all’Agricoltura e alla Pesca Alessio Mammi, mentre la Capitaneria di Porto - Ufficio Circondariale Marittimo di Cesenatico ha garantito il supporto alle attività in mare.
Secondo Mordenti, i dati raccolti attraverso Octo-Blu stanno permettendo di approfondire la biologia e il comportamento del granchio blu presente nell’area adriatica. Il polpo potrebbe avere un ruolo ecologico rilevante perché, in qualità di predatore, è capace di intervenire sulla presenza delle specie particolarmente abbondanti e contribuire alla regolazione delle catene alimentari marine.
Regione: 5 milioni di euro contro l’emergenza granchio blu
La sperimentazione scientifica si inserisce in un programma più ampio di interventi regionali contro i danni causati dalla proliferazione del crostaceo. Dal 2023 la Regione ha destinato 3,5 milioni di euro alle imprese della pesca e dell’acquacoltura colpite dall’emergenza. Nel 2026 sono stati stanziati ulteriori 1,5 milioni di euro, ai quali si affianca un bando per compensare le perdite di reddito dovute alla distruzione del novellame e alla contrazione della produzione di vongole.
Secondo i dati richiamati dalla Regione, in alcune aree la produzione di vongole di taglia commerciale è diminuita di oltre il 70%. Una parte delle risorse è stata utilizzata anche per finanziare raccolta, smaltimento e commercializzazione del granchio blu.
Mammi ha spiegato che il sostegno economico alle imprese continuerà ad affiancarsi agli investimenti nella ricerca. La Regione punta a sperimentare soluzioni capaci di ridurre in maniera strutturale la pressione del granchio blu, con particolare attenzione al Delta ferrarese e all’Adriatico. Octo-Blu proseguirà nelle prossime settimane con ulteriori attività in mare e con il monitoraggio scientifico dei risultati ottenuti.
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