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Emilia-Romagna, manifesti contro l'odio LGBTQIA+

07/05/2026

Emilia-Romagna, manifesti contro l'odio LGBTQIA+

Dal 4 maggio i muri delle città emiliano-romagnole ospitano una campagna che porta nello spazio pubblico parole spesso lasciate correre, archiviate come provocazioni o rumore di fondo, ma capaci di colpire in profondità chi le subisce. Si intitola “Non sono solo scritte” ed è composta da quattro manifesti affissi nei Comuni con più di 15mila abitanti, con il sostegno della Regione Emilia-Romagna, per denunciare le scritte, le frasi e le offese omolesbobitransafobiche che compaiono a scuola, sui luoghi di lavoro, nei bagni pubblici e per strada.

Il messaggio scelto dai promotori è netto: quelle parole non sono atti marginali, né gesti irrilevanti. Dietro la superficie di una battuta o di una frase tracciata su un muro si nasconde una violenza diffusa, che incide sulla vita quotidiana delle persone LGBTQIA+, alimenta un clima ostile e rende più fragile la percezione di sicurezza negli spazi condivisi.

Una campagna nata dal territorio e dalle associazioni

“Non sono solo scritte” è una campagna costruita in modo corale, nata dal confronto tra le associazioni LGBTQIA+ dell’Emilia-Romagna nell’ambito del Patto di Collaborazione LGBTQIA+ del Comune di Bologna. Il progetto è stato presentato nel 2025 dal Cassero LGBTQIA+ Center, insieme alle altre realtà aderenti al Patto, dopo che durante un tavolo di monitoraggio era emersa una forte preoccupazione per gli attacchi rivolti alle sedi delle associazioni in città.

Il Comune di Bologna ha stanziato 10mila euro e ha avviato una coprogettazione condivisa con le associazioni e con gli uffici comunali per definire contenuti e impostazione della campagna, realizzata dall’agenzia di comunicazione femminista Comunicattive. La Regione Emilia-Romagna, dal canto suo, ne ha sostenuto la diffusione sul territorio regionale attraverso le affissioni urbane, in coerenza con la legge regionale 15 del 2019, dedicata al contrasto delle discriminazioni e delle violenze legate all’orientamento sessuale e all’identità di genere.

Il legame con gli episodi di odio e con il 17 maggio

Alla base del progetto c’è la volontà di dare visibilità a un clima di ostilità che, secondo i promotori, viene spesso ridimensionato o fatto scivolare via come se fosse parte del paesaggio urbano. La campagna prende corpo anche alla luce di episodi precisi: alcuni attacchi di matrice fascista contro la sede del Cassero e contro altre associazioni avvenuti a Bologna all’inizio del 2025 hanno spinto la rete regionale a costruire una risposta pubblica, visibile, diffusa nelle città.

Uno dei quattro soggetti richiama infatti il caso dello stendardo affisso anni fa al Cassero da Forza Nuova, episodio rimasto nella memoria cittadina come esempio di intimidazione diretta. A questo si aggiungono fatti più recenti, come le scritte sessiste e lesbofobiche comparse nell’agosto 2025 sui muri dei portici di Bologna, condannate da istituzioni e società civile.

Manifesti, QR Code e rete nazionale

I quattro manifesti della campagna rimandano, tramite QR Code, a una pagina del portale Pari Opportunità della Regione Emilia-Romagna, dove sono raccolte informazioni utili per conoscere e contattare le associazioni LGBTQIA+ attive sul territorio. L’obiettivo non si esaurisce nella denuncia: accanto alla presa di posizione pubblica c’è la volontà di offrire strumenti concreti a chi cerca ascolto, supporto e riferimenti.

La diffusione dell’iniziativa va oltre i confini regionali. La rete RE.A.DY, che riunisce Regioni, Province autonome ed enti locali impegnati contro le discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere, rilancerà la campagna a livello nazionale. Hanno già aderito, tra gli altri, il Comune di Reggio Emilia con Arcigay Gioconda, il Comune di Bologna, il Comune di Torino e la Provincia autonoma di Bolzano. Anche Arcigay nazionale ha adottato la campagna, prevedendone la circolazione sui social e nelle sedi locali in occasione del 17 maggio, Giornata internazionale contro l’omolesbobitransfobia.

Il senso dell’iniziativa sta proprio qui: riportare al centro dell’attenzione pubblica quelle microaggressioni che, sommate giorno dopo giorno, costruiscono esclusione, paura e isolamento. Parole che molti fingono di non vedere, ma che per chi le riceve restano addosso.

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Fabiana Fissore

Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.